| N/A -
Bill Horton |
| Amanita - |
Amanita è un collettivo a sei persone, nato nel 1997 a Padova. Alle spalle una miriade di esperienze su palchi grandi e piccoli: Rock Targato Italia, Sanremo rock, Tim Tour Roxy Bar. Si capisce da subito che i ragazzi – in controtendenza con la quasi totalità delle band della scena...
Amanita è un collettivo a sei persone, nato nel 1997 a Padova. Alle spalle una miriade di esperienze su palchi grandi e piccoli: Rock Targato Italia, Sanremo rock, Tim Tour Roxy Bar. Si capisce da subito che i ragazzi – in controtendenza con la quasi totalità delle band della scena emergente italiana – sanno dove mettere le mani sugli strumenti. “Luce all’ombra” è una dichiarazione d’amore senza mezzi termini per alcune atmosfere elettroacustiche care al rock d’oltreoceano e già importate in Italia attraverso i primi lavori di Negrita, Ligabue e i vecchi Rocking Chairs di Graziano Romani.
Essere originali è difficile, soprattutto confrontandosi con un genere già visitato, rivisitato e saccheggiato come questo. Gli Amanita non deludono, anche grazie a suoni riverniciati a dovere. E poi c’è una voce davvero perfetta (e bella) per cantare un certo tipo di rock. Ma se i pezzi passano piacevolmente sul lettore e al terzo ascolto già si comincia a cantare, il demo paga il prezzo che paga tutto il rock all’americana fatto in Italia: una certa purezza cristallina nei suoni che fa perdere quell’attitudine sporca e slabbrata propria del genere. Il problema è che tutto si mantiene a cavallo tra rock, appunto, e certe aperture melodiche proprie del pop più lambiccato, qualche volta tra cori ridondanti e arrangiamenti fin troppo articolati. Un po’ di cattiveria e feel in più ci sarebbero piaciute per tre brani che, comunque, si fanno ascoltare volentieri.
Billy Horton
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| N/A -
Allo |
| Sodastream+guest |
Ero cosciente dello splendore compositivo del duo australiano ma mai mi sarei aspettato tanta magnificenza da questa prima data europea dei Sodastream...
Surreale...
Serata nebbiosa e atmosfera che già di per sè incute facile suggestione.
Apertura affidata ai locali Platou con il loro post-rock intricato e introspettivo nel quale spicca una chiara...
Ero cosciente dello splendore compositivo del duo australiano ma mai mi sarei aspettato tanta magnificenza da questa prima data europea dei Sodastream...
Surreale...
Serata nebbiosa e atmosfera che già di per sè incute facile suggestione.
Apertura affidata ai locali Platou con il loro post-rock intricato e introspettivo nel quale spicca una chiara ricerca di una identità ancora ben poco definita. Gradevoli ma ancora eccessivamete legati alla tradizione del genere.
Tocca alla Texana Diana Darby con il suo narcolettico set a voce e sei corde che affascina per sussuri ed atmosfera ma che certamente pare grave e ben poco decifrabile.
Buone composizioni d'autore che faticano però ad andare oltre le superfici di suggestione che comparsate di questo tipo trasudano.
Piccolo stacco d'ossigenazione ed è l'attessissimo momento dei Sodastream.
A questo punto la dimensione comunque gradevole nella quale si è immersi viene completamente sconvolta e ci si ritrova in una landa lontana, diversa nella quale le stupende composizioni di Pete e Karl ci guidano.
Canzoni, nulla di più, che posseggono quel potere evocativo che raramente si riesce ad estrapolare.
Karl è una gracile foglia mentre regala quel canto che da tanto lontano pare provenire mentre Pete pare una furia nel percuotere quell'enorme contrabbasso e nel regalare quei gravi tappeti vocali che tanta pelle d'oca producono.
'Brass Lines' è un picco dell'intera esibizioni che mai scorderò.
Una conferma dell'ultimo sorprendente 'a minor Revival' che consegna all'olimpo della melodia altri due innegabili talenti.
Assolutamente da vivere...
Allo
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| N/A -
Allo |
| FRANKIE HI-NRG |
Sono passati ben sei anni da quel lontano cinque dicembre millenovecentonovantasette e tante cose sono cambiate.
Il mondo, le parole, i gesti, la vita mutati ma Francesco è sempre lo stesso.
Bene o male?
Sia la promozione discografica che la produzione del live celano una certa scommessa da parte della Bmg nei...
Sono passati ben sei anni da quel lontano cinque dicembre millenovecentonovantasette e tante cose sono cambiate.
Il mondo, le parole, i gesti, la vita mutati ma Francesco è sempre lo stesso.
Bene o male?
Sia la promozione discografica che la produzione del live celano una certa scommessa da parte della Bmg nei confronti dell'oramai uomo di Città di Castello.
Questa volta il tour è proprio luccicante: produzione propria, registrazione integrale, e la partecipazione agli strumenti di celeberrimi ospiti quali Enrico Matta (Ninja) dei Subsonica, il solito Skizo, Lino De Rosa al basso e Francesco Bruni alla chitarra.
Non nascondo di avere coltivato una certa curiosità per questo tour che sanciva definitivamente l'atteso ritorno di Frankie alle scene live.
Quando passa così tanto tempo, chissà come mai, finisci per aspettarti fuochi d'artificio, un set di quelli da registrare sul calendario ed invece mi ritrovo ad allontanarmi dal Fillmore con le tasche decisamente vuote.
Un set scoordinato che pare fermarsi proprio a quel '97 e che si concentra prevalentemente sulle vecchie composizioni (ma questo non è il tour di 'Ero un Autarchico'?).
Non nego il grande impatto iniziale con 'il Beat come anestetico' ma il resto non è che una discesa continua ed imperterrita al già visto e sentito.
I pezzi nuovi non convincono (ammetto di non aver ancora approfondito l'ascolto di 'Ero un Autarchico') e quelli vecchi paiono peccare di una scarsa dimensione live (parlano da soli i ritornelli di Sinigallia e Pacifico su base, con il secondo presente in sala...).
Non si discutono le enormi capacità di chi sta sul palco ma non riesco a trovare spunti ai quali aggrapparmi per poter salvare il set.
Troppi saluti, ringrazamenti, auguri, baci e abbracci e pochi picchi da tener seriamente presenti per un live dalle ambizioni forse eccessivamente pretenziose (vedi gli undici!!! euri all'ingresso e i diciassette!!! per una copia del cd al banchetto).
Riaffiorano ricordi e sorrisi ma forse è troppo poco, forse è seriamente cambiato qualcosa e qualcuno non se n'è ben reso conto.
Il congedo è affidato ad una 'Fight da Faida' rimodellata al riff di 'seven Nation Army' dei fratellini White ad accontentare anche i più giovincelli.
Peccato, davvero, perchè le potenzialità sono ancora enormi, ma questa sera ho visto Frankie fare le cover di Frankie, nient'altro.
Peccato.
La scaletta (sparsa):
Il Beat Come Anestico
Generazione Di Mostri
Chiedi, Chiedi
Etna
Rap Lamento
Giù Le Mani Da Caino
Animanera
I Trafficati
L'Inutile
Potere Alla Parola
Autodafè
Gli Accontentabili
Sana E Robusta
Quelli Che Benpensano
Faccio La Mia Cosa
Libri Di Sangue
Disconnetti Il Potere
La Cattura
Fight Da Faida
www.frankie.tv
www.cosedimusica.it
Allo
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| N/A -
Allo |
| The Warlocks - Phoenix |
Di botto rimani un pò con la smorfia di chi non sa bene se ciò che sta sentendo gli piace o no.
Poi ascolti meglio, ancora un pò, ed ecco affiorare un disco meno scontato di quanto ci si potesse aspettare.
Signori e Signore, the Warlocks...
Si parla di trip nella musica...
Di botto rimani un pò con la smorfia di chi non sa bene se ciò che sta sentendo gli piace o no.
Poi ascolti meglio, ancora un pò, ed ecco affiorare un disco meno scontato di quanto ci si potesse aspettare.
Signori e Signore, the Warlocks...
Si parla di trip nella musica dei Warlocks.
Si parla di viaggi onirici nei quali la psichedelia è fulcro e denominatore.
Dieci i pezzi e per un'ora abbondante di trasporto frammentato tra i fantasmi di Spaceman 3 e Dandy Warhols (resto convinto che l'assonanza non resti casuale...).
Seconda opera per questo nome dopo l'iper-eclettica attività del leader Hecksher (vedi sotto la voce Charlie Brown Superstar e Magic Pacer) che questa volta pare aver imboccato la tangenziale giusta per la dipartita dall'amato-odiato underground.
Lo testimoniano i passaggi fissi dei video su Mtv e un tour che ha già toccato l'italia lo scorso 2 Novembre in compagnia degli australiani Sleepy Jackson.
Psych-Rock sporco, indolente, drogato che certamente conquisterà il repeat continuo dal vostro sporco e indolente stereo.
Buon Viaggio.
Tracklist:
Shake the dope out
Hurricane heart attack
Inside outside
Isolation
Cosmic letdown
Red rooster
Baby blue
Dope feels good
Stickman blues
Oh Shadie
www.thewarlocks.com
Allo
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Allo |
| The Zephirs - A Year to the day |
Terza parentesi per gli Scozzesi Zephyrs dopo il cambio di label e di titolo per questo 'A year to the day' (già 'Thirteen months and a Day', scippato di poco da David Sneddon).
Ammaliante...
Si, romantiche e ammalianti queste dieci nuove composizioni che trascinano l'ascolto in una realtà astratta regnata d'atmosfere...
Terza parentesi per gli Scozzesi Zephyrs dopo il cambio di label e di titolo per questo 'A year to the day' (già 'Thirteen months and a Day', scippato di poco da David Sneddon).
Ammaliante...
Si, romantiche e ammalianti queste dieci nuove composizioni che trascinano l'ascolto in una realtà astratta regnata d'atmosfere ipnotiche ed oniriche.
Psichedelia frammentata da una cadenza rallentata che con vocalità a dir poco corali amplifica una sorta di narcolettica gradevolezza nell'intera opera (i Mogwai ridono sotto i baffi...).
Gravità e fluttuazione si rimbalzano costantemente in un susseguirsi di blues e flok, pop e sussurate ballate rock.
Conquista, non c'è che dire, la delicatezza con la quale i fratelli Nicol & co. cesellano opere pop di tanta suggestione.
Splendide la liturgica 'Washed to the store' e la più contadina 'One Year many Mistakes' che trascinano quest'intera opera ad un indiscusso gradino di valore ed approvazione.
Perchè è inspiegabile l'effetto di certe composizioni, la surrealtà, la capacità di prendere e appunto portar via.
Ami esser forestiero?
Tracklist:
1 Lacuna Head
2 Go Slow
3 Washed to the Shore
4 Empty Eyes
5 One Year Many Mistakes
6 A While
7 Watercolour
8 Stand Round Hold Hands
9 Roberta Flack
10 Don't Say Sorry
www.thezephyrs.com
Allo
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| N/A -
Allo |
| Lecrevisse / Karnea - le piccole foglie ep / la matta ep |
Tempo di pubblicazioni per la bergamasca jestrai con una serie di ep per praticamente la totalità del suo roster. In questa sede ci addentraimo nei nuovi lavori di Lecrevisse e Karnea.
Partiamo dal 'le piccole foglie ep' dei beniamini Lecrevisse. Tre tracce di cui una cover dei Beatles nelle quali...
Tempo di pubblicazioni per la bergamasca jestrai con una serie di ep per praticamente la totalità del suo roster. In questa sede ci addentraimo nei nuovi lavori di Lecrevisse e Karnea.
Partiamo dal 'le piccole foglie ep' dei beniamini Lecrevisse. Tre tracce di cui una cover dei Beatles nelle quali si possono ritrovare le suggestive ambientazioni del precedente lavoro 'due.' (dal quale è tratta la title track.
Il rock si fonde gradevolmente con picchi di psichedelia e folk in una babele di figure ed evocazioni.
Trascina in una palude rigonfia di riflessione l'inedito '19' (comunque già pubblicato dalla web-compila di Loser #3) supportato da una notevole crescita dal punto di vista lirico.
Rimangono le sempre non impeccabili vocalità di Andrea ed una complessiva omogeneità che talvolta rischia di portare alla noia.
'Eleanor Rigby' di Lennon & Mccarthy è come sempre splendida anche se nella versione in questione si arricchisce di intimistici fraseggi e di una latente acidità di più che buona evocazione.
'La matta ep' è invece il capitolo nuovo dei cremachi Karnea.
Tra le vette della mia personale classifica 'migliori promesse' e con un piglio sempre più personale e maturo ecco Davide, Paolo e Stefano.
L'apertura è affidata (ovviamente!) a 'La matta' sempre ripresa dall'ultimo lavoro 'Sublime Follia'. Addentrandoci invece negli inediti si scorge una più che convincente 'Paris' che pare aprire le porte al nuovo fare dei Nostri: piglio sempre melodico ma che si arricchise di nuove cesellature psychic-post di forte impatto figurativo.
L'evoluzione è reperibile anche in area lirica con una notevole crescita compositiva da parte di Paolo.
Proprio di Paolo è (per la prima volta!) la voce nella cover di turno dei Fab Four: 'Something' in una suggestiva riproposizione a base di fisarmonica e acidità.
La chiusura è invece affidata ad una ludica 'La reve d'un curieux' che su tempo di marcetta circense congeda i tre virtuosi.
Evoluzioni quindi per entrambi i progetti e dimostrazione di avere ancora tante, tante frecce nel proprio arco...
...mai perderli di vista!
Lecrevisse - le piccole foglie ep
(jestrai records - 2003)
tracklist:
1. le piccole foglie - tratta dall'abum (due.)
2. 19 - pubblicata sulla web compilation "Loser, My Religion #3"
3. Eleanor Rigby (Lennon / McCartney) - inedita
Karnea - La matta ep
(jestrai records - 2003)
tracklist:
1. La Matta - tratta dall'album Sublime follia
2. Paris - innedita
3. Something (Harrison) - inedita
4. La Reve d'un curieux - inedita
Allo
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| N/A -
Allo |
| Otto ohm - Pseudostereo |
Il ritorno di Bove e soci pareva prevedere una rilevante attesa per una conferma che solo parzialmente riesco a riconoscere in questo 'Pseudostereo'.
Il verbo è da considerarsi maturato fedelmente alla linea dub-pop della band capitolina e conferma le buone virtù in discussione.
La lirica è sempre decisamente di alto livello...
Il ritorno di Bove e soci pareva prevedere una rilevante attesa per una conferma che solo parzialmente riesco a riconoscere in questo 'Pseudostereo'.
Il verbo è da considerarsi maturato fedelmente alla linea dub-pop della band capitolina e conferma le buone virtù in discussione.
La lirica è sempre decisamente di alto livello e si staglia in una romanzata ed efficace retrospettiva del quotidiano sempre magistralmente supportata dalle inostimabili vocalità di Bove.
A livello oggettivo il lavoro è quindi da considerarsi una evoluzione dal debutto omonimo di qualche anno fa ma se ci si addentra più intimamente in ciò che si ha per le mani non si riesce a riconoscere quei capitoli accattivanti che facevano del precedente un lavoro più che apprezzabile.
Pare che le maggiori possibilità abbiano portato anche una coltre di gelo a livello d'arrangiamenti mentre le canzoni paiono tenere a fatica il passo delle loro antenate.
Mancano capitoli memorabili quali le varie 'Voltare Pagina' e 'Telecomando' in una sorta di monotonia complessiva talvolta frammentata da picchi qualitativi quali i singoli 'Oro nero' e 'Fumodenso' con la suggestiva 'In questo ricordo mi perdo'.
Le atmosfere sono per l'appunto fumose e soffuse ma lasciano oggettivamente poco spazio alla genuinità sovrastate da una talvolta fastidiosa perfezione produttiva.
Viste le enormi potenzialità Otto ohm, non mi astengo dalla speranza che questo 'Pseudostereo' finisca quale semplice album di transizione sfogliando le pagine di 'quel vecchio libro impolverato...'.
Io ci credo.
Fumodenso
Senza Di Noi
Indiano Metropolitano
Dee-Lay
Perdere Te
In Questo Ricordo Mi Perdo
Oro Nero
Argilla Pt. 2
L'Unica Via
Valeria '80
Soldatino
Christina Non Lo Sa
Allo
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Bill Horton |
| Don't Dare - |
Convince la seconda prova in studio dei Don’t dare. I quattro cremaschi patiti del noise rock, dopo ormai quattro anni di vita artistica, hanno confezionato un demo concettuale articolato in quattro brani, quattro episodi elettrici riflessi di altrettante battaglie sonore.
Il campo dello scontro è quello che ci si...
Convince la seconda prova in studio dei Don’t dare. I quattro cremaschi patiti del noise rock, dopo ormai quattro anni di vita artistica, hanno confezionato un demo concettuale articolato in quattro brani, quattro episodi elettrici riflessi di altrettante battaglie sonore.
Il campo dello scontro è quello che ci si poteva immaginare: la band si muove su territori ben noti a cavallo tra atmosfere lisergiche e improvvisi deragliamenti verso sonorità ben più grevi. “Fuoco di paglia”, prima composizione della track-list, è probabilmente il migliore tra i quattro episodi. “Un angelo” lancia la voce solo dopo una lunga introduzione di chitarra arpeggiata (e nelle liriche i Marlene Kuntz sono dietro l’angolo). “L’insonnia” chiude degnamente il tris di composizioni più aderenti al canone della forma-canzone. Della quarta traccia, in tutta onestà, avremmo volentieri fatto a meno. Oltre dieci minuti di trip psichedelico e teso rumorismo ci sembrano davvero un po’ troppo pretenziosi, suonano manieristici e non aggiungono nulla a quanto di buono già abbiano detto i tre precedenti brani.
Musicalmente nulla di nuovo sotto il sole, ma il gruppo di Sebastiano Giordani dà prova di aver assorbito la lezione rock degli anni ’90. Tre canzoni buone, forse un po’ autoindulgenti in un paio di occasioni, ma suonate con la cattiveria e la drammaticità del caso.
E in tempi come questi non è cosa da poco.
Billy Horton
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Allo |
| Robert Wyatt - Cuckooland |
Da quel lontano 'Shleep' che tanto ha fatto scalpitare l'attesa è sempre lievitata, in quella direzione che fa inevitabilmente temere che il nuovo non sia all'altezza.
Nel perfetto stile Wyatt ecco rispedite al mittente tutte le dubitanti considerazioni con un disco come Cuckooland: bello, bellissimo.
Sei sono gli anni serviti al...
Da quel lontano 'Shleep' che tanto ha fatto scalpitare l'attesa è sempre lievitata, in quella direzione che fa inevitabilmente temere che il nuovo non sia all'altezza.
Nel perfetto stile Wyatt ecco rispedite al mittente tutte le dubitanti considerazioni con un disco come Cuckooland: bello, bellissimo.
Sei sono gli anni serviti al vecchio Bob per costruire questa nuova perla che tra le altre cose vanta le celeberrime collaborazioni di David Gilmour, Brian Eno, Paul Weller e Phil Manzanera.
Piccoli interventi che marginalmente amplificano la composizione del Nostro in una pendolare indolenza dalle innate e suggestive cadenze.
La struttura è quella dell'lp con una pausa di trenta secondi (voluta da Wyatt) nel bel mezzo delle tracce come a voler frammentare l'ascolto in una doppia fase.
E' un piacere perdersi nelle suggestioni che il disco offre trovando picchi di stile nella nostalgica 'Old europe' e nella onirica e sussurata 'Forest'.
Splendida anche la cover-tributante di 'Insensatez' all'icona Antonio Carlo Jobim che condisce un disco già di per sè tendente alla perfezione.
Un altro regalo di Bob alla storia.
Splendido nella sua lentezza.
Tracklist:
1. Just A Bit
2. Old Europe
3. Tom Hay's Fox
4. Forest
5. Beware
6. Cuckoo Madame
7. Raining In My Heart
8. Lullaby For Hamza
-Silence-
9. Trickle Down
10. Insensatez
11. Mister E
12. Lullaloop
13. Life is Sheep
14. Foreign Accents
15. Brian The Fox
16. La Ahada Yalam
Allo
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Allo |
| Fuck - Those are not my Bongos |
Dei quattro di San Francisco se ne è già parlato in abbondanza e fa una certa specie (in senso positivo...) vederli uscire per una delle migliori case indipendenti nazionali.
La produzione è ovviamente affidata qualcuno di casa ed ecco l'efficace zampino di Matteo Agostinelli (Yuppie Flu) a condire la già...
Dei quattro di San Francisco se ne è già parlato in abbondanza e fa una certa specie (in senso positivo...) vederli uscire per una delle migliori case indipendenti nazionali.
La produzione è ovviamente affidata qualcuno di casa ed ecco l'efficace zampino di Matteo Agostinelli (Yuppie Flu) a condire la già godibile insalata.
Lo sgangherato pop dei ragazzi d'oltremanica è mutato e questo 'Those are not my bongos' è certamente una delle opere più eclettiche testimonianze di valore che una band del genere possa tracciare.
Tante le citazioni e tante le vie stilistiche intraprese dai califrniani che in un solo disco riescono gradevolmente a fondere in una omogeneità a tratti sorprendete.
Lasciando da parte quindi l'art-rock eccoci con le ironiche aperture pop di 'Motherfuckeroos' e 'Firing Squad' alternate a brevi incuriosi jazzanti che a loro volta si susseguono a tratte cantautorali ed intimistiche come nei casi di 'Her Plastic acupuncture Foot' e 'Vegas'.
Si risentono quindi i respiri di quel lo-fi contemporaneo che tanto affascina l'attuale panorama indipendente nazionale.
Un disco quindi che si affida a molteplici ambienti e che si diverte a scoprirne inedite situazioni con quel nomadismo di fondo a manifesto di originalità e dinamismo.
te li consiglio.
01 motherfuckeroos
02 no longer whistler's dream date
03 firing squad
04 jazz idiodyssey
05 her plastic acupuncture foot
06 vegas
07 hulk baby
08 a conversation
09 a vow
10 hideout
11 table
12 olives vs cherries
13 nowhen, or "now, hen"
14 good eavnin'
15 how to say
16 the sandy man's name is not "sandy"
Allo
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| N/A -
Allo |
| report Mei 2003 |
29-30 Novembre 2003 - Faenza
La carovana approda in Faenza con un buon dì d'anticipo in modo da allestire lo stand in tutta calma.
Progetti e brugole e Cantiere Sonoro/Attraversarte sono già in assetto da combattimento per l'ora di cena del 28, pasto comfortevole in una sorteggiata trattoria di strada dopo...
29-30 Novembre 2003 - Faenza
La carovana approda in Faenza con un buon dì d'anticipo in modo da allestire lo stand in tutta calma.
Progetti e brugole e Cantiere Sonoro/Attraversarte sono già in assetto da combattimento per l'ora di cena del 28, pasto comfortevole in una sorteggiata trattoria di strada dopo la tappa al ridente agriturismo che ci ospiterà in questa tre giorni di Mei.
Chiacchere e buon vino e diretti verso il teatro Masini dove si tiene l'apertura del Mei ad opera di una cospicua coltre di band tributanti l'icona Fabrizio de Andrè.
Solo il tempo di avvicinarsi all'ingresso ed ecco che la serata devia in una enoteca del centro di Faenza con rappresentanti sparsi di Gatto Ciliegia e Perturbazione.
Qualche cerchio alla testa e infinite sfide alla Playstation fanno il resto.
Il mattino seguente è l'apertura ufficiale del Meeting con le conseguenti ed innumerevoli strette di mano del caso e con l'inedito battesimo affidato alla conferenza sulla comunicazione tenuta tra gli altri da Santoro e Agnoletto.
La fiera pare evolversi ancora di più rispetto alle precedenti annate e regala una piacevole sensazione di attaccameto da parte di buona parte delle realtà presenti.
Si susseguono i concerti tra la tenda grossa e quella emergente e mi imbatto in un Marco Iacampo (Goodmorningboy) arrabbiato con la sua chitarra che dopo la sola 'Good Morning Blues' si spatascia sul palco lasciato deserto dal simpatico cantautore veneto.
A seguire lo splendido set della Juniper Band che con soli tre pezzi si ripresenta in una nuova veste decisamente più hard e meno post che già lascia acquolina per la prossima pubblicazione.
Si discute nel frattempo nella Sala Convegni dove s'accende la questione Stèfani vs. Agnelli/Casacci durante la conferenza sul ToraTora. Chiacchere.
Il mei è del resto un continuo parlare: chi vende, chi compra, chi contatta, chi saluta, non ci si sfugge mica tanto facilemente.
Assisto contento alle premiazioni alle migliori indie-situazioni che finisco con il condividere quasi a pieno tra Bauselle (miglior Gruppo), Perturbazione (Miglior Tour), Yuppie Flu (Miglior Disco), Homesleep (Miglior Etichetta), Amerigo Verardi (miglior Produttore) e Casino Royale (Miglior Autoproduzione).
Nel frattempo lo stand cremonese riscuote ampio successo e gradimento e l'interesse per Cantiere Sonoro ne è forse la palese testimonianza.
In serata non ce la sentiamo di perdere il set doppio di Julie's Haircut e Perturbazione. Convincenti ed indiscussi.
La seconda giornata è caratterizzata da una sorta di fluttuante tranquillità che accompagna la comunque affollatissima fiera.
Quest'oggi è la giornata dei Vips: Morandi, Articolo 31, Velvet, ecc. in previsione dei premi ai migliori videoclip italiani.
Mi godo un breve scorcio ma la sala convegni è davvero troppo affollata e preferisco lasciar perdere, nel frattempo seguo due battute tra Vignola e Odm/Zu sulla situazione dell'indipendente nazionale all'estero e il reading di Sardo dei Mambassa.
Il via-vai è sempre lo stesso e dopo un pò sopreggiunge anche un pò di noia.
Mi delizia il set dei Carpacho, mi indolenzisce invece la presentazione di Pornodrome ed è già ora di sbaraccare: ancora brugole e furgoni e via sulla strada del ritorno.
Ciao Ciao Mei, all'anno prossimo.
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Guido |
| ROSALUNA |
Non frequento molto spesso il mondo del folk, ma in questi ultimi due giorni mi capita per la seconda volta di scrivere di Folk. Il disco dei Rosaluna, cinque giovani salentini, è FOLK ROCK (così Dario Riva, pilastro dell'etichetta LATLANTIDE, me li ripresenta). Il loro quarto lavoro è fatto da...
Non frequento molto spesso il mondo del folk, ma in questi ultimi due giorni mi capita per la seconda volta di scrivere di Folk. Il disco dei Rosaluna, cinque giovani salentini, è FOLK ROCK (così Dario Riva, pilastro dell'etichetta LATLANTIDE, me li ripresenta). Il loro quarto lavoro è fatto da 15 tracce nelle quele si sente la terra, il sole e le sonorità delle tradizioni nelle quali sono cresciuti. Un lavoro onesto, un bel cd che agli amanti del genere, e non solo, non può che piacere. I quindici episodi del disco sono capaci di rapirti, di costringerti all'ascolto ma, allo stesso tempo, anche di liberare un'ottima energia. Racconti e ballate si alternano, accompagnando l'ascoltatore in danze senza fiato.
Ottima la rieterpretazione della Leggenda di Natale di De Andrè, molto coinvolgente Mata e Grifone, nella festosa La Mia Notte si sente un'pò di Banda Bardò. Nel complesso, come dicevo prima, è un bel lavoro. Molto curati i testi e le immagini descritte sono ben supportate dalle melodie suonate.
Track list
- Preludio
- Salomè
- Incroci
- Fimmina
- Leggenda di Natale
- Vigilgia di Festa
- Mata e Grifone
- Interludio
- Molto
- Strade Perdute
- Vecchio Frack
- La mia Notte
- Tra radice e Corteccia
- Erotopaegnie
- Post Ludio
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| N/A -
Allo |
| Isobel Campbell - Amorino |
La carriera solltaria della docile seconda voce dei Belle & Sebastian pare non temere confronti.
Isobel confeziona questo 'Amorino' (primo lavoro a suo nome dopo i due capitoli Gentle waves) seguendo a la sua inestimabile cura della melodia non allontandosi neppure eccessivamente dalle influenze della sua stessa band di Glascow.
Orchestrazioni...
La carriera solltaria della docile seconda voce dei Belle & Sebastian pare non temere confronti.
Isobel confeziona questo 'Amorino' (primo lavoro a suo nome dopo i due capitoli Gentle waves) seguendo a la sua inestimabile cura della melodia non allontandosi neppure eccessivamente dalle influenze della sua stessa band di Glascow.
Orchestrazioni d'annata si fondono a spruzzi ibridi, talvolta pop, talvota jazz, talvolta etnica.
La cura dello stile è altissima e affascina sin dai primi ascolti con una costante e percettibile ricerca di atmosfere oniriche decisamente coinvolgenti.
Il viaggio è pretenzioso ed allo stesso tempo riuscito e vanta una infinita serie di interventi di amici, tra i quali è inaspettato registrare anche i Queens of the Stone Age in una splendida strumentale dal titolo 'Why does my heart hurt so'.
Affascinano le venute dixieland di 'The Cat's Pijamas' e le atmosfere soffuse di 'Johnny come home' con vere e proprie tratte orchestrali di ampio stile retrò.
Un disco che nel complesso riesce ad entusiasmare per ecletticità e fascino e che certamente lascierà un segno in questo sempre più freddo calar d'annata.
Buon godimento.
01. Amorino - 3:45
02. The Breeze Whispered Your Name - 4:45
03. Monologue for an Old True Love - 3:41
04. October's Sky - 2:32
05. The Cat's Pyjamas - 2:23
06. Why Does My Head Hurt So? - 2:15
07. Johnny Come Home - 3:41
08. Poor Butterfly - 3:00
09. Love for Tomorrow - 2:48
10. There Is No Greater Gold - 4:08
11. This Land Flows With Milk - 4:19
12. Song for Baby - 3:49
13. Time Is Just the Same - 2:55
Allo
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| N/A -
Allo |
| Marco Paolini + Mercanti di Liquore - Song n.32 |
Fillmore vestito a sera per questo giovedì così diverso.
Il palco infatti prevede soli quattro sgabelli: uno per ogni mercante di liquore (Lorenzo Monguzzi, Piero Mucilli, Simone Spreafico) ed uno per il caro Marco Paolini.
Un buon monologo sulla parigi di qualche anno fa e su una certa ragazza apre una...
Fillmore vestito a sera per questo giovedì così diverso.
Il palco infatti prevede soli quattro sgabelli: uno per ogni mercante di liquore (Lorenzo Monguzzi, Piero Mucilli, Simone Spreafico) ed uno per il caro Marco Paolini.
Un buon monologo sulla parigi di qualche anno fa e su una certa ragazza apre una serata certamente invitante.
Marco è sempre frizzante e pungente e vanta una folta platea di pseudo-fans che certamente aiutano a creare un ambiente piuttosto caldo ed informale.
Lo spettacolo è perennemente frammentato tra monologhi e canti (in questo ovviamente intervengono i tre mercanti...) e segue un percorso volutamente sconnesso ma allo stesso tempo retto su una generica linea comune.
La stessa eterogeneità di argomenti è però causa di una sorta di confusione ed accavallamento che influisce nell'assorbimento complessivo dello show.
Le indiscusse doti di chi sta sul palco vengono certamente confermate e gli applausi scrosciano mentre vengono concessi bis su bis.
Uno spettacolo quindi che vale la pena presenziare e che sfiora le cinque mucchine.
Consigliato.
Allo
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| N/A -
Allo |
| CONCERTO PER DISEGNATORE E ORCHESTRA |
“La musica fu introdotta in certo qual modo come antidoto contro l’immagine, come il gesto del bambino che canta nel buio per proteggersi”.
Theodor W. Adorno
CONCERTO PER DISEGNATORE E ORCHESTRA
Si spengono le luci. Buio in sala. Un semicerchio composto da cinque elementi si dispone attorno allo schermo. Dal silenzio affiorano...
“La musica fu introdotta in certo qual modo come antidoto contro l’immagine, come il gesto del bambino che canta nel buio per proteggersi”.
Theodor W. Adorno
CONCERTO PER DISEGNATORE E ORCHESTRA
Si spengono le luci. Buio in sala. Un semicerchio composto da cinque elementi si dispone attorno allo schermo. Dal silenzio affiorano le prime note. E con esse una storia incomincia ad essere raccontata. Cioè: disegnata e animata: la vita di tutti i giorni di un personaggio alle prese con la parte più cinematografica che ognuno si porta sempre dietro, la personale proiezione: la propria ombra. In diretta. Musica e immagini. Nel Concerto per disegnatore e orchestra - l’orchestra è quella dei Perturbazione, uno dei più importanti gruppi indipendenti italiani in circolazione; il disegnatore è Tommaso Cerasuolo: di norma voce del gruppo, ma qui impegnato ad essere demiurgo che crea, manipola, plasma, sposta personaggi e paesaggi mentre l’orchestra segue passo dopo passo il dipanarsi della storia sullo schermo. Tutto sempre in diretta, è bene ribadirlo. Concerto per disegnatore e orchestra è uno spettacolo, letteralmente, unico. La storia del cinema ci insegna che per lungo tempo fu tradizione “assumere” dei musicisti in sala per commentare le immagini. Gente che suonasse un repertorio più o meno vasto di temi e brani. Ma si trattava di storie che venivano semplicemente proiettate sullo schermo. Al contrario, l’idea fondante di Concerto per disegnatore e orchestra consiste nella creazione di musica e immagini in diretta: così i musicisti si trovano a commentare e inseguire ciò che prende vita sullo schermo, nella sala stessa, dall’illustratore, nascosto dietro i suoi macchinari. Ma non c’è trucco. E neanche inganno: perché tutto ciò alla fine non è cinema. Non è teatro. Non è videoarte. Non è animazione. Non è musica. Non è disegno.
O almeno, non è solo quello, ma un’inedita somma delle parti.
Immaginate un po’ un’orchestra che suona nel buio…
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| N/A -
Bill |
| Marta Sui Tubi - Muscoli e Dei |
Prendete due siciliani a Bologna. Metteteli dietro un tavolo con vino, chitarra, peperoncino, patate, carta e penna. E adesso immaginate un disco acustico, però suonato con irruenza punk. Aggiungete inaspettate deviazioni che ricordano melodie nere con echi grunge. Bene. Sovrapponete liriche a volte sature di caustico umorismo (“Stitichezza cronica”), a...
Prendete due siciliani a Bologna. Metteteli dietro un tavolo con vino, chitarra, peperoncino, patate, carta e penna. E adesso immaginate un disco acustico, però suonato con irruenza punk. Aggiungete inaspettate deviazioni che ricordano melodie nere con echi grunge. Bene. Sovrapponete liriche a volte sature di caustico umorismo (“Stitichezza cronica”), a volte caricaturali (ascoltate la storia del tennista di “Volè”), altre volte ancora immerse in un intimismo sofisticato che cede il passo a ritratti crudi e lividi quanto riflessivi (la splendida “Le cosa cambiano”. Il risultato è Marta sui Tubi, band di due elementi nata nell’ottobre di un anno fa nel capoluogo emiliano. Giovanni Gulino (voce) e Carmelo Pipitone (chitarra) sono gli autori di un disco che tutto può fare tranne che lasciare indifferenti all’ascolto.
Non sarà un disco da heavy rotation, ma a noi la vena istrionica dei due siciliani piace e gli arrangiamenti delle canzoni non appesantiscono l’ascolto nemmeno in una situazione così minimale. Il lavoro in studio di Fabio Magistrali, va da sè, non delude.
Da scoprire un po’ alla volta, nuvola nera dopo nuvola nera.
Billy Horton
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| N/A -
Bill Horton |
| Francesco De Gregori - Mix |
Mi chiedo con quale impulso io abbia deciso di riguardare il vecchio "Turné" di Salvatores e – sentendo le note di "Rimmel" – sia automaticamente corso a recuperare "Mix", un doppio album, un po’ antologia, un po’ live, un po’ pax discografica tra RCA e Sony dopo gli screzi del...
Mi chiedo con quale impulso io abbia deciso di riguardare il vecchio "Turné" di Salvatores e – sentendo le note di "Rimmel" – sia automaticamente corso a recuperare "Mix", un doppio album, un po’ antologia, un po’ live, un po’ pax discografica tra RCA e Sony dopo gli screzi del passato.
"Mix" arriva dopo i Basement Tapes italiani di “Il fischio del Vapore”. Mix è una raccolta strana: un primo cd ottenuto dalle registrazioni ufficiali in studio (a parte un paio di occasioni registrate dal vivo), sedici tracce di cui ricordiamo una straordinaria "A Chi", registrata quasi per scherzo, sconvolta con un riarrangiamento blues.
E poi c’è un secondo disco totalmente live, dei due il più bello. Sarà che il De Gregori che preferisco è quello incazzato e imbronciato dei concerti, lontano dalla pulizia degli studi, dylaniano nel piglio (e nell’anima a giudicare dagli omaggi a cuore aperto), il De Gregori capace di zittire il pubblico se non vuole altre voci sopra la sua, con una chitarra dozzinale ed elementare, e questa voce sempre e comunque “fuori”. In pratica l’opposto dei canoni del bel canto all’italiana. Sbavature, stonature, ruvidità e imprecisioni della voce, e poi la band: chitarre elettriche, slide, pianoforti, batterie quadre. Approcci molto americani per il gusto dello storytelling e taglio poetico per raccontare storie tutte italiane. Viaggiatori senza bussola amanti del caffè, anime salve, santi con due pistole nella fondina, puttane, amori persi, banditi e peccatori con la consolazione di stelle che tornano a brillare tutte le sere. Dalla cover di "I Shall Be Relased" e "If You See Her, Say Hello", fino ai gatti di Alice, da una Rimmel fino a un "Viva l’Italia" rabbioso e a tratti urlato, un inno di ieri su una nazione “bella e inutile” che sembra esser cambiata poco nel corso dei decenni.
Di poeti transgenerazionali come De Gregori – noi che viviamo in un Paese con la memoria corta e il passo stanco – abbiamo ancora uno spaventoso bisogno.
“Viva l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste / Viva l’Italia che resiste”
Billy Horton
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| N/A -
Allo |
| Motorpsycho + Jaga Jazzist Horns - in the Fishtank |
La formula è delle più semplici, si prendono due ensemble che non c'entrano nulla l'uno con l'altro e li si chiude in sala di registrazione per due giorni.
Il risultato è questa collezione 'In the Fishtank' della tedesca Konkurrent che ridendo e scherzando è già approdata alla decima pubblicazione (in...
La formula è delle più semplici, si prendono due ensemble che non c'entrano nulla l'uno con l'altro e li si chiude in sala di registrazione per due giorni.
Il risultato è questa collezione 'In the Fishtank' della tedesca Konkurrent che ridendo e scherzando è già approdata alla decima pubblicazione (in passato si registrano le collaborazioni tra I.c.p. e sonic Youth, Low e Dirty three, Tortoise e The ex, ecc...).
Opera fascinosa che risente in egual modo delle influenze dei due progetti per una sorta di meltin' pot attitudinale decisamente gradevole e suggestivo.
I pezzi sono cinque e di ovvia lunga vita (l'ultimo registra un intimidatorio 20'53'') e già di per sè preannunciano divagazione in qualsivoglia direzione. E' ovvio quindi temere il peggio riguardo al coinvolgimento dell'ascolto, ma bastano soli pochi ascolti per venire smentiti.
Le composizioni risentono di una forte ed efficace dose ironica che alleggerisce l'ascolto e la fruizione ed assegna all'intera opera ciò che mai ci si sarebbe immaginati di setire.
Gradevole quindi, a cavallo tra psichedelia jazzante e pop d'acidità estesa premiando le arti messe in gioco e il coraggio delle idee di casa Konkurrent.
Ben Fatto.
Tracklist:
1.bombay brassière
2.pills, powders and passion play
3.doffen ah um
4.theme de yoyo
5.tristano
Allo
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| N/A -
Guido |
| ROCK 'N' ROLL HIGH SCHOOL II |
Prima serata della seconda edizione della Rassegna Rock and Roll High School, organizzata dall'Educativa di Strada del Comune di Cremona, Arci di Cremona, Centro Musica il Cascinetto su idea di Davide Zito. Sul palco dell'Arci di via Speciano, gli SDS (Sfinteri di Sam) e i Paradise. Ore 22: gli SDS...
Prima serata della seconda edizione della Rassegna Rock and Roll High School, organizzata dall'Educativa di Strada del Comune di Cremona, Arci di Cremona, Centro Musica il Cascinetto su idea di Davide Zito. Sul palco dell'Arci di via Speciano, gli SDS (Sfinteri di Sam) e i Paradise. Ore 22: gli SDS salgono sul palco. 45 minuti di punk pieno di contenuti e senza compromessi. Diretti, disinvolti e decisi a far arrivare il loro messaggio. Subito dopo tocca hai Paradise e al loro rock pop doltre oceano. Si passa, quindi, dalle sonorità volutamente sgrezze alla ricercata pulizia del suono e all'armonia delle strofe. Il repertorio dei Paradise è totalmente in Inglese e le chitarre la fanno da padrone sul palco. Ottima l'intesa con il pubblico.
Alla fine, il non indifferente pubblico accorso, sottolinea con un caloroso applauso la fine della serata a testimonianza che nel sommerso mondo studentesco nascono ancora grandi idee.
Da seguire.
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| N/A -
Allo |
| BOOSTA dei SUBSONICA presenta dianablu |
Dianablu non è lo scontro semplice ed elementare, la crisi tra due parole, un nome e un colore, una in coda all'altra. dianablu è il nome di un colore nuovo, quello che riempirebbe ogni stanza fumosa e sicura se si aprissero all'improvviso le porte sulla notte, quello che misceleremmo sulla...
Dianablu non è lo scontro semplice ed elementare, la crisi tra due parole, un nome e un colore, una in coda all'altra. dianablu è il nome di un colore nuovo, quello che riempirebbe ogni stanza fumosa e sicura se si aprissero all'improvviso le porte sulla notte, quello che misceleremmo sulla tavolozza se fosse possibile essere cupi con grazia, se le cose scure e il buio, se il nero avesse sfumature e non fosse così impenetrabile e frontale. dianablu è il nome di un filo molto poco invisibile che attraversa otto racconti + 1 e ne fa un romanzo corale, il disco struggente di chi non è stato capace di amare senza portarsi dietro una lunga scia di sangue. Angeli e assassini, dj e ragazze glam attraversano le pagine e raccontano l'ansia di vivere, l'ironia e la sensibilità degli inadatti, di chi è insicuro in ogni sua azione, radicale nelle reazioni. dianablu, tra l'amore che esce dalle ferite di un'arma da fuoco e i disturbi della personalità che diventano biglietti da visita, è l'opera prima di un talento inesauribile, di un musicista che scrive e di uno scrittore che disegna mondi e che fa cozzare esistenze. E ogni esistenza in collisione potrebbe essere quella di uno di noi. E per entrare in collisione è sufficiente essere così deboli o coraggiosi da perdere l'equilibrio…
Boosta, all'anagrafe Davide Dileo. In arte Boosta. In arte produttore, musicista, dj, ora anche scrittore. In arte vive a Torino, in fede ci lavora. Tastierista dei Subsonica, ha scritto dianablu prima, durante e dopo un anno di tour, la scrittura di un soggetto cinematografico, i lavori di mixaggio di un disco dal vivo, la preparazione del suo disco solista, una fidanzata destabilizzante e un lungo mese di eremitaggio nella terra di Francesco d'Assisi. In arte, a chiacchierare con gli animali.
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| N/A -
Allo |
| Belle & Sebastian - Fans Only (dvd) |
E' affascinante scoprire un pò più da vicino quegli artisti che tanto ti fanno star bene quando ti ritrovi faccia a faccia con le cuffie.
Ero proprio curioso di poter gustare questo dvd per i Belle & Sebastian pubblicato dalla Jeepster quale ultimo saluto nei confronti della band di Glascow...
E' affascinante scoprire un pò più da vicino quegli artisti che tanto ti fanno star bene quando ti ritrovi faccia a faccia con le cuffie.
Ero proprio curioso di poter gustare questo dvd per i Belle & Sebastian pubblicato dalla Jeepster quale ultimo saluto nei confronti della band di Glascow dopo la cessione alla leggendaria Rough Trade.
Un lavoro quindi non attuale nei contenuti ma che ripercorre gradevolemente la vita artistica della band e nello specifico dei suoi componenti limitandosi ovviamente alle annate trascorse sotto la stella Jeepster.
Ce n'è per tutti i gusti, dal live più ridondante alle sale prove più misere il tutto costantemente accompagnato dalle sempre splendide composizioni dell'ensemble inglese.
Una pubblicazione quindi consigliata a chi è interessato ad approfondire.
Ben fatto.
Allo
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| N/A -
Allo |
| Spiritualized - Amazing Grace |
Il passaggio della oramai storica band dalla Bmg all'indipendente Sanctuary è finalmente confermata dalla prima pubblicazione del nuovo corso artistico di Spaceman & co.
Eccoci quindi a questo 'Amazing grace' che era già da tempo stato annunciato quale opera del ritorno alle radici garage fomentando fortemente attese e discussioni.
Certamente non...
Il passaggio della oramai storica band dalla Bmg all'indipendente Sanctuary è finalmente confermata dalla prima pubblicazione del nuovo corso artistico di Spaceman & co.
Eccoci quindi a questo 'Amazing grace' che era già da tempo stato annunciato quale opera del ritorno alle radici garage fomentando fortemente attese e discussioni.
Certamente non il disco della vita per l'ex Spaceman 3 Jason Pierce (ndr Spaceman)che comunque cela una sana voglia di rimettersi in gioco.
Il linguaggio è quindi dettato da un piglio decisamente rock n' roll che talvolta si traduce in una propensione per il lo-fi più tradizionale.
Non mancano le ballate in chiave classica quale la suggestiva 'Oh Baby' che conferma per l'appunto ciò che di annunciato non era: quel piglio gospel che tanto fa felici i fans di casa Spiritualized.
Ciò che di maturo si cercava lo si è quindi trovato anche se nell'insieme il disco pecca su alcuni lati (ndr melodia...).
Tanti sono i significati che gli si possono attribuire e pochine le risposte che si riesce ad estrapolare.
Una scommessa vinta solo a metà che lascia comunque l'appetito per ciò che sarà...
...in attesa.
Tracklist:
1. This Little Life Of Mine
2. She Kissed Me (It Felt Like A Hit)
3. Hold On
4. Oh Baby
5. Never Goin' Back
6. The Power And The Glory
7. Lord Let It Rain On Me
8. The Ballad Of Richie Lee
9. Cheapster
10. Rated X
11. Lay It Down Slow
Allo
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Allo |
| Mountaineers - Messy Century |
Dire che le radici non sono ciò che si è in questi casi è proprio un azzardo.
I Mountaineers non potevano che provenire dalle lande gallesi con quell' inestimabile gusto pop che tanto eccita il mio 'repeat'.
Ce ne sarebbe da dire: scanzonati, lo-fi, folkemente tristi, godibilmente rumorosi, certo è che...
Dire che le radici non sono ciò che si è in questi casi è proprio un azzardo.
I Mountaineers non potevano che provenire dalle lande gallesi con quell' inestimabile gusto pop che tanto eccita il mio 'repeat'.
Ce ne sarebbe da dire: scanzonati, lo-fi, folkemente tristi, godibilmente rumorosi, certo è che i Nostri 'Montanari' sembrano relamente candidarsi tra i migliori prodotti nel ramo di questo pop lo-fi elettroacustico e modaiolo.
Radici che però si allargano sempre più se si spulcia la biografia dei ragazzi che cela ulteriori fondamenta ceche (i genitori facevano parte di uno di quei circhi itineranti...), ed ecco che affiorano le vene folkeggianti, quelle che riempiono il pop di quella tradizione spesso tralasciata.
Vista la latente follia che il progetto trasuda (mai titolo fu più esplicativo...) ecco che a questo viene affiancato l'inaffiancabile con una sorta di tappeto fatto di loop e campionamenti sparsi che rende ancora più indecifrabile l'essenza del suono.
Un disco quindi che colpisce e stordisce (ma poi neanche tanto...) per poi conquistare nella sua fascinosa elementarietà e gradevolezza.
Questi tre Montanari sanno proprio il fatto loro nascosti in quella vena POPolare che affascina come non mai...
Ne voglio ancora!
Da gustarsi un bocconcino alla volta.
Tracklist:
Ripen
Sewing
It's solid
I gotta sing
Belgique limb
Want to write you
UK theatre
Backgrounds
All my life
Bom bom
Gruppen
Apart from this
Silent dues
Allo
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Allo |
| Terje Nordgarden - Terje Nordgarden |
Il norvegese Terje ne ha attirate di attenzioni, non c'è che dire, con questo esordio tanto affascinante quanto artigianale.
La semplicità dei pezzi è la conseguenza di questo giovane Nord-europeo che è finito per scorrazzare per le vie di Firenze, facendosi infine scorgere da Paolo Benvegù e la sua Stoutmusic.
Una...
Il norvegese Terje ne ha attirate di attenzioni, non c'è che dire, con questo esordio tanto affascinante quanto artigianale.
La semplicità dei pezzi è la conseguenza di questo giovane Nord-europeo che è finito per scorrazzare per le vie di Firenze, facendosi infine scorgere da Paolo Benvegù e la sua Stoutmusic.
Una favoletta di quelle romantiche che cela un indiscutibile talento fra le proprie corde e che conferma il buon filone della canzone di casa norvegese.
Tredici canzoni, nell'accezzione più canonca del termine, che convincono e soddisfano non senza però alcune riserve: spesso la stessa classicità dell'attitudine di Terje finisce per compromettere la stessa caratterizzazione del cantautore che troppo spesso non è altro che una semplice metafora di ciò che è stato (Buckley, Beck, Drake e Young, amen!).
E' questa latente mancanza di carattere personale che fa suonare un pò vuote le comunque godibili composizioni del Nostro.
Certamente un buon esordio che però necessita di una ulteriore maturazione da parte di chi dimostra in soli pochi attimi di possedere tante inestimabili virtù...
Stiamo aspettando.
tracklist:
01. Winter mourning
02. The last song
03. All yr notes
04. Something else in mind
05. Even now
06. Nothing comes that easy
07. 2nd flight
08. Song for drake
09. This time
10. Sometimes
11. These memories
12. Coming back home
13. Paint you a picture
Allo
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allo |
| Mei 2005 |
Per il terzo anno consecutivo il carrozzone Mei incrocerà le strade di Cantiere Sonoro e del Centro Musica il Cascinetto di Cremona.
Parteciperemo con il tradizionale stand nel quale sarà possibile incrociare le prossime proposte targate Cantiere Sonoro.
Di consuetudine una delle band vincitrici della passata edizione di Band in Cantiere...
Per il terzo anno consecutivo il carrozzone Mei incrocerà le strade di Cantiere Sonoro e del Centro Musica il Cascinetto di Cremona.
Parteciperemo con il tradizionale stand nel quale sarà possibile incrociare le prossime proposte targate Cantiere Sonoro.
Di consuetudine una delle band vincitrici della passata edizione di Band in Cantiere si esibirà sui palchi live. Questo è il turno dei Jenny’s Joke.
L’appuntamento è fissato per il weekend del 26-27 Novembre 2005 tra il delirio dei padiglioni.
Ci si vede là?
Abbraccio
Lo staff del Cm
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Allo |
| Verdena - Il suicidio dei Samurai |
Che dire, se non ammettere di essere per la terza volta ricaduti tra le fascinose trame della band Bergamasca?
Eccoci quindi con Il suicidio dei Samurai, nuovo capitolo discografico del terzetto, anzi quartetto vista l'oramai ufficiale entrata in formazione di Fidel Figaroli alle tastiere.
L'effetto che provoca è certamente a conferma...
Che dire, se non ammettere di essere per la terza volta ricaduti tra le fascinose trame della band Bergamasca?
Eccoci quindi con Il suicidio dei Samurai, nuovo capitolo discografico del terzetto, anzi quartetto vista l'oramai ufficiale entrata in formazione di Fidel Figaroli alle tastiere.
L'effetto che provoca è certamente a conferma del fatto che nei prossimi mesi sarà a 'repeat' perenne: incertezza, difficoltà nel catalogare e giustificare i primi ascolti.
Basta il semplice approfondimento della materia per ammettere di avere tra le mani una delle più belle cose rock di questi ultimi anni: compatezza, maturità e rabbia regalano a questo nuovo lavoro un fascino dedicato che sembra sopperire alle poche pecche rimaste tra le melodie di 'Solo un grande sasso'.
Anche i testi celano una forte evoluzione dal punto di vista contenutistico e mai come questa volta si legano alle ricerche convulsive delle nuove composizioni.
'Logorrea' e un badile rock stampato in viso mentre il singolo 'Luna' ritorna sulle trame melodiche ormai sinonimo del fare di Alberto.
'Glamodrama' è semplicemente splendida.
Pochi ascolti già bastano per percepire che ciò che si ha attorno è ciò che i Verdena vogliono dare, ciò che del resto regala al disco un'atmosfera tutta nuova pur mantenendo la medesima ricetta.
Pensare che tutto questo è autoproduzione casalinga all'henhouse studio, ex pollaio e sala prove della band fa certamente spavento.
Questo è il nuovo rock in italia, questo è Verdena.
Ingoia il Rospo!.
tracklist:
Logorrea (esperti all'opera)
Luna
Mina
Balanite
Phantastica
Elefante
Glamodrama
Far fisa
17 tir nel cortile
40 secondi di niente
Il suicidio del samurai
Il disco sarà nei negozi dal 30 gennaio mentre l'ep 'Luna' è già nei negozi con tre inediti (Le tue ossa nell'altitudine / Apice / Omashee) e la cover di Harvest di Neil Young.
Allo
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Allo |
| Marco Parente - L'attuale Jungla |
Testimonianza di una serie di live 'speciali' nei quali le inestimabili doti di Marco Parente vengono accompagnate dalla Millenium Bugs' Orchestra diretta da Mirko Guerrini.
Pomposità e suggeastione sono le caratteristiche di un frammento pregevole dello scorso tour del giovane cantautore.
Tra la scaletta proposta si rileva anche una nuova composizione...
Testimonianza di una serie di live 'speciali' nei quali le inestimabili doti di Marco Parente vengono accompagnate dalla Millenium Bugs' Orchestra diretta da Mirko Guerrini.
Pomposità e suggeastione sono le caratteristiche di un frammento pregevole dello scorso tour del giovane cantautore.
Tra la scaletta proposta si rileva anche una nuova composizione 'Inseguimento Geniale', brano inedito messo proprio ad apertura del disco.
Il discorso è di sempre spessore considerevole e convince sin da subito nel rammarico di 'non esserci stati'.
Le date in questione sono tre e tutte Toscane e certamente rendono giustizia agli splendidi spettacoli di Marco e della sua band affinando gli arrangiamenti con intuizioni di pop d'orchestra di altissimo livello.
Fa bene allo spirito e annega le sensazioni mentre a piene mani ripesca in 'Trasparente', ultimo lavoro in studio.
Da 'Karma Parente' a 'Farfalla Pensante' sino alla lucida potenza de 'Lamiarivoluzione'.
Una ulteriore conferma di splendore ad opera di uno dei migliori cantautori a noi contemporanei.
Ci basterà finche ci basteremo,ci sazierà finchè...
Track list:
1. Inseguimento geniale
2. Karma parente
3. Il fascino del perdente
4. Come un coltello
5. Il mare si è fermato
6. Farfalla pensante
7. W il mondo (radiourlo)
8. Fuck (he)art & let's dance
9. Lamiarivoluzione
10. Adam ha salvato Molly
Allo
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| N/A -
Allo |
| Jenny's Joke - Jenny's joke |
Debutto omonimo per i cremaschi-castelleonesi-cremonesi Jenny's Joke. Disco che già di per se aveva fatto notizia (provincialismi...) vista la partecipazione alle registrazioni di Davide Puccini, fonico live dei Verdena.
Un buon primo passo quindi, racchiuso tra le atmosfere post ma con dichiarate inclinazioni lo-fi d'indipendenza d'oltremanica.
Le prime pecche non si...
Debutto omonimo per i cremaschi-castelleonesi-cremonesi Jenny's Joke. Disco che già di per se aveva fatto notizia (provincialismi...) vista la partecipazione alle registrazioni di Davide Puccini, fonico live dei Verdena.
Un buon primo passo quindi, racchiuso tra le atmosfere post ma con dichiarate inclinazioni lo-fi d'indipendenza d'oltremanica.
Le prime pecche non si fanno comunque attendere in campo lirico e vocale con i testi in inglese che paiono proprio non tenere il passo a tutto il resto.
Anche l'eterogeneità complessiva è da affinare ma certamente è solo da attribuire alla tenera età del progetto.
Sei capitoli (+ ghost track) che danno una chiara spiegazioni di ciò che i cinque vanno cercando ed allostesso tempo conferma le lacune sparse.
Convincono poco le situazioni più accese mentre affascinano le fasi prettamente post-melodiche come 'Talking about her ghost' e 'Save me'.
Tanti margini di miglioramento da colmare ma altrettante le speranze poste in una già gradevole partenza.
La ricerca di un proprio profilo caratterizzante darebbe certamente una grossa mano in un panorama di genere eccessivamente sovrafollato...
...a presto!
Jenny's Joke:
Vaiani Maurizio - voce, chitarra
Valcarenghi Massimo - chitarra, voce, programming
Marchetti Pietro - basso
Gatta Fabio - chitarra
Arisi Marcello - batteria
tracklist:
A pig in the rain
The Gift
Tokyo Rodeo
Talking about her ghost
Save me
In the light
Allo
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Allo |
| Stereolab - Margerine Eclipse |
Da 'una delle cinquanta band più influenti', come cita l'adesivo firmato da Spin in copertina, è difficile attendersi passi falsi e cadute di riferimenti.
Non è questo il caso del fascinoso Margerine Clipse, primo lp dopo la prematura e tragica scomparsa di Mary Hansen, chitarrista della band inglese.
Preceduto di qualche...
Da 'una delle cinquanta band più influenti', come cita l'adesivo firmato da Spin in copertina, è difficile attendersi passi falsi e cadute di riferimenti.
Non è questo il caso del fascinoso Margerine Clipse, primo lp dopo la prematura e tragica scomparsa di Mary Hansen, chitarrista della band inglese.
Preceduto di qualche mese da un ep, il nuovo lavoro apre nuovi orizzonti per la band di Tim Gane e amplifica la vena atmosferica già da tempo annunciata.
Perdute le influenze sixties le nuove porte paiono aprirsi nelle direzioni più sperimetali del progetto, con una cesellatura compositiva a volte sin troppo accentuata.
I molteplici riferimenti al passato non intaccano una ricetta già di per sè appetitosa con una psichedelia talvolta stanca e infelice (nell'approccio...).
E' quindi la delicatezza il denominatore di un lavoro ricco e ridondante ed allo stesso tempo manieristicamente elementare che subito conquista in termini di gradevolezza e fruibilità.
Convincono le soffuse 'Need to be' e '...sudden stars' dal piglio indiscutibilmente cinematografico (non a caso buona parte dei testi sono in francese...).
Ricerca dell'onirico e astrattezza condiscono un lavoro di indubbio intrigo che certamente avrà modo di riconfermare la band anche al nostro contemporaneo.
...avanti così!
Tracklist
01 Vonal Declosion
02 Need To Be
03 "...Sudden Stars"
04 Cosmic Country Noir
05 La Demeure
06 Margerine Rock
07 The Man with 100 Cells
08 Margerine Melodie
09 Hillbilly Motobike
10 Feel and Triple
11 Bop Scotch
12 Dear Marge
Allo
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| N/A -
Allo |
| Last Days of April - if you lose it |
Per il duo di Stoccolma è l'ora della quarta pubblicazione dopo il fortunato 'Ascend to the stars' del 2002.
Si continua quindi a fraseggiare con un piglio più che mai pop cesellato in formule d'estetica compositiva a dir poco raffinate.
Colpisce la semplicità con la quale Karl e Andreas si disimpegna...
Per il duo di Stoccolma è l'ora della quarta pubblicazione dopo il fortunato 'Ascend to the stars' del 2002.
Si continua quindi a fraseggiare con un piglio più che mai pop cesellato in formule d'estetica compositiva a dir poco raffinate.
Colpisce la semplicità con la quale Karl e Andreas si disimpegna in trame di elemtarietà solo apparente, per un lavoro di pre-post produzione dettagliato e preciso (la produzione è affidata a Pelle Gunnerfeldt, attualmente in studio con gli Hives, e Mathias Oldèn).
Sfumature d'oltreoceano che poco paiono ispirate dagli scenari di Svezia ma che regalano un lavoro di pregevole fattura e di gradevole impatto.
Nulla di nuovo, intendiamoci, ma questo 'If you lose it' si lascia proprio ascoltare confezionando passaggi a dir poco suggestivi (vedi la solare 'Been here all time' e l'incandescenza retrò di 'Me the Plague').
Alla fine è solo pop vagamente rock, alla fine pare un pò scontato, ma c'è comunque ciò di cui godere.
Visto che c'è attorno...
...può bastare!
il disco sarà nei negozi a partire dal prossimo 23 Febbraio!
Tracklist:
1. It's On Everything
2. Been Here All Time
3. Tears On Hold
4. If You
5. Me The Plague
6. Your Anyone
7. Want To Go
8. Do For Two
9. Live The End
10. Fast, So Fast
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| Conferenza stampa del 02/12/2004 |
Scarica il file .zip contenete tutto il materiale della prima parte del percorso di Cantiere Sonoro VI edizione
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| Paolo Benvegnù - Piccoli fragilissimi Film |
Ritorno in grande stile per il caro Benvegnù che con un colpo di classe ben assestato confeziona uno di quei capitoli difficilmente prescindibili.
E' passato qualche anno ma la stoffa rimane immutata, rimbalzando da regsitrazioni (Marco Parente) e produzioni artistiche (Otto'p'notri, Terje Nordgarden, Brychan, ecc...) di tutto rispetto.
Questa volta però...
Ritorno in grande stile per il caro Benvegnù che con un colpo di classe ben assestato confeziona uno di quei capitoli difficilmente prescindibili.
E' passato qualche anno ma la stoffa rimane immutata, rimbalzando da regsitrazioni (Marco Parente) e produzioni artistiche (Otto'p'notri, Terje Nordgarden, Brychan, ecc...) di tutto rispetto.
Questa volta però il soggetto in questione è proprio lui, l'ipersensibilista.
Undici frammenti di una svolta che in un modo o nell'altro si fa già suadente: cantautorato spesso e consistente condito da godibili arrangiamenti pop d'oltremanica che stupisce per efficacia.
Del resto è difficile non lasciarsi trascinare dalle splendide liriche dell'oramai maturo fiorentino.
Un livello indiscutibilmente mantenuto alto che trova i suoi picchi ne 'cerchi nell'acqua' e nel singolo 'Suggestionabili'.
Porte spalancate per archi e pianoforti per un intimismo fresco e apparentemente genuino.
'Io sono suggestionabile' cita l'adesivo promozionale per l'uscita del disco e del resto i presupposti non fanno altro che venire confermati da un artista dal quale è sempre dolce subire suggestioni...
...intimamente!
Tracklist:
1. Il mare verticale
2. Cerchi nell’acqua
3. Io e te
4. Il sentimento delle cose
5. Fiamme
6. Suggestionabili
7. Brucio
8. È solo un sogno
9. Only for you
10. Quando passa lei
11. Catherine
Allo
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| Probot - Probot |
Ritorno alle origini per l'ormai onnipresente Dave Grohl ed ecco un bel dischetto metallico che più mettalico è difficile.
Il disco nasce così: prima Dave si suona tutte le musiche, poi le spedisce in giro ai più disparati esponenti della scena metal mondiale ed ecco che l'opera assume i tratti...
Ritorno alle origini per l'ormai onnipresente Dave Grohl ed ecco un bel dischetto metallico che più mettalico è difficile.
Il disco nasce così: prima Dave si suona tutte le musiche, poi le spedisce in giro ai più disparati esponenti della scena metal mondiale ed ecco che l'opera assume i tratti dell'evento.
Sotto lo stesso tetto appaiono quindi Cronos, Max Cavalera, Lemmy e tanti altri per le più disparate direzioni e tendenze: dal trash al black passando per hardcore e doom.
Del resto ogni brano è capitolo a parte e pare difficile analizzare l'opera nella sua totalità.
Si alternato parentesi più apprezzabili (Lemmy, King Diamond e Mike Dean) a parentesi di noia espressiva.
In un cast tanto altisonante non sorprende di scorgere altri nomi sparsi tra produzione e assoli: Matt Sweeney (Zwan, Chavez), Kim Thayl (Soundgarden) e Bubba Dupree (Void).
Un' opera furba e ben studiata che certamente farà chiaccherare gli appassionati del genere ma che onestamente fatica a trovare repeat assidui...
...a metà!
Tracklist:
1. Centuries Of Sin (with Cronos)
2. Red War (with Max Cavalera)
3. Shake Your Blood (with Lemmy)
4. Access Babylon (with Mike Dean)
5. Silent Spring (with Kurt Brecht)
6. Ice Cold Man (with Lee Dorian)
7. The Emerald Law (with Wino)
8. Big Sky (with Tom G. Warrior)
9. Dictatosarus (with Snake)
10. My Tortured Soul (with Eric Wagner)
11. Sweet Dreams (with King Diamond)
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| Fabrizio de Andrè - in concerto (dvd) |
Febbraio millenovecentonovantotto, Roma, Teatro Brancaccio.
Questo è il terzultimo concerto tenuto dal nostro Fabrizio prima che le sue canzoni venissero definitivamente consegnate alla storia.
Istantanea di un memorabile momento nel quale si può nostalgicamente rivedere integralmente ciò che di splendido si poteva provare incrociando il 'fragile amico' genovese.
La scaletta è trasversale...
Febbraio millenovecentonovantotto, Roma, Teatro Brancaccio.
Questo è il terzultimo concerto tenuto dal nostro Fabrizio prima che le sue canzoni venissero definitivamente consegnate alla storia.
Istantanea di un memorabile momento nel quale si può nostalgicamente rivedere integralmente ciò che di splendido si poteva provare incrociando il 'fragile amico' genovese.
La scaletta è trasversale e attraversa agilmente quasi trent'anni di poesia, da 'La Buona Novella' a 'Anime Salve' del 1996, tracciando l'ennesima conferma di spessore da parte di una delle personalità più controverse e fascinose dell'intera storia d'autore peninsulare.
Si stringono intorno al Faber i figli, la famiglia, un'intera città a dimostrazione di quanto le sue parole siano già da considerarsi immortali.
Tante infatti sono le parole (solo parole, senza musica...) che Fabrizio ha voluto concedersi in una serata di indiscutibile emozione nella quale ben poco verrà lasciato in disparte.
Icona del secolo appena trascorso per una Italia che tanto deve a quel piccolo uomo ligure che con le sue parole ha accompagnato ed emozionato una intera nazione per quasi quarantanni.
'...non ho nessuna verità da regalare, a me va già bene se riesco a regalarvi qualche piccola emozione.'
"FABRIZIO DE ANDRE' IN CONCERTO"
Il meglio della poesia, della musica e delle immagini in DVD
- Registrazione integrale del concerto del febbraio 1998 al Teatro Brancaccio di Roma
- 27 indimenticabili brani
Contenuti speciali: Fabrizio de André parla di "Creuza de ma" e "Anime Salve"
Backstage, la band e discografia completa
Audio in Dolby Digital 5.1 e rimasterizzazione digitale del video
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| The Coral - Nightfreak and the Sons of Becker |
L'avevano promesso ed eccoci accontentati: un mini-cd che disco poi è; undici nuovi capitoli per l'allegra e giovane masnada di Liverpool.
Una settimana di studio con praticamente tutto in presa diretta quasi a testimonianza di un valore troppo spesso messo in discussione da scettici e/o intolleranti.
Si, perchè i Coral fanno...
L'avevano promesso ed eccoci accontentati: un mini-cd che disco poi è; undici nuovi capitoli per l'allegra e giovane masnada di Liverpool.
Una settimana di studio con praticamente tutto in presa diretta quasi a testimonianza di un valore troppo spesso messo in discussione da scettici e/o intolleranti.
Si, perchè i Coral fanno rabbia, gelosia: dei ragazzetti impertinenti (dai 19 ai 22) che suonano come trentenni, impossibile!
Stavolta riamane ben poco da lesinare, i giovncelli hanno zittito praticamente tutti con un contropiede a dir poco efficace.
Non erano bastati 'Coral' e' Magic & Medicine'? eccovi Nightfreak and the Sons of Becker.
Dimostrazione di una serie di talenti smisurati al servizio del passato, di quella psych-beat '60 che tanto ha fatto scalmanare le generazioni del tempo.
Intendiamoci, la ricette è ben più vasta e comprende tanti freschi e divertenti spunti da qualsivoglia direzione: dal funk di tanto tempo fa (Grey Harpoon, forse è il pezzo migliore)all'acidità r'n'r dal nostro contemporaneo adorata (Migraine).
C'è solo da applaudire quando così tanti ingredienti riescono a venire a galla in modalità tanto fresche e travolgenti.
Le finestre rimangono aperte e l'aria rinfresca...
...spazio ai giovani, gente, ce n'è bisogno!
Tracklist:
1. Precious eyes
2. Venom cable
3. I forgot my name
4. Song of the corn
5. Sorrow or the song
6. Auntie’s operation
7. Why does the sun come up?
8. Grey harpoon
9. Keep me company
10. Migraine
11. Lovers paradise
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GLove |
| MAGIC SOUND OF BISCUITS |
“Il Magico suono di biscotti”è un progetto musicale nato, circa un anno fa, dal tentativo di raggiungere un delicato compromesso tra musica elettronica e musica strumentale.
Alla tradizionale registrazione, è andato ad aggiungersi un non indifferente lavoro di recupero e sviluppo di suoni, campioni e sovraincisioni, che ha portato alla composizione...
“Il Magico suono di biscotti”è un progetto musicale nato, circa un anno fa, dal tentativo di raggiungere un delicato compromesso tra musica elettronica e musica strumentale.
Alla tradizionale registrazione, è andato ad aggiungersi un non indifferente lavoro di recupero e sviluppo di suoni, campioni e sovraincisioni, che ha portato alla composizione di una decina di brani e che necessiterà dell’appoggio di un registratore multitraccia (adat) e di un campionatore per l’esecuzione dal vivo.
L’eterogenea miscela ottenuta può spaziare dalle più dolci venature “bossa-brasiliane”, passando dal pop alle più crude sonorità del rap americano, mantenendo l’originalità (si spera) degna di ogni composizione propria.
La formazione è composta da cinque elementi: Maria Attianese (prima voce) Matteo Imbrianti (batteria,voce), Igor De Luigi (basso;voce),
Emanuele Fontana (chitarra), Giampaolo Bertoni (sezione fiati:
sax,tromba,clarinetto).
Tranne Maria (alla prima esperienza) gli altri componenti hanno avuto parecchie esperienze ,comuni e non,in gruppi molto presenti sulla scena cremonese e non solo, quali: Marysun!Nicotina, Peretta, Giulietta Nervosa.
Attianese Maria 20 anni
Imbrianti Matteo 26 anni
De Luigi Igor 25 anni
Fontana Emanuele 25 anni
Bertoni Giampaolo 26 anni
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| Hellekin Mascara - Roger |
Cambio di formazione per gli Hellekin Mascara che nella nuova veste di triosi ripresentano con questo 'roger'.
5 brani di indiscussa influenza '90 che con un rock talvolta acido e talvolta sporco compongono un lavoro a tratti convincente ed a tratti traballante.
Il piglio è forse la cosa migliore mentre in...
Cambio di formazione per gli Hellekin Mascara che nella nuova veste di triosi ripresentano con questo 'roger'.
5 brani di indiscussa influenza '90 che con un rock talvolta acido e talvolta sporco compongono un lavoro a tratti convincente ed a tratti traballante.
Il piglio è forse la cosa migliore mentre in fase di composizione-arrangiamento c'è qualcosina da rivedere.
Il livello è comunque discreto e presenta una formazione che certamente cela enorme voglia di fare.
Convince pochetto 'Sa.ha.ra' mentre pare già più intrigante la tela di piano elettrico di 'tra qualche tempo'.
Anche 'roger non fari prendere' sembra all'altezza della situazione.
Il poetico fraseggiare è certamente godibile anche se talvolta la generale uscita delle liriche va lievemente inclinata nella direzione meno retorica del termine.
Un buon primo passo comunque per la nuova formazione che certamente si farà risentire.
Forza!
1. Coroner
2. Sa.ha.ra
3. tra qualche tempo
4. Beverly
5. Roger non farti prendere
Allo
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| Prima serata - band in Cantiere 2004 |
Tra rincorse e attese ecco l'arrivo anche per questo neonato duemilaequattro la serie di serate del contest di band in cantiere.
Nel contesto del Nec Ente si sono esibite le due prime band selezionate dagli oltre cento demo pervenuti: Magic Sound of Biscuits e Ali di vetro.
Tra bosse e psichedelia...
Tra rincorse e attese ecco l'arrivo anche per questo neonato duemilaequattro la serie di serate del contest di band in cantiere.
Nel contesto del Nec Ente si sono esibite le due prime band selezionate dagli oltre cento demo pervenuti: Magic Sound of Biscuits e Ali di vetro.
Tra bosse e psichedelia l'hanno spuntata le Ali di Vetro che sono quindi la prima band ad approdare al Crock 2004.
A seguire gli ospiti Ganjamama che con le solari e saltellanti cadenze in levare hanno acceso la folta ed eterogenea platea.
Da registrare la presenza di Attraversarte con una installazione video/uova che seguirà il cammino delle band ad ogni serata.
Inoltre si preannuncia la presenza anche del tavolo del centro fumetto con esposizioni e 'live' a sostegno delle varie serate.
Non resta quindi che darsi appuntamento per la prossima data:
il prossimo 5 Marzo saremo al coloniale con Divarikator, Don't dare e con ospiti i Madreblu (ore 21.30).
A venerdì.
Allo
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| Colya |
I toscani Colya costruiscono un sound che parte dal rock classico targato anni '60 per giungere fino al trip hop e al post-rock di fine millennio, ma realizzano tutto questo come trio e facendo del violino lo strumento portante della loro musica. Sono queste le qualità che convincono Universal a...
I toscani Colya costruiscono un sound che parte dal rock classico targato anni '60 per giungere fino al trip hop e al post-rock di fine millennio, ma realizzano tutto questo come trio e facendo del violino lo strumento portante della loro musica. Sono queste le qualità che convincono Universal a sostenere i Colya, tanto che il 15 ottobre 2004 il debutto della band è cosa fatta: si intitola "Laura", è un EP e contiene 4 brani, di cui uno è una cover di Purple Haze di Jimi Hendrix, musicista che proprio in trio ha cambiato la storia della musica. Disponibili per concerti.
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Allo |
| Seconda serata - band in cantiere 2004 |
Proseguendo tra le selezioni live della fase finale di Cantiere Sonoro 2004 ci imbattiamo in Divarikator e Don't Dare.
I primi, bolognesi doc, esportano il loro rock targato 'anal' fatto di provocazione e tanta carica metallica. Perenni stacchi e stridulii vocali accompagnano una esibizione a dir poco travolgente che conquista...
Proseguendo tra le selezioni live della fase finale di Cantiere Sonoro 2004 ci imbattiamo in Divarikator e Don't Dare.
I primi, bolognesi doc, esportano il loro rock targato 'anal' fatto di provocazione e tanta carica metallica. Perenni stacchi e stridulii vocali accompagnano una esibizione a dir poco travolgente che conquista giuria e platea.
Spazio ai cremaschi Don't Dare che con una spigolosità talvota eccessiva accompagnano un set dalle connotazioni prettamente acide e rumorose.
Efficace l'impatto ma da rivedere un pelo di precisione nella messa live. Comunque una esibizione di buon livello.
La spuntano i bolognesi che quindi rincroceremo al Crock.
Il palco agli ospiti Madreblu e via con una folta sequenza di nuove e vecchie composizioni per via acustica che colpiscono gradevolmente il pubblico.
Gradevole è l'atmosfera mentre si spengono i riflettori sulla seconda puntata delle cinque in programma.
A venerdì con protagonisti Baustelle, Blunoa e Dueminutiemezzo.
Allo
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Allo |
| Controfestival 2004 - Tora!Tora! - P.za Sordello - 02.03.04 - Mantova |
Il clima pare piuttosto acceso già semplicemente avviandosi a piedi attraverso il corso che congiunge prima a Piazza Mantegna e poi in Piazza Sordello.
Certo è che questa sera si aprono ufficialmente due festival: uno sul mare ed uno in pianura.
Il fermento pare perlopiù limitato agli addetti ai lavori che,...
Il clima pare piuttosto acceso già semplicemente avviandosi a piedi attraverso il corso che congiunge prima a Piazza Mantegna e poi in Piazza Sordello.
Certo è che questa sera si aprono ufficialmente due festival: uno sul mare ed uno in pianura.
Il fermento pare perlopiù limitato agli addetti ai lavori che, in un ufficio stampa affollato e vociferante espongono: 'Qui non è Sanremo!'.
Qualche decina di metri più in là stanno già suonando le band del ToraTora festival: riconosco 'Marmelede' dei Julie's Haircut mentre faccio il mio ingresso in piazza.
Tra gelo e nuvolette d'alito le presenze non supereranno il migliaio.
Perdo i set di Yuppie Flu e Cesare Basile optando per il tepore della chiaccherata con i fratelli Ferrari.
Il tempo di qualche bibita e chiacchera che siamo tutti in piazza ad applaudire una Cristina Donà in versione minimale (2 chitarre...) che infilza un ospite dopo l'altro: Samuel in Triathlon e Cesare Basile il freestyle alla batteria.
Set affascinante che precede di poco quello dei Verdena: solita carica emotiva purtroppo penalizzata da una discutibile scelta sonora.
I volumi condizionano la resa a tal punto che cantando i brani si copre addirittura la voce di Alberto.
Spazio quindi ai Subsonica ed ai saltelli qua e là del caso che magicamente riempiono e riscaldano una piazza decisamente fredda (in tutti i sensi...) e distaccata. Ciao ciao a tra un bel pò.
Del resto pare che il sentimento più diffuso sia la totale inconsapevolezza del perchè tutto questo stia succedendo, ma forse è anche giusto così.
Chiudono una giornata tanto intensa quanto fulminea le note rimbalzanti dei Modena City Ramblers che scuotono e divertono.
Una buona partenza, non c'è che dire.
com'era?
chi ben comincia...
A Sabato con la seconda puntata!
Allo
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Allo |
| Riccardo Maffoni - Storie di chi vince e metà |
Mi ha fatto un sacco impressione questo esordio di Riccardo Maffoni.
Certamente un capitolo anomalo del panorama nazional-cantautoriale che certamente avrà modo di emergere e farsi notare.
Undici sono le composizioni che accompagnano in questo 'Storie di chi vince a metà' per un rock cantautorato efficace ed allo stesso tempo ambiguo.
Si,...
Mi ha fatto un sacco impressione questo esordio di Riccardo Maffoni.
Certamente un capitolo anomalo del panorama nazional-cantautoriale che certamente avrà modo di emergere e farsi notare.
Undici sono le composizioni che accompagnano in questo 'Storie di chi vince a metà' per un rock cantautorato efficace ed allo stesso tempo ambiguo.
Si, perchè Riccardo ha una voce tutta particolare, e inizialmente ho faticato un pochetto a farmela trovare familiare con le sue frange d'oltreoceano talvolta eccssivamente accentuate.
Efficace è comunque la resa nello spirito più tradizionale della ballata a stelle e strisce concludendo in più di una situazione con risultati più che apprezzabili.
Alcuni brani sono la dimostrazione di un buon songwriting e tra questi riconosco l'inaugurale 'Viaggio Libero' e 'le circostanze di napoleone'.
Il talento è certamente da non mettere in discussione mentre talvolta sarebbe da rivedere una più approfondita ricerca di argomenti per non rischiare di svendere le proprie doti con tematiche banalmente rimasticate.
Comunque una buona partenza...
Buon proseguimento!
Tracklist:
Viaggio libero
Ultimi eroi
Una grande rosa rossa
Le circostanze di Napoleone
Uomo in fuga
Tempo ignora
Storie di chi vince a metà
Se saremo vivi noi
Aspetto un altro po'
La censura di Lucinda
Silenzio dei Mammut
Allo
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GLove |
| DUEMINUTIEMEZZO |
L'obiettivo è suonare il più possibile dal vivo e produrre un primo singolo civetta.
" La canzone come uno spot pubblicitario.
La parola quotidiana gioca ironicamente nella composizione autorale di "dueminutiemezzo" lasciando, tuttavia, i concetti non eccessivamente definiti, ma aperti a più livelli di lettura.
Sono canzoni semplici e immediate che durano...
L'obiettivo è suonare il più possibile dal vivo e produrre un primo singolo civetta.
" La canzone come uno spot pubblicitario.
La parola quotidiana gioca ironicamente nella composizione autorale di "dueminutiemezzo" lasciando, tuttavia, i concetti non eccessivamente definiti, ma aperti a più livelli di lettura.
Sono canzoni semplici e immediate che durano troppo poco per ascoltarle una sola volta.
Un buon inizio per non annoiarsi. "
Il rock può darci tanto, ma bisogna saper chiedere.
(Castaldi)
Chiediamo solo dueminutiemezzo di attenzione.
Il progetto nasce a Milano nel 2003. Il gruppo è appena nato.
Il repertorio conta all'attivo 15 brani inediti.
Attualmente il gruppo non ha nessun vincolo discografico.
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| N/A -
GLove |
| BLUNOA |
Basso, chitarra, voce, batteria. Una sola parola per definire la loro musica: rock. Tanti aggettivi per descriverla: lunatica, aggressiva, essenziale, visionaria, introspettiva.
I Blunoa rappresentano un’alternativa all’ondata di produzioni dance, metal, pop da classifica, rap & hip hop che saturano un mercato in cui la fascia delle vere rock bands si...
Basso, chitarra, voce, batteria. Una sola parola per definire la loro musica: rock. Tanti aggettivi per descriverla: lunatica, aggressiva, essenziale, visionaria, introspettiva.
I Blunoa rappresentano un’alternativa all’ondata di produzioni dance, metal, pop da classifica, rap & hip hop che saturano un mercato in cui la fascia delle vere rock bands si è fatta sempre più ristretta.
Il loro suono abbraccia lo spirito di grandi rock bands come i Primus, i Jane’s Addiction, i Pearl Jam e i Nirvana rielaborandone il linguaggio in un’ottica personale e filtrandolo attraverso la sensibilità testuale e melodica del nuovo rock italiano.
Umorali ed emotivi, attivi da otto anni e da sempre forti di un live-act intenso e compatto hanno sviluppato una profonda intesa musicale e personale affiancando ad una particolare cura per i suoni una certa maturità nel song-writing.
1994 – Si forma il primo nucleo della band, i Tribe, quartetto hard rock dalle influenze crossover / post-grunge.
Aprile 1995 – Viene pubblicato “Thorn”, il primo demo-tape di 5 brani.
Agosto 1995 - “Thorn” è demo del mese sulla rivista Metal Hammer.
Giugno 1996 – Davide Franchi diventa il nuovo chitarrista e la band trova una sua nuova dimensione adottando il cantato in italiano ed aprendosi a ricercate sonorità crossover rock e metal.
Marzo 1997 – Viene pubblicato il demo-tape “Risvegli”, che raccoglie grandi consensi da parte della stampa specializzata.
Marzo 1998: La Sliver Music di Parma stampa e distribuisce la compilation “The Freedge”, contenente il brano “Polvere” dei Gemini.
Settembre 1998 – Il mensile “Psycho!” pubblica un reportage in cui si elencano le migliori bands emergenti italiane riservando uno spazio importante ai Gemini. Nel frattempo, problemi di omonimia impongono un nuovo cambio di nome: nascono i Blunoa. Anche in questo caso il cambio di nome contraddistingue l’inizio di una nuova fase, in cui la band si distacca definitivamente dal retaggio metal per approdare ad una forma di rock indipendente più maturo ed evoluto.
1998 – Concerti con Estra, Interno 17, Luciferme.
Ottobre 1998 – A Torino, in occasione della seconda edizione del Salone Nazionale della Musica, i Blunoa suonano con successo presso lo stand del Centro Musica di Modena.
Giugno 1999 – I Blunoa vincono l’undicesima edizione del concorso nazionale Rock Targato Italia, le cui finali si svolgono a Torino/Collegno in occasione del Festival Pellerossa.
1999 – Concerti con (p)itch, Timoria, Khaled.
Aprile 2000 – in occasione della Festa del 25 aprile i Blunoa suonano a Parma, in piazza Garibaldi di fronte a 3000 persone, aprendo la serata per Afterhours e Subsonica.
Giugno 2000 – Termina una lunga fase di arrangiamento delle nuove composizioni in collaborazione con l’arrangiatore Stefano Carrara e, contemporaneamente, i brani “Vuoto Apparente” e “Risvegli” vengono pubblicati sulla compilation di Rock Targato Italia (Sony/Edel) e sulla raccolta “Tracce Sonore” edita dall’Arci di PR.
Luglio Settembre 2000 – Vengono registrati 11 nuovi brani presso lo studio “La Fabbrica di Plastica” di Taneto (RE) con la collaborazione di Claudio Chiari (Sonica).
2001 – Concerti con Yuppie Flu e Giardini Di Mirò.
Luglio 2001 – Presso lo studio personale di Stefano Carrara si termina il mixaggio dei brani registrati.
Settembre 2001 – I brani vengono masterizzati e saranno presto ascoltabili.
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GLove |
| THE ZEN CIRCUS |
Gli Zen Circus sono una delle realtà indie Italiane più consolidate. Attivi sin dal 1994 escono allo scoperto in Italia ed Olanda solo nel 1998 con About Thieves, Farmers, Tramps and Policemen una ruvida autoproduzione vicina al punk-folk dei Violent Femmes, al surf’n’roll dei Cramps e alle bizzarie...
Gli Zen Circus sono una delle realtà indie Italiane più consolidate. Attivi sin dal 1994 escono allo scoperto in Italia ed Olanda solo nel 1998 con About Thieves, Farmers, Tramps and Policemen una ruvida autoproduzione vicina al punk-folk dei Violent Femmes, al surf’n’roll dei Cramps e alle bizzarie pop dei Talking Heads. Ancora legati a schemi predefiniti già si dimostrano dannatamente personali. Grezzi, stradaioli, acustici e con un perfetto phisique du role i tre folk punk rockers bissano l’acclamato mini esordio tre anni dopo, con Visited By The Ghost Of Blind Willie Lemon Juice Namington IV: il mix personalità/grandi influenze/capacità compositiva è mortale e si grida al piccolo capolavoro. La band si avvicina al mondo indie e ne diventa subito involontario portavoce. La stampa specializzata è con loro all’unisono: una delle migliori live band, uno dei migliori dischi rock italiani degli ultimi anni. Fascinosamente bohemien i tre si presentano alla moltitudine di concerti che li ha visti protagonisti sempre a bordo di un meraviglioso camper d’epoca e dividono spesso grandi e rinomati palchi con grandi e rinomati nomi della musica internazionale come Arezzo Wave o come Patti Smith. Il loro primo Videoclip girato in super otto, tratto dal singolo Chicken Factory, si palesa in tarda nottata su MTV e sconvolge i sonni dei ritardatari cronici ed entra fra i migliori del M.E.I. di Faenza 2002. Giocano, stupiscono ed emozionano - Da ballate folk di grande intensità a melodie pop accattivanti e terribilmente potenti; da follie acustiche uptempo alla psichedelia post Beatles e post Pavement. Si presentano oggi, con un bagaglio di esperienze, collaborazioni ed esibizioni live da far invidia, con il primo album vero e proprio - Doctor Seduction: L’annunciata scommessa della band di confrontarsi con il Pop e con la maturità artistica, che in Italia arriva spesso solo dopo la polvere di meravigliose prime opere. Non è questo però quel tipo di disco, ne una sterile via di mezzo. Un mese e mezzo di registrazioni esclusivamente analogiche supportate da arrangiamenti degni di un classico del rock - e come ogni classico che si rispetti assolutamente moderno; 10 perle da lasciare a bocca aperta, una delle quali scritta a 4 mani con i Torinesi Perturbazione, altro nome da brivido nell’Italia del rock contemporaneo, usciti ultimamente con il bellissimo singolo Agosto. Il primo videoclip promozionale è del singolo Sailing Song – un’ energica sferzata indie pop con un contributo femminile alle voci, a mezza strada fra Video Killed The Radio Stars e i migliori Pixies. Ma la personalità si è elevata terribilmente e oramai si tratta solo e soltanto degli Zen Circus. Arrivati prima di White Stripes e Strokes ( e sicuramente dopo i Velvet Underground...) ma fuori dal ghetto del rock’n’roll revival, si rivelano una band di livello internazionale che non ha ancora raccolto ciò che ha seminato - cosa che intende fare proprio con questo bellissimo disco.
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| JAZZ IN CANTIERE PRIMA SERATA |
Domenica 14 marzo alle ore 21.30 presso il Teatro Monteverdi - Fabbrica delle Arti partirà la seconda edizione di jazz in Cantiere, a seguire jam session con tutti i musicisti all'Antica Osteria del Quinto con consumazione gratita (coupon da ritirare presso il teatro Monteverdi)
I musicisti:
Manzoni - Crespiatico - Guerini...
Domenica 14 marzo alle ore 21.30 presso il Teatro Monteverdi - Fabbrica delle Arti partirà la seconda edizione di jazz in Cantiere, a seguire jam session con tutti i musicisti all'Antica Osteria del Quinto con consumazione gratita (coupon da ritirare presso il teatro Monteverdi)
I musicisti:
Manzoni - Crespiatico - Guerini Trio
Denis Guerini – Batteria (Nato il 04/07/76, residente a Crema)
Studia da anni a Milano con il maestro Claudio Saveriano. ha partecipato all’ultima edizione del Bottesini Basso Festival a Crema (2002) e al festival “Mardi graves” (2003) a Bezier in Francia.
Mattia Manzoni- Pianoforte (Nato il 05/03/79, residente a Crema)
Si è diplomato in pianoforte presso il conservatorio di Brescia per poi dedicarsi al jazz seguito da Mario Piacentini, parallelamente allo studio della batteria. Si è inoltre perfezionato presso i seminari di Siena Jazz e Perugia Classico nel 2002.
Fabio Crespiatico- Basso elettrico (Nato il 23/10/84, residente a Pandino)
Inizia lo studio del basso elettrico con il maestro Luca Garlaschelli, per poi specializzarsi in ambito jazzistico con il pianista Mario Piacentini. Duetta con Denis in un tributo a Pastorius nel corso del Bottesini Basso Festival (Crema 2002) e nel festival francese “Mardì graves” a Beziers (2003). Suona con Enzo Rocco a Vilnius in Lituania nel corso dello Junior Jazz Festival (2003) proponendo pezzi tratti dal repertorio di Rocco. Studia contrabbasso al conservatorio G. Nicolini con il maestro Leonardo Colonna.
GIOVANNI GUERRETTI QUARTET
Giovanni Guerretti, pianoforte
Fausto Beccalossi, fisarmonica
Vittorio Marinoni, batteria
Riccardo Fioravanti, contrabbasso
Giovanni Guerretti, piano
Nato a Cremona, si laurea in Paleografia e filologia musicale presso la facoltà di Musicalogia dell’Università di Pavia con sede a Cremona; si diploma poi al C.P.M. di Milano con Franco D'Andrea ottenendo il massimo dei voti e la lode.
La sua attività musicale si è sviluppata, nel corso degli anni, in varie direzioni.
Suona per due anni nel quartetto dell'argentino Juan Carlos Flaco Biondini (chitarrista di Francesco Guccini da ormai 30 anni) in numerosissime manifestazioni e festivals in Italia, approfondendo così la conoscenza della musica argentina e in particolare del tango contemporaneo di cui Astor Piazzolla è il massimo esponente .
In ambito jazz collabora con il chitarrista Gigi Cifarelli suonando in diversi festivals in Italia e all'estero (Nuits des guitares, Patrimonio Corsica…) e dividendo il palco con grandissimi musicisti quali John Scofield, Bireli Lagrène, Mike Stern, Philip Catherine; incide il cd omonimo della Big Band Jazz Art Orchestra nella quale suonano anche Fabrizio Bosso, Marco Tamburini, Mike Rosen....
Collabora da anni con la cantante gospel Kay Foster Jackson, con la quale inciso il cd Hold on, e con molte altre cantanti americane soul-jazz di passaggio in Italia per brevi tour (Hann Hines, Masha, Crystal White, Regina Espinoza...).
Con il chitarrista blues Rudy Rotta ha partecipato al Concerto del 1° Maggio in piazza S. Giovanni a Roma.
Ha svolto inoltre l'attivita' di session man in ambito pop partecipando alle esibizioni live di Francesco Guccini, Mietta, Franco Simone, Jenny B ....
Nella sua musica si fondono diverse tendenze (dal tango alla milonga, dal mainstream ad una rivisitazione in chiave moderna del gospel) in una proposta musicale particolarmente interessante ed originale ...
Riccardo Fioravanti, contrabbasso
Ha studiato contrabbasso presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. e ora insegna al C.P.M. di Milano, alla Nuova Milano Musica, alla Scuola civica di musica di Castellana, al Centro Didattico Produzione Musica di Bergamo ed all'Accademia delle Arti Musicali (ADAM) di Milano.
Ha partecipato a centinaia di Festival e rassegne di jazz in Italia e all'estero, -all’Avana (Cuba), a Cartagine (Tunisia), a Chiasso (Svizzera), ecc.
Guida un quintetto comprendente Emanuele Cisi, i fratelli Paolo e Marco Brioschi, Stefano Bagnoli, ed è co-leader del trio Segni D'Acqua insieme ad Andrea Braido e Alfredo Golino.
Attualmente è impegnato in qualità di produttore artistico ed arrangiatore nei lavori discografici di diversi giovani artisti.
Inoltre sta terminando le registrazioni del primo CD a suo nome, con la collaborazione di alcuni fra i più validi musicisti italiani.
Vittorio Marinoni, batteria
Dopo essersi perfezionato con Alfredo Golino e Roberto Gatto, entra nel 1990 nell'Ottetto di Gianluigi Trovesi con il quale registra due CD From G to G nel 1992 e Les Hommes armés nel 1996, entrambi premiati come miglior disco dell'anno dalla rivista specializzata Musica Jazz e recensiti con il massimo punteggio (cinque stelle) dalla prestigiosa rivista americana Down Beat. Con l'Ottetto di Trovesi partecipa ai più importanti festival jazz in Europa e in Canada.
Ha inoltre suonato ed inciso con Franco Ambrosetti, Bob Mintzer, Jerry Bergonzi, Charlie Mariano, Enrico Rava.
Tra il 1987 e il 1988 è batterista dell'Orchestra della Rai di Milano con la quale partecipa a numerose trasmissioni televisive.
Ha inoltre collaborato con l'Orchestra Sinfonica dei Pomeriggi Musicali di Milano e con l'Orchestra da Camera Enea Salmeggia diretta da Bruno Tommaso.
Dal 1995 è docente di batteria presso il Centro Didattico Produzione Musica di Bergamo.
Fausto Beccalossi, accordeon
Inizia lo studio dell'accordeon (fisarmonica cromatica) con il metodo classico vincendo 5 concorsi di cui 2 internazionali.
Nel 1993 inizia lo studio del jazz e della musica leggera frequentando i corsi di musica d'insieme tenuti da Enrico Rava a Siena Jazz.
Nel 1995 viene chiamato dallo stesso Rava a sostituire Richard Galliano al Festival di Montreal nell'"OPERA VA" diretta da Bruno Tommaso.
Collabora con musicisti quali Kenny Wheeler, Sandro Gibellini, Mauro Negri, Gianluigi Troversi, Paolo Birro e, nella musica leggera, con il Sestetto di Ricki Gianco.
Suona e incide stabilmente con il Quintetto di Simone Guiducci.
Ha registrato inoltre con Guido Bombardieri, Sandro Gibellini e Mauro Negri.
Svolge un'intensa attività concertistica.
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| N/A -
Allo |
| Aa.vv - Norwegian Cool |
Certo è che le compile di questo tipo finiscono per essere dimenticate nel prescindibile e talvolta questo è pure corretto.
Ci sono però volte in cui la raccolta di brani è frutto di un buono spunto e sopratutto conseguenza di una esplosione artistica che ha colpito questo paesone in cima...
Certo è che le compile di questo tipo finiscono per essere dimenticate nel prescindibile e talvolta questo è pure corretto.
Ci sono però volte in cui la raccolta di brani è frutto di un buono spunto e sopratutto conseguenza di una esplosione artistica che ha colpito questo paesone in cima all'europa.
Sono innumerevoli infatti gli artisti norvegesi che hanno riscosso il meritato applauso anche da parte di altre lande: dalla celeberrima Lene Marlin, ad Erlend Oye ed i suoi Kings of Convenience, Motorpsycho o gli scatenati Turbonegro.
Una istantanea quindi sulle condizioni più in vista di un paese a noi tanto distante ed allo stesso tempo familiare.
Non a caso alcune tra le migliori cose in circolazione vengono proprio da lì: mi vengono al momento Sondre Lerche e Royksopp.
Quindici capitoli che un pò che se n'approfittano ed un pò si rendono utili nello scoprire un formidabile sottobosco di talenti a noi sconosciuti.
Non essenziale ma suggestivo.
1. Lene Marlin - You weren't there
2. Kings of Convenience - Toxic Girl
3. Sondre Lerche - Dead Passengers
4. Royksopp - poor Leno
5. Erlend Oye - Sudden Rush
6. William Hut - It's The Breeze
7. Ephemera - Girls Keep secrets in the strangest ways
8. Nathalie Nordnes - Beetween sheets
9. Anne Hvidsten - Disconnection
10. Bertine Zetlitz - Twisted little star
11. Karin park - Superworldunknown
12. Data rock - I used to dance with my daddy
13. Motorpsycho - Go to California
14. Turbonegro - Fuck the world(f.t.w.)
15. Madrugada - Majesty
Allo
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| 24 Grana - Underpop |
Lo si capisce semplicemente osservando la luminosa copertina e del resto c'era anche d'aspettarselo.
Ancora una volta i partenopei lasciano alle spalle le atmosfere cupe del K.Album per riabbracciare una sorta di solarità compositiva che da tempo mancava dagli scaffali dei nostri rivenditori.
Si percepisce quindi una profonda voglia di pop...
Lo si capisce semplicemente osservando la luminosa copertina e del resto c'era anche d'aspettarselo.
Ancora una volta i partenopei lasciano alle spalle le atmosfere cupe del K.Album per riabbracciare una sorta di solarità compositiva che da tempo mancava dagli scaffali dei nostri rivenditori.
Si percepisce quindi una profonda voglia di pop che, a partire del titolo, viene sviscerato in una continua ricerca di influenze e formule.
Un disco sorridente che colpisce per l'immediatezza dell'attitudine ed allo stesso tempo la costante maturazione dell'ensemble.
Spiccano (forse per le sole cause di comprensione lirica...) 'canto pè nun suffrì', il singolo 'L'attenzione' e 'Vivo in un furgone' ma l'omogeneità che lega l'intero complesso 'Underpop' fa si che l'album si lasci assorbire nella sua gradevole interezza anche senza segnare il capitolo più ispirato della lunga carriera di Francesco di Bella e soci.
Visti i tempi e le circostanze delle nostre cupe cronache quotidiane opere di questo taglio acquistano in freschezza (qualità a dir poco in estinzione...) e genuinità.
Fa star bene.
Tracklist:
Nella stanza
Canto pe' nun suffrì
Stay on the edge
Vivo in un furgone
Giornata psicologica mente impossibile
La neve
Psiconauta
Il gattone
Torno ccà
'A cascia
Napule tana
Luce e luna
L'attenzione
Allo
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| JAZZ IN CANTIERE SECONDA SERATA |
Domenica 21 marzo alle ore 21.30 presso il Teatro Monteverdi - Fabbrica delle Arti partirà la seconda edizione di jazz in Cantiere, a seguire jam session con tutti i musicisti all'Antica Osteria del Quinto con consumazione gratita (coupon da ritirare presso il teatro Monteverdi)
I musicisti:
NOIR ENSAMBLE TRIO
Il trio valdostano...
Domenica 21 marzo alle ore 21.30 presso il Teatro Monteverdi - Fabbrica delle Arti partirà la seconda edizione di jazz in Cantiere, a seguire jam session con tutti i musicisti all'Antica Osteria del Quinto con consumazione gratita (coupon da ritirare presso il teatro Monteverdi)
I musicisti:
NOIR ENSAMBLE TRIO
Il trio valdostano composto da Manuel Pramotton (02/12/'82) ai sassofoni
Enzo Favre (27/12/'82) al contrabbasso e Massimo Leonardi (08/01/'81) alla batteria,nasce nel maggio 2003 in occasione del concorso "Strade del Cinema Festival WF' Internazionale del film muto musicato dal vivo"classificandosi
al terzo posto (Aosta).
Nel corso dell'estate 2003 il trio ntraprende una collaborazione con la compagnia teatrale Nuova Babette Teatro (Aosta) svolgendo una serie di spettacoli in Valle d Aosta e successivamente a Palermo.
Nel mese di settembre 2003 il gruppo si classifica a1 secondo posto al concorso "Sanremo International Nouvelles Chansons; a et Musiques 2003" nella categoria
musica leggera.Terzi classificatiinoltre, al concorso musicale
"Emerlazz 2003" tenutosi a Schio(VI).
-Le Noir Ensemble Trio propone un genere musicale a cavallo tra sonorith jazz e funky con influenze di culture extra europee.II repertorio e composto principalmente da brani originali ma in alcuni casi il trio ha proposto brani "standard" reinterpretati in chiave moderna.
LUCA DONINI QUARTET
Luca Donini, sax tenore, soprano e clarinetto
Mario Marcassa, basso elettrico e contrabbasso
David Cremoni, chitarra elettrica ed acustica
Emilio Pizzocoli, batteria e percussioni
E’ un gruppo di musicisti professionisti impegnati in una lunga attività "live" prima e dopo la loro unione, musicisti versatili che provengono da esperienze diverse (Jazz, Musica Classica, Fusion, Funky R&B, Rock, Etnica) riscuotendo consensi da parte del pubblico e della critica. La musica del Luca Donini Quartet è infatti un appassionato viaggio tra i climi, gli umori poetici, i ritmi, la spiccata sensualità della musica Jazz, Etnica, Fusion, Funky, Spagnola e Argentina. A ciò Luca Donini (sax tenore e soprano) e i suoi compagni, David Cremoni alla chitarra, Mario Marcassa al contrabbasso e Emilio Pizzocoli alla batteria aggiungono la propria personale impronta di fecondi improvvisatori. Tutte originali, le composizioni del quartetto propongono quindi un'armoniosa fusione tra jazz e vari generi musicali. Hanno scritto di LUCA DONINI QUARTET le riviste : Cadence, Musica Jazz, Suono, Famiglia Cristiana, New Age, Fa la ut, Jam, Paperlate, Alta Fedeltà Digitale, Basi Media Magazine, Musica e Scuola, Black-Mail, 16noni.Le incisioni piu' recenti del quartetto sono i cd "Alaya" Splasc(h) Records CDH 698.2, "Angel" Splasc(h) Records CDH 778.2 e "Piramidi" Splasc(h) Records CDH 751.2.Hanno collaborato con LUCA DONINI QUARTET: Tony Scott, Paolo Fresu,Tullio De Piscopo, Alessandro Carbonare.
LUCA DONINI, sax soprano e tenore, clarinetto: Luca è considerato dalla critica una fra le voci più significative del jazz italiano della nuova generazione. Diplomato al Conservatorio con il massimo dei voti in Sassofono,Clarinetto e Musica Jazz, ha successivamente partecipato a seminari con Michael Brecker e Joe Henderson. Dal 1984 svolge un'intensa attività concertistica e discografica in tutta Europa, collaborando con alcuni tra i più importanti musicisti americani ed europei come Giorgio Baiocco, Larry Nocella, G.Gazzani ,Tullio De Piscopo, Franco D'Andrea , Paolo Fresu, Enrico Rava , Henry Threadgil. Ha tenuto concerti in Spagna (Festival Jazz di S. Sebastian) Danimarca (Festival di Ballerup) Germania (Berlino Marzahner Galerie "M" e Kempner Jazz Festival) Ungheria (Esztergom University "Dunakanyar") Svezia, Austria, Russia ("Meditinsky Dom Theatre", "All Star Jazz Club" Moscow,) Jazz Italia (Verona Teatro Romano),Vigonza Jazz Festival, Fiemme Sky Jazz, Itinerari Jazz Trento. Per la musica colta e contemporanea ha collaborato con il " Teatro La Fenice " di Venezia, con il "Teatro Giuseppe Verdi" di Trieste, con l'Orchestra del "Festival di Musica Contenporanea" di Trento, con la "Conpagnia Della Racia" di Roma con il regista Saverio Marconi e ballerino Rafaele Paganini. Donini ha inoltre registrato interviste e concerti per Radio RAI e le emittenti televisive RAI 3 e RAI 1. Dirige dal 1989 la "Future Orchestra Jazz Big Band". Dal 1999 è docente di ruolo nei Conservatori Musicali di stato.Ha insegnato saxofono nei Conservatori di Cosenza , Matera , Como ,Vicenza. e Bari.
MARIO MARCASSA, basso elettrico e contrabbasso: diplomato al Conservatorio in Contrabbasso, e, successivamente, in Didattica della Musica, musicista completo e creativo, ha suonato con moltissimi artisti di estrazione classica e jazzistica, dopo alcune esperienze concertistiche con l'orchestra della Rai di Firenze nel 1984-85, fa parte della Jazz Band " Jazz Society". Nel 1989 fonda insieme a Luca Donini la "Future Orchestra Jazz Big Band" con la quale incide nel 1993 il Cd "Big Bossa". Nello stesso anno lo troviamo in tournèe con il Fusion Quartet a Mosca, in Russia, suonando anche per la TV di stato"Ostankino". Mario si è esibito in numerosissimi locali d'Italia, piazze e teatri, partecipando a Festivals internazionali (SIM di Milano,1994; Capodistria-Slovenia,1996; Meditinsky Dom Theatre", "All Star Jazz Club" Mosca, ), endorser della Manne Guittars di Schio (Vi),si è esibito in varie dimostrazioni nel 1993/94 (Fiera Interexpo Marche di Pesaro).Ha inciso come bassista free-lance in vari gruppi rock, blues, cabaret. Nel 1997 è uscito il Cd "Shadows" con musiche originali di Fusion.Oltre all'attività di insegnante di Musica in scuole pubbliche e private, è titolare dal1994 dello studio di registrazione Cat Sound Studio, dove svolge attività di Sound Engeneering, arrangiatore, compositore e bassista. Dal 1999 collabora come dimostratore per la Digidesign di Milano. Ha composto e arrangiato la colonna sonora dei films "il sentiero dei pettirossi (1999) e "Quando tornano le rondini" (2000).
DAVID CREMONI, chitarra: diplomato in contrabbasso presso il Conservatorio di Verona nel 1983, ha collaborato come chitarrista con il cabarettista Nani Svampa e nel 1986 ha realizzato con i Gotturni l' LP "Notte da Gufi".Arrivano nel 1990, nel 1992 e nel 2000 altri tre CD con il gruppo rock-progressive " I Moongarden", con i quali partecipa tuttora a tour europei. .Musicista dal tocco rafinato, molto attivo sia nell'area Roch-jazzistica che in quella della musica commerciale ed etnica, in pochi anni ha collezionato una serie di collaborazioni con artisti di grande fama, tra i quali John Wetton (cantante-bassista dei King Crimson) Tullio De Piscopo e Paolo Fresu.Dal 1993 è chitarrista della Jazz Big Band "FUTURE ORCHESTRA" con la quale incide il CD " Big Bossa" ed un video dallo stesso titolo. E' docente di Ed.Musicale e chitarra presso scuole statali e private.
EMILIO PIZZOCOLI, batteria: ha studiato dapprima batteria presso il C.P.M di Milano sotto la guida di Tullio De Piscopo, perfezionandosi, poi, nella tecnica della batteria jazz con Valerio Abeni e, successivamente, Franco Rossi. Nel 1986 ha inciso l' Lp "Notte da gufi" con il cabarettista Nani Svampa, e nel 1988 ha vinto con il gruppo "Jazz 4" il primo premio nella categoria jazz dell'Interexpo Marche Musicali di Pesaro; nel 1993 lo troviamo in tournèe con il "Fusion Quartet" in Russia, a Mosca.Nello stesso anno incide il Cd "Big Bossa" con la Future Orchestra Jazz Big Band con la quale suona dal 1989. Oltre all'attività di insegnante di batteria in scuole private, suona in varie Jazz Big Band e con il gruppo Flamenco " Guadalquivir Group". E' sponsor della ditta toscana di piatti per batteria UFIP.
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| ONE DIMENSIONAL MAN |
One Dimensional Man nascono nei primi mesi del 1996 da un idea di Pierpaolo Capovilla, voce e basso del gruppo, e di Massimo Sartor, chitarrista. Ai due, che inizialmente lavorano arrangiando le musiche con l'aiuto di una drum-machine, si aggiunge presto Dario Perissutti: proveniente da esperienze diverse con gruppi dell'area...
One Dimensional Man nascono nei primi mesi del 1996 da un idea di Pierpaolo Capovilla, voce e basso del gruppo, e di Massimo Sartor, chitarrista. Ai due, che inizialmente lavorano arrangiando le musiche con l'aiuto di una drum-machine, si aggiunge presto Dario Perissutti: proveniente da esperienze diverse con gruppi dell'area indipendente veneziana in qualità di chitarrista, con One Dimensional Man approda alla batteria.
Al trio di musicisti si aggiunge poi Ugo, manager della rock band torinese Fluxus e conosciuto con questi durante le prime attività del gruppo, che si occupa di ogni aspetto organizzativo. Negli ultimi mesi del '96 One Dimensional Man propongono alcuni pezzi alla Wide Records di Pisa, che risponde positivamente alle proposte del gruppo.
L'album di debutto, omonimo, esce nel Maggio '97 e contiene 13 tracce al vetriolo, caratterizzate da un sound molto rumoroso, violentemente ritmico, privo di compromessi. Il disco, alla sua uscita, ottiene subito e inaspettatamente (!) il favore pressoché unanime della critica. Dall'uscita del disco alla fine del '98 One Dimensional Man suonano più di 100 concerti in Italia, Slovenia, Croazia, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca. Da segnalare alcune gigs importanti con Blonde Redhead, The Cows, Kepone, Fluxus, Uzeda; più recentemente (Agosto-Settembre 1999) con Deus e Jon Spencer Blues Explosion.
Nel Luglio del '98 Massimo lascia il gruppo e viene subito sostituito da Giulio Favero, giovane chitarrista dell'area indipendente padovana e già batterista di Geyser. Con Giulio, One Dimensional Man si rivolgono ora verso un sound più attento alle tradizioni del blues originario e del migliore rock anni '80 (Birthday Party, Cramps, Scratch Acid, Butthole ...), e propongono uno show basato su armonie blues fortemente ricontestualizzate. Il nuovo album di One Dimensional Man si intitola 1000 Doses Of Love: prodotto da Wide Records, è uscito nel Gennaio 2000. Il secondo disco esprime molto bene la svolta che il gruppo ha voluto imprimere alla propria musica: nove canzoni molto diverse, ma fra loro collegate da un sottile filo conduttore che rende il nuovo lavoro quasi un disco a concetto! Ognuna di esse è infatti una canzone d'amore, di fallimento, di fuga. Nove piccole catastrofi sentimentali.
Settembre 2001:dopo 2 anni e 80 concerti alcuni con Teraphy,Demolition Doll Rods,Delta 72,Jon Spencer (2° volta!) e Melvins la band si chiude al Red House Recording Studio di Senigallia per registrare il terzo disco, You Kill Me, uscito a novembre 2001 per Gamma Pop.
L'ultimo lavoro viene ottimanente accolto dalla critica e dal pubblico,la band è tuttora in tour nonostante le 100 date in italia e la dozzina all'estero dall'uscita dell'album ad oggi .
Tra le cose preminenti degli ultimi 2 anni ci preme segnalare il videoclip del brano "you kill me " , la partecipazione al programma " supersonic" (marzo 01) dove la band ha eseguito in diretta 3 brani, la programmazione del videoclip sulle varie tv musicali (MTV,rete a all music, rock tv ), la partecipazione a festival quali lo sherwood festival (pd), Rockarallis, Frequenze disturbate), Arezzo Wave, Goa Boa, Tora-Tora, e il primo tour in europa (marzo 03 ) .
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Allo |
| Wu Ming e Yo Yo Mundi - 54 |
Lo ammetto, continuo a subire un inesauribile fascino per le letture su musica, per i reading: quando la musica si fa tappeto lasciando spazio a versi e storie.
Quelle atmosfere soffuse e sottili che ti avvolgono e catalizzano la tua attenzione rendendoti schiavo del narrare, del susseguirsi di parola su...
Lo ammetto, continuo a subire un inesauribile fascino per le letture su musica, per i reading: quando la musica si fa tappeto lasciando spazio a versi e storie.
Quelle atmosfere soffuse e sottili che ti avvolgono e catalizzano la tua attenzione rendendoti schiavo del narrare, del susseguirsi di parola su parola.
L'opera è celeberrima e non necessita presentazioni nella sua ricerca narrativa della storia del nostro bel paese.
Capita qui di riincontrare personaggi, bar e leggende che si susseguono nella versione cartacea dell'opera mischiate alle composizioni degli Yo Yo Mundi.
Il vestito rimane sempre acustico e riflette perfettamente la messa live del progetto che proprio in questi tempi si sta muovendo all'interno della penisola.
Enfasi e carezzevole racconto è ad opera dei vari Marco Baliani, Giuseppe Cenderna, Fabrizio Pagella e Francesco di Bella dei 24 Grana.
Testimonianza meritevole di un progetto certamente non essenziale ma che, nel complesso, vince in efficacia e rendita.
Gradevole.
Allo
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| SWAMPOP |
Il gruppo è la prova di quanto la musica britannica, con i suoi eroi e protagonisti, dilaghi così facilmente oltremanica. Gli swampop sono impegnati a creare sonorità che rassomigliano a quelle della migliore tradizione british. I brani degli swampop sono semplici ed immediati, un pop essenziale che porta dritto all’ascolto...
Il gruppo è la prova di quanto la musica britannica, con i suoi eroi e protagonisti, dilaghi così facilmente oltremanica. Gli swampop sono impegnati a creare sonorità che rassomigliano a quelle della migliore tradizione british. I brani degli swampop sono semplici ed immediati, un pop essenziale che porta dritto all’ascolto dei testi, un pop le cui radici e riferimenti sono da ricercarsi nella musica dei Fab Four.
Gli swampop si formano nel 1999 e da allora si esibiscono nei locali di Torino e provincia, raccogliendo sempre più positivi consensi di critica e di pubblico.
• 21/07/2001 partecipano all’Extra Festival 2001 sul palco della Certosa Reale di Collegno ed il loro brano “Le cose che…” viene pubblicato sul CD “Anteprima Colonia Sonora” insieme con quelli delle migliori formazioni torinesi selezionate da Luca Morino dei Mau-Mau
• 27/06/2001 partecipano alla finale del “Trimi’s Festival” di Bologna, selezionati con altre 12 band tra 250 formazioni da tutta Italia
• 27/05/2001 – 02/06/2002 finalisti, per due anni consecutivi, alla rassegna “Senza Etichetta” organizzata dal Civico Istituto Musicale di Ciriè, la cui giuria veniva presieduta dal M° Mogol
• 20/04/2003 selezionati da RadioVeronicaOne come una tra le migliori 15 band di Torino per il concorso Giovani Talenti”. Il brano “Le cose che…” è andato in programmazione in radio 4 volte al giorno per una settimana intera.
• 18/10/2003 esce il 3° CD delgli swam, il lavoro include il primo videoclip autoprodotto dalla band
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Allo |
| Sondre Lerche - Two Way Monologue |
Ogni tanto però mi viene voglia di parlare di fenomeni. Non lo nascondo.
Vi avevo accennato a lui qualche recensione fa riguardo alla compila del meglio di Norvegia ed eccolo quà: Sondre sbuca da Bergen (Norvegia) con un secondo capitolo a dir poco sorprendente.
Attualmente ventunenne con al passato una storia...
Ogni tanto però mi viene voglia di parlare di fenomeni. Non lo nascondo.
Vi avevo accennato a lui qualche recensione fa riguardo alla compila del meglio di Norvegia ed eccolo quà: Sondre sbuca da Bergen (Norvegia) con un secondo capitolo a dir poco sorprendente.
Attualmente ventunenne con al passato una storia fiabesca segnata da una precocità a tratti disarmante (a tal punto da essere costretto dai genitori a finire la maturità per pubblicare il suo esordio...).
E' da diciassettenne infatti che firma il suo contratto con la Virgin: c'è da immaginarselo con la chitarrina in spalla a lasciare a bocca spalancata.
Il talento in questi casi è sin troppo in vista: splendidi ricami pop farciscono una ricerca elementare ma mai scontata di melodicità e gradevolezza.
Tessiture tradizionali ma più che mai fresche cesellano un'opera che certamente finirà con il consacrare il giovane Norvegese.
Si, perchè gioiellini pop d'autore quali 'Track me Down', 'Two Way Monologue' e 'Days that are Over' non lasciano certamente indifferenti, specialmente in questo squrcio di primavera (anch'essa precoce...).
Ci voleva.
Tracklist:
01. Love You
02. Track You Down
03. On The Tower
04. Two Way Monologue
05. Days That Are Over
06. Wet Ground
07. Counter Spark
08. It's Over
09. Stupid Memory
10. It's Too Late
11. It's Our Job
12. Maybe You're Gone
Allo
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| MIRSIE |
Nati alle porte di Torino nel 1996 e subito cresciuti musicalmente con progressione invidiabile, i Mirsie sanno fondere il calore del blues più stravolto e dell’indie rock più genuino all’interno di canzoni che vanno dritte allo stomaco ed al cervello.
I frutti della loro lunga e costante ricerca musicale vengono racchiusi...
Nati alle porte di Torino nel 1996 e subito cresciuti musicalmente con progressione invidiabile, i Mirsie sanno fondere il calore del blues più stravolto e dell’indie rock più genuino all’interno di canzoni che vanno dritte allo stomaco ed al cervello.
I frutti della loro lunga e costante ricerca musicale vengono racchiusi all’interno di “Aliens in a Bra”, disco di debutto uscito nel 2001 per Freakshow/White’n’Black ed accolto in maniera unanimamente favorevole da tutta la critica specializzata. In particolare le ottime recensioni comparse su Kerrang! e Rocksound UK testimoniano la vocazione internazionale della band che, non a caso, nel corso del 2002 si è ritrovata a suonare più volte oltre i confini nazionali, calcando i palchi di Francia, Germania e Slovenia.
“El Santo” è invece il nuovo capitolo musicale firmato Mirsie. Il disco, registrato da David Lenci (Gang, Linea 77, One Dimensional Man, Uzeda) e prodotto da Fred Oglevitch, mostra già dal primo ascolto l’ulteriore personalizzazione di un sound che, dopo aver razionalizzato la fisicità degli esordi, tende ora a lasciare maggior spazio alle armonie e ad uno stravagante spirito sixties. Tutto ciò trapela con chiarezza già all’interno del primo singolo estratto, “Happy Ending Love”, spassionato omaggio alle atmosfere flower-power di band storiche come Hollies, Standells e Byrds. Un occhio rivolto al passato dunque, ma anche un forte aggancio col presente grazie ad episodi prettamente rock’n’roll come la filastrocca non-sense di “Boots (The Original Wave)” o l’incalzante ritmo in levare di “I Like Your Ass”.
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| N/A -
GLove |
| SALE FISSE !!! |
Il termine per la consegna della documentazione per l'assegnazione delle Sale Fisse del Centro Musica "Il Cascinetto" è fissato per il 16 Dicembre 2005.
Affrettatevi!!!!!!!
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Guido |
| Satuday Night Live |
Il Centro Musica "Il Cascinetto" collabora a questa iniziativa.
Il Rolling Stone, visti i successi delle passate stagioni, ha deciso di riproporre per la stagione 2004/2005 il SATURDAY NIGHT LIVE, una delle realtà più importanti di Milano per gruppi emergenti.
Nelle due passate stagioni, il Rolling Stone ha dato la possibilità a...
Il Centro Musica "Il Cascinetto" collabora a questa iniziativa.
Il Rolling Stone, visti i successi delle passate stagioni, ha deciso di riproporre per la stagione 2004/2005 il SATURDAY NIGHT LIVE, una delle realtà più importanti di Milano per gruppi emergenti.
Nelle due passate stagioni, il Rolling Stone ha dato la possibilità a numerosi gruppi di Milano e dell’hinterland di mettersi in mostra su uno dei palchi più prestigiosi d’Italia, affiancandoli anche a gruppi di fama nazionale:
Shandon, Linea 77, Meganoidi, Velvet, Vallanzaska, Matrioska, Derozer, Tre allegri ragazzi morti, Forty Winks, Gem Boy, Bugo, Punx Crew, Vanilla Sky, Madbones…
I gruppi hanno ed avranno la possibilità di farsi conoscere attraverso i partners della serata: ALL MUSIC, ROCK FM e RADIO LUPO SOLITARIO (dirette e interviste), TUTTO MUSICA (articoli e recensioni).
L’ottima riuscita della serata è stata resa possibile anche dalla preziosa collaborazione con alcune tra le migliori sale prova di Milano e hinterland.
Dalla stagione 2002/2003 l’idea è stata quella di creare una partnership con le migliori sale prova di Milano e hinterland offrendogli la possibilità di proporre alcuni tra i loro gruppi più validi, creando di fatto un canale diretto tra la sala prove ed il palco.
Per la stagione 2004/2005 il Rolling Stone vorrebbe ampliare questa possibilità anche ad alcune delle migliori sale prova delle provincie lombarde.
Le Sale prova convenzionate con il Saturday Night Live saranno le uniche a poter usufruire di questo servizio: offrire ai vostri gruppi la possibilità di suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano, creando un contatto diretto tra Noi e Voi.
Per qualsiasi info potete rivolgervi al nostro ufficio in via Maffi 2/a a Cremona oppure scriverci a info@cantieresonoro.it
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Allo |
| AA.VV. - Fib Heineken 2004 |
La maestosità talvolta spaventa.
E' quello che ti capita quando il quadruplo cd-compila dell'ormai celeberrimo festival di Benicassim (Spagna) ti passa per le mani.
Una carrellata quasi imbarazzante di tutto ciò che l'edizione appena trascorsa, quella del 2004, ha portato con sè.
Spiccano le partecipazioni quasi leggendarie di Brian Wilson,Lou Reed e...
La maestosità talvolta spaventa.
E' quello che ti capita quando il quadruplo cd-compila dell'ormai celeberrimo festival di Benicassim (Spagna) ti passa per le mani.
Una carrellata quasi imbarazzante di tutto ciò che l'edizione appena trascorsa, quella del 2004, ha portato con sè.
Spiccano le partecipazioni quasi leggendarie di Brian Wilson,Lou Reed e Kraftwerk passando per il meglio delle giovani leve del rock'n'roll mondiale quali Franz Ferdinand, Dandy Warhols, Kings of Leon e chi più ne ha più ne metta.
Dal canto nostro la bandiera italica è sostenuta dalla presenza dei promettenti Micecars vincitori della scorsa edizione del Progetto Demo.
Davvero una grossa opportunità per chi intende accostarsi alla fantascienza di ciò che è probabilmente da considerarsi il miglior festival europeo.
Lascio Voce alla tracklist:
Air
Surfin On A Rocket
Blackstrobe
Chemical Sweet Girl
Brian Wilson
God Only Knows
Camping
Dibus Méame
La Casa Azul
C´est Fini
The Charlatans
Up At The Lake
Clem Snide
Happy Birthday
Colder
Confusion
Cooper
Oxidado
The Dandy Warhols
We Used To Be Friends
Einstürzende Neubauten
Der Weg Ins Freie
Electrelane
On Parade
Entre Ríos
Si Hoy
Fangoria
El Cielo Está Vacio
Felix Da Housecat
Hunting Season
Franz Ferdinand
Matinée
Girls in Hawaii
Found In the Ground
Grupo Salvaje
Elvis, Love Us!
Le Hammond Inferno
Physical Workout
Her Space Holiday
Tech Romance
The Kevin Yost Group
At First Sight
Kings of Leon
Wasted Time
Lali Puna
Grin And Bear
Lambchop
Steve McQueen
LCD Soundsystem
Give It Up
Maga
Un Lugar Encendido
Micecars
Battering Ram
Migala
El Imperio Del Mal
Märtini Brös
Love The Machine
The Nicotines
I Don't Even Know
Northern Lite
Gone
Organic Audio
Touch The Sky
Patrick Wolf
A Boy Like Me
Pauline en la Playa
Mi Bañera
Los Planetas
Vuelve El Rock Mesiánico
Pleasure
Don't Look The Other Way
Polar
Amy Says
Primal Scream
Some Velvet Morning
Sascha Funke
Semi
Scissor Sisters
Tits On The Radio
Serafin
No Happy
Sluta Leta
Super Swede
Snow Patrol
Wow
Soulwax
NY Excuse
Static
Ghost Boy
The Strivers
Star
The Sunday Drivers
On My Mind
Superpitcher
Loversrock
Teenage Fanclub
The Concept
Tindersticks
My Oblivion
Tobias Thomas
Total Confusion
Tujiko Noriko
Narita Made
Vacabou
Life As Interference
Virüs
Gas
Wire
In The Art Of Stopping
Yann Tiersen
Les Jours Heurex
Allo
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Allo |
| El Muniria - Stanza 218 |
La linea è diretta e tesa tra Bologna e Tangeri per un viaggio lungo un disco.
Questo è infatti il ritorno sulle scene di Emidio Clementi (ex Massimo Volume) con i suoi El Muniria.
L'obiettivo che il progetto porta a sè è quello di scrivere un disco in una camera d'hotel,...
La linea è diretta e tesa tra Bologna e Tangeri per un viaggio lungo un disco.
Questo è infatti il ritorno sulle scene di Emidio Clementi (ex Massimo Volume) con i suoi El Muniria.
L'obiettivo che il progetto porta a sè è quello di scrivere un disco in una camera d'hotel, a Tangeri.
E' qui infatti che 'Stanza 218' prende vita ma ben presto il trio Clementi-Carozzi-Parisini si ritrovano costretti a ripiegare di nuovo verso Bologna a causa dell'improvvisa perdita delle registrazioni fino ad ora effettuate.
Si apre quindi un nuovo capitolo della gestazione dell'opera ed il conseguente processo di taglia e cuci, all'hotel Massilia.
Si passa quindi dall'esotico al domestico e via in un lungo percorso fatto di immagini, storie e parole.
Opera ambiziosa e a tratti narcolettica che certamente necessita di una buona dose di ascolti prima di raccogliere i comunque meritati apprezzamenti.
Scure atmosfere che colpiscono e sommergono ma che onestamente non acquisiscono l'essenziale assorbimento.
Efficace e compatto, ma forse, nulla di più.
A metà.
Tracklist:
1. Santo
2. Shalimar Hotel
3. Stanza 218
4. Fermati qui (Dubash Marg)
5. Fino in fondo
6. Sotto il sole
7. Forse tra un attimo
8. Dentro questo bicchiere
9. Narrating a photograph (over the phone)
10. Insieme
Allo
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DrZero |
| I fratelli Grimm e l'incantevole strega |
Nazione: Repubblica Ceca, U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Azione, Commedia
Durata: 120'
Regia: Terry Gilliam
Cast: Barbara Lukêsova, Anna Rust, Matt Damon, Heath Ledger, Radim Kalvoda, Martin Hofmann, Harry Gilliam, Monica Bellucci
Produzione: Daniel Bobker, Charles Roven
Distribuzione: Buena Vista
Il grande Terry gilliam ritorna sul grande schermo con questa commedia-fantasy ...
Nazione: Repubblica Ceca, U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Azione, Commedia
Durata: 120'
Regia: Terry Gilliam
Cast: Barbara Lukêsova, Anna Rust, Matt Damon, Heath Ledger, Radim Kalvoda, Martin Hofmann, Harry Gilliam, Monica Bellucci
Produzione: Daniel Bobker, Charles Roven
Distribuzione: Buena Vista
Il grande Terry gilliam ritorna sul grande schermo con questa commedia-fantasy a sette anni dal suo ultimo lungometraggio (era il 1998, con il favoloso: Paura e Delirio a Las Vegas).
Nel frattempo, con il disastro della mancata realizzazione del film su Don Chiscotte (dal quale è stato tratto l’interessante film-documentario Lost in La Mancha) la sua già incrinata reputazione di regista fuori controllo si era definitivamente compromessa, e ci fa piacere che finalmente sia tornato a dirigere.
Il fim di oggi racconta la storia dei fratelli Grimm: Will e Jake, due imbroglioni che, nella Germania occupata dai francesi (siamo nell’anno 1812, in pieno impero napoleonico) vagano di villaggio in villaggio per truffare i contadini, speculando sulle superstizioni popolari mediante esorcismi a mostri e streghe inesistenti, dietro lauto compenso.
Catturati dalle autorità francesi, sono costretti a risolvere il mistero del villaggio di Marbaden, dal quale sono scomparse alcune bambine. Finiranno per imbattersi in una vera strega (interpretata da Monica Bellucci).
Devo dire che l’ex Monthy Piton non è nuovo a suggestioni fantastico-fiabesche, con lungometraggi come Jabberwocki, Time Bandits o Il Barone di Munchausen, in cui Gilliam, che è anche un bravo disegnatore, ha sempre fatto confluire il suo estro con creazioni visive, creature e scenografie, da lui stesso firmate.
Le premesse erano tutte buone, tuttavia, purtroppo, in questo caso il film non risulta riuscito completamente.
Affrontando contemporaneamente troppi generi: Commedia, Fantasy, Thriller, Azione, il film appare un po’ confuso. Non è per bambini, nonostante le continue citazioni fiabesche, per altro a volte un po’ pretestuose, e non riesce neppure a spaventare, anche se è presente qualche spunto di horror, il finale non convince, e lo spunto di una contrapposizione tra francesi sì illuministi ma in fondo crudeli e spietati e tedeschi barbari ma semplici e tolleranti, è solo accennato e non adeguatamente approfondito.
Certo alcune caratteristiche del genio visionario di Gilliam non mancano. Il surreale e lo humor nero dilagano, tenendo in piedi la composizione complessiva.
Da segnalare inoltre la magistrale l’interpretazione di Peter Stormrare, nei panni di un tanto improbabile quanto strepitoso torturatore italiano (Mercurio Cavaldi da Parma) mentre non esalta la coppia protagonista Matt Damon – Heath Ledger.
DrZero
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Allo |
| [special] Yellowcard live at the Electric Factory |
Gli Yellowcard, eroi del punk sudcaliforniano hanno appena pubblicato il loro primo disco “Ocean Avenue” per la Capitol Records,. Il giovane quintetto, che si è creato una straordinaria base di fan a livello nazionale grazie ai suoi instancabili tour e a centinaia e centinaia di appassionanti concerti dal...
Gli Yellowcard, eroi del punk sudcaliforniano hanno appena pubblicato il loro primo disco “Ocean Avenue” per la Capitol Records,. Il giovane quintetto, che si è creato una straordinaria base di fan a livello nazionale grazie ai suoi instancabili tour e a centinaia e centinaia di appassionanti concerti dal vivo, oltre a essere una delle poche punk band a vantare un violinista di formazione classica nei propri ranghi, ritornerà al Vans Warped Tour.
Gli Yellowcard sono sempre stati molto bravi a capire ciò che serve per creare un legame personale autentico con i fan. Hanno stabilito quel rapporto diretto in ognuno degli innumerevoli concerti in cui si sono esibiti, nel corso di serate punk con pubblico di tutte le età, in templi del rock, sale di periferia, salotti, cortili e in qualsiasi altro posto dove suonano per oltre 200 sere all’anno. Arrivano al punto di contattare le scuole superiori nelle città in cui sono in tour per offrire concerti diurni gratuiti ad alcune scuole selezionate, conquistando in questo modo un esercito di fan fedelissimi in tutto il paese. Gli Yellowcard si sono formati nel 1997, dopo qualche cambio di formazione si sono trasferiti dalla nativa Jacksonville, in Florida, nella California meridionale,dove si sono spostati per avere maggiori opportunità di realizzare le loro aspirazioni.
Viaggiando in lungo e in largo per tutto il paese con un tour dopo l’altro, nel 2001 hanno pubblicato il primo disco, One for the Kids (Lobster Records), e nel 2002 il suo seguito , l’EP The Underdog (Ramen).
Ocean Avenue (cover dell'album a lato) è stato prodotto da Neal Avron e mixato da Tom Lord-Alge. Con i suoi 13 brani, l’album offre un genere appassionato di punk melodico, ma con una particolarità a complemento della formazione standard della band, ovvero la turbolenta interpretazione al violino di Sean Mackin.
Nei pezzi su di giri come "Believe" e "Life of a Salesman," si può notare un’importante assenza di ironia o sarcasmo… la sincerità trionfa. In "Way Away" il cantante Ryan Key spiega come il destino di un individuo sia in ultima analisi solo nelle sue mani. "Only One" è uno sguardo lucido sulla recente rottura con una ragazza. E "Twentythree" parla dell’erosione dell’idealismo giovanile. Roba piuttosto matura per cinque ragazzi che hanno da poco compiuto 20 anni e che non si prendono troppo sul serio.
Ma è proprio questo tipo di atteggiamento - più maturo della loro età - che ha aiutato gli Yellowcard a distinguersi. Nel 2002 si sono uniti al famoso Vans Warped Tour, una prima esperienza per la band che l’ha portata a figurare accanto ad artisti punk di livello come No Use for a Name, Lagwagon e Less Than Jake. Divenuti a loro volta ormai uno dei gruppi favoriti del Warped, si presenteranno ancora una volta durante il tour della prossima estate.
Ryan Key – vocals, guitar
Sean Mackin – violin, vocals
Benjamin Harper – guitar
Longineu W. Parsons III – drums
Peter Mosley - bass
Audio:
30'' audio del disco
Dvd:
Yellocard - Only one (live)estratto dal nuovo DVD (low)
Yellocard - Only one (live)estratto dal nuovo DVD (mid)
Yellocard - Only one (live)estratto dal nuovo DVD (high)
E-card:
l'E-card dedicata al dvd
Allo
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GLove |
| MAO |
Mao è nato a Torino, a nord di Foggia e a sud di Aosta. Qui ha coltivato le prime esperienze, anche di tipo artistico, intrecciando il coro gospel e la scuola di canto jazz, all’attività di d.j. che suonava “new beat”. Il primo disco autoprodotto è con i Voodoo, formazione...
Mao è nato a Torino, a nord di Foggia e a sud di Aosta. Qui ha coltivato le prime esperienze, anche di tipo artistico, intrecciando il coro gospel e la scuola di canto jazz, all’attività di d.j. che suonava “new beat”. Il primo disco autoprodotto è con i Voodoo, formazione di rock psichedelico. Segue un periodo “solista”,durante il quale si esibisce come “one man show”: sul modello di Bennato suona un po’ ovunque,sia come supporter al tour “Gridalo forte “ dei Fratelli di Soledad, sia nei clubs, sia nei centri sociali, sia per le strade di Amburgo.
Nel 1995 inizia, insieme al produttore Max Casacci, a formare il gruppo Maoelarivoluzione con il quale registra il disco “Sale”, interessante dialogo tra elettronica e rock band, in alcuni casi molto riuscito (Febbre, Minimo brivido). La tournee sarà molto lunga (più di cento date) e varia (supporter agli Oasis, Sonoria) . Nel 1997 il gruppo inizia a registrare “Casa”, occupandosi anche della produzione artistica: il disco è molto più attento alla “forma canzone”, tant’è che alcuni brani (Satelliti, Romantico) godono di un buon air play sui maggiori network nazionali.Suonano in alcuni importanti festival(Neapolis, Streetball)e partecipano a Sanremo giovani.
Durante la promozione dell’album”Casa”, Mao incontra Andrea Pezzi, con il quale conduce e collabora in qualità di autore a Kitchen in onda su MTV. Da questa collaborazione è nata anche la miniserie comica” Tiziana”( dove i due si cimentavano nel ruolo di attori), un programma radiofonico in onda su radio Dee-Jay la scorsa stagione, dove Mao è ritornato alla sua vecchia passione per la radio (era autore e conduttore per due emittenti locali Radioflash e Radio Torino Popolare). Dello stesso anno è l’inizio di un’altra collaborazione, questa volta con il regista Lorenzo Vignolo e la casa di produzione Zerobudget di Genova, con i quali realizza i videoclip di Romantico, Satelliti e Chinese Take away (di quest’ultimo firma anche il soggetto e la sceneggiatura). Sempre nell’ottica di questa collaborazione bisogna inserire la realizzazione della colonna sonora del lungometraggio “500” in uscita il prossimo autunno. L’ultima collaborazione in ordine di tempo, è stata in qualità di interprete ed autore al fianco di Max Gazzè con la canzone “Colloqium vitae”. Recentemente con D.J. di Maggio ha formato un gruppo misto “LeKojak”, che prevede una jam session fra musicisti e d.j.’s (tra gli ospiti: Morgan e Andy dei ”Bluvertigo”, Cato dei ”Blue Beaters”, Roy Paci dei ”Mau Mau”, e i d.j. Giorgio Valletta e Sergio Ricciardone).Nel dicembre 2000 ha inaugurato, come conduttore e autore un nuova produzione di MTV andata in onda tutti i giorni in diretta dalla capitale ed intitolata “Roma Live”.
Il 15 giugno 2001, finalmente, è stato distribuito il primo singolo da solista di Mao : “Prima di addormentarmi”.
Il 7 settembre, in coincidenza all’uscita del nuovo album, intitolato “Black Mokette” e prodotto da Marco “Morgan” Castoldi (Bluvertigo) è stato distribuito un CDS contenente l’album version di “Un mondo diverso”, secondo singolo, più due tracce inedite.
Il 29 marzo è stato pubblicato l’ O.S.T di “500!”, pellicola realizzata da tre registi (Giovanni Robbiano - Lorenzo Vignolo - Matteo Zingirian) e animata da un nutritissimo cast di attori tra i quali Andrea Bruschi, Veronika Logan, Massimo Olcese, Manuela Ungaro, Ugo Dighero, Rolando Ravello, Mauro Pirovano, Lella Costa, Ed Bishop e molti , molti altri.
L’intera colonna sonora è stata curata da Mao, il quale compare nel film vestendo gli “untissimi” panni di un meccanico.
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GLove |
| DABOL |
La sinergia tra l’uomo e la macchina, tra il biologico ed il il sintetico,
parole napoletane dal suono grezzo ma elegante
DABOL nasce nel 2001 grazie all’incontro, in parte fortuito, tra musicisti provenienti da esperienze diverse che però hanno assimilato le pratiche della contaminazione. La sinergia tra l’uomo e la...
La sinergia tra l’uomo e la macchina, tra il biologico ed il il sintetico,
parole napoletane dal suono grezzo ma elegante
DABOL nasce nel 2001 grazie all’incontro, in parte fortuito, tra musicisti provenienti da esperienze diverse che però hanno assimilato le pratiche della contaminazione. La sinergia tra l’uomo e la macchina, tra il biologico ed il il sintetico, la ricerca del suono nuovo, ha dato e continua a dare nuovi input e più spazio per sperimentare. L’intento è di fondere, attraverso sentieri trasversali, le strutture ritmiche del drum’n’bass e del dub con le architetture sonore del ragga/dancehall e con le melodie della tradizione partenopea. L’obiettivo principale è quello di stimolare il pubblico e l’ascoltatore con suoni e ritmiche di forte impatto che coinvolgono il corpo ma anche la mente con melodie particolari e ricercate che spesso lasciano il segno accompagnando testi impegnati e mai banali.
In altre parole il gruppo cerca di unire elementi caratteristici della parte non addomesticata della musica dance con la sensazione di un sound intelligente, di un basso e batteria che “portano” parole napoletane di suono grezzo ma eleganti nelle immagini: potenza e dolcezza insieme. La definizione più volte usata per definire il complesso sound dei DABOL è quella di “contemporary electronic dance music” (musica dance elettronica contemporanea).
Daniele Russo :voce
Massimiliano Pone:basso,bass synth.
Alessandro “dub master” Mazzù: campionatori, sint, program batterie, live dubbing.
Francesco Margherita: batteria elettro-acustica, programmazione.
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GLove |
| TOM PHILLIPS BANGURA |
La mia breve storia musicale è iniziata tre anni fa solo in quel periodo ho saputo si saper cantare ho iniziato a farlo in un gruppo reggae e ci siamo divertiti per sei mesi a suonare cover di Bob Marley;Poi nel luglio dello stesso anno è stato formato un gruppo...
La mia breve storia musicale è iniziata tre anni fa solo in quel periodo ho saputo si saper cantare ho iniziato a farlo in un gruppo reggae e ci siamo divertiti per sei mesi a suonare cover di Bob Marley;Poi nel luglio dello stesso anno è stato formato un gruppo che si chiamava Root’s United con loro abbiamo passato un po’ dell’estate a suonare in alcune piazze di Firenze cover dei grandi nomi della musica reggae.Nel gennaio 2003 ci siamo sciolti per incomprensioni caratteriali o forse perché l’inverno e le poche possibilità di suonare ci avevano già diviso.
A quel punto dopo il forte dispiacere mi sono rimboccato le maniche e ho iniziato ad andare a scuola di chitarra proprio lì ho cominciato a comporre tantissime canzoni che trattano argomento “pace” proprio perché in quel periodo tutti aspettavamo con timore l’intervento armato in Iraq, per cui sapendo quanto tutto il nostro mondo a bisogno di pace e di amore è nato il progetto “ PEACE TIME” da questo progetto ho potuto conoscere un gruppo reggae di Firenze che si chiamano Michelangelo Buonarroti anche loro si sono appassionati a ciò che avevo da dire e bravissimi musicisti hanno lavorato alla realizzazione di questo progetto.
MICHELANGELO BUONARROTI BIOGRAFIA
I Michelangelo Buonarroti sono una grande famiglia che si e’ unita grazie alla passione per le sonorita’ giamaicane e alla continua ricerca di contaminazione in senso lato.Sono attivi dal 1996, anche se la formazione ufficiale esiste dal 2000 , l’anno del primo lavoro autoprodotto, “Libera Dhab”. La band e’ capitanata da Ciro Princevibe, autore dei brani della band , tastierista e Dub Master, e dal carismatico Retnek,una delle voci del gruppo. La particolarita’ della band e’ la presenza di 3 voci, Pinzilla, Sister E e Retnek, totalmente differenti tra loro ma perfette negli ensemble vocali, che regalano uno show vivo piu’ che mai grazie alla loro energia e al loro calore.
L'inverno del 2000 vede la partecipazione dei ragazzi ad HELP, programma condotto da Red Ronnie, e successivamente al ROXY BAR , riuscendo ad arrivare in finalissima al Trofeo Roxy Bar. A primavera realizzano un remix per i 99posse di "Cominciaadesso" per BMG, salgono su moltissimi palchi dividendoli con grandi artisti.
L’estate 2001 li vede protagonisti della competizione TIM TOUR, vincendo la tappa dell’Isola D’Elba e arrivando in finalissima a Palermo.
Nel novembre 2002 arriva il primo contratto discografico con la Alternative, ed esce il primo lavoro ufficiale “In Sogno”, e i Michelangelo si trovano a girare l’intera Italia per promuovere il disco,
In quel periodo esce il videoclip di “Difficile”, molto promosso da Rock Tv che invita svariate volte la band a partecipare ai suoi programmi, “Database”, “Sala Prove”, le Rock Tv night al Rolling Stone a Milano ecc. Moltissimi i palchi girati nel 2003, condivisi con grandissimi artisti come Raymond Wright and the Hi Grades, Africa Unite, Reggae National Tickets, fino alla scorsa estate in cui “In sogno Tour” ha contato la bellezza di 50 date in 2 mesi, con alcuni concerti memorabili come il Metarock con Morgan Heritage, Africa Unite e Shaggy, la grande festa reggae al Mazdapalace di Milano con Ganjamama e Africa Unite, il Rourestock Festival ecc.
In questo periodo i Michelangelo entrano in contatto con Tom Philips Bangura, dotato cantautore reggae di stampo Marleyano e grazie ad una profonda amicizia che nasce su note in levare la band inizia una stretta collaborazione con il cantante della Sierra Leone.
L’estate 2004 e’ l’estate di P.O.S.I.T.I.V.E., il nuovo album, presto nei negozi,che vede la partecipazione di Tom Bangura e Teacher Mike.
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| JAZZ IN CANTIERE TERZA SERATA |
TRIO F.A.D.
Gianpiero Fronte è nato a Ragusa nel 1979. Dopo aver conseguito il diploma di sassofono presso il Conservatorio di Palermo, si perfeziona al Conservatorio di Milano sotto la guida del M° Marzi, per poi dedicarsi allo studio della musica jazz nella classe del M° T.Tracanna.
Fabio Arisi è nato a...
TRIO F.A.D.
Gianpiero Fronte è nato a Ragusa nel 1979. Dopo aver conseguito il diploma di sassofono presso il Conservatorio di Palermo, si perfeziona al Conservatorio di Milano sotto la guida del M° Marzi, per poi dedicarsi allo studio della musica jazz nella classe del M° T.Tracanna.
Fabio Arisi è nato a Cremona nel 1973, Ha studiato pianoforte presso la “Civica scuola di musica C:Monteverdi” di Cremona sotto la guida del M° Giuseppe Caffi diplomandosi presso il Conservatorio di Mantova nel 1993.
Si è poi avvicinato allo studio dell’improvvisazione jazzistica e allo studio della musica afroamericana sotto la guida del M° Roberto Cipelli. E’ pianista in vari gruppi che spaziano dal jazz tradizionale al jazz moderno tra cui il gruppo The Swinger Big Band e i “Bourbon Street Dixie Band”.
Marco Dolfini è nato a Brescia nel 1969. Ha collaborato con vari gruppi di jazz e di jazz-rock nella provincia di Brescia e di Cremona. Attualmente è batterista nel gruppo jazz-rock i Moog.
Il repertorio del trio spazia dall’ esecuzione sia di brani standard che dall’esecuzione di brani originali composti dagli stessi componenti.
THE GAMBLE - CRISTINA MAZZA
Cristina Mazza, sax
Bruno Marini, organo Hammond
Frank Moreno, batteria
Cristina Mazza, la prima donna sassofonista comparsa sulla scena jazz italiana, è attiva fin dai primi anni settanta come strumentista, leader e compositrice. Nel suo quinto disco come leader ha proposto con grande successo - 5.000 dischi venduti da una giovane etichetta, la Azzurra Records, con il suo nuovo trio The Gamble - un' incursione nel "Pianeta Hammond", dove, pur con i dovuti riferimenti alla tradizione degli organ combos, è riuscita a mettere la sua firma originale con un mix di jazz, soul-jazz, free, gospel, blues e rock..
Il suo approccio al jazz è stato influenzato principalmente dall’ascolto di Ornette Coleman, John Coltrane, Jackie McLean, Miles Davis. Nel 1983 ha conseguito il diploma in Sassofono presso il Conservatorio di Bologna. Ha suonato e inciso, fra gli altri, con Mal Waldron, Reggie Workman, Tony Oxley, Sangoma Everett,Consuela Lee, Daniel Sous, David Boato...
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| Numero 6 - Iononsono |
Dalle ceneri dei Laghisecchi ecco emergere una nuova e fresca realtà: Numero 6.
Quattordici parentesi (esclusa l'intro)dall'innata propensione rock 'n roll che però rivelano ricerca melodica a denominator comune.
Tanto rock ma anche bel pop e del resto è questo che i sei trasudano confezionando una dopo l'altra piccole caramelle gustose.
Spiccano...
Dalle ceneri dei Laghisecchi ecco emergere una nuova e fresca realtà: Numero 6.
Quattordici parentesi (esclusa l'intro)dall'innata propensione rock 'n roll che però rivelano ricerca melodica a denominator comune.
Tanto rock ma anche bel pop e del resto è questo che i sei trasudano confezionando una dopo l'altra piccole caramelle gustose.
Spiccano l'accesa apertura di 'Questa Casa', 'Ho processato un suono' e la hit 'La stabilità' (vi sarà infatti capitato di assistere a quel bel video di Lorenzo Vignolo...).
Ricerca e nostalgia raccolgono tributi omogenizzando l'intero fluire in un unico piacevole cammino.
Da registrare l'ottimo ritmo del quale l'ascolto è vittima e dal quale è facilissimo lasciarsi influenzare sin dai primi ascolti.
Si fa sentire quel Giulio Favero (ex One Dimensional Man) ed una produzione certamente di livello.
Sulla lunghezza l'ascolto non è sempre liscio ma stiamo parlando di una tra le migliori cose sentite nel nostro belpaese in questi mesi, quindi...
Consigliato!
Tracklist:
01 Intro
02 Questa casa
03 Ogni curva
04 Non mi nascondo più
05 La stabilità
06 Ho processato un suono
07 Un’estate al mare
08 Mi hanno detto
09 Le polluzioni notturne
10 I’m the line
11 Iononsono
12 Sono un grande
13 Talking (se vuoi mi taglio)
14 A conti fatti
15 Gang bang
Allo
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Allo |
| Public Enemy - Live from House of Blues (dvd) |
C'è da dire che è un bel pò che Chuck D e soci non si riaffacciano con qualcosa di nuovo.
Probabilemente è per questo che la Bmg ha deciso di dare alle stampe questo nuovo dvd rappresentativo della sarata tenuta dai Nostri alla House of Blues.
Un live intenso, come del...
C'è da dire che è un bel pò che Chuck D e soci non si riaffacciano con qualcosa di nuovo.
Probabilemente è per questo che la Bmg ha deciso di dare alle stampe questo nuovo dvd rappresentativo della sarata tenuta dai Nostri alla House of Blues.
Un live intenso, come del resto era prevedibile, anche se non del tutto attuale (2001) che può tranquillamente esemplificare ciò che un incontro a viso aperto con Chuck D possa comportare.
Mitragliate di rime e di fraseggi, liriche taglienti e beat che più grassi non si può.
Testimonianza superflua ma godibile di un passato che, volenti o nolenti, è già leggenda.
La scaletta ripercorre vent'anni di storia passando dai capitoli più remoti a quelli più freschi e sembra che nulla sia cambiato.
Del resto certa gente non invecchia mai...
...anzi!
La scaletta comprende:
'Public Enemy No.1', 'Can't Truss It', '911 Is A Joke', 'Black Steel In The Hour', 'He Got Game', 'Here I Go', 'Crayola', 'Crash', 'Give It Up', 'Don't Believe The Hype', 'Rebel Without A Pause', 'By The Time U Get To Arizona', 'Fight The Power', 'DJ Mix', 'Common Thread', 'What What', '41 19', 'Bring The Noise', 'Shut 'Em Down' and 'Do You Wanna Go Our Way?'.
Allo
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Allo |
| Studiodavoli - Megalopolis |
Gli spunti sono indiscutibilmente pretenziosi.
Fondere in una sola ed omogenea mistura ciò che del Vintage pop possiamo assorbire mischiandolo con la contemporaneità di synth e campionatori.
Tanti ci stanno provando, pochi ci riescono.
I Leccesi Studiodavoli (potreste ricordaveli come Valvole davoli ad Arezzo wave) hanno certamente le carte in regola per...
Gli spunti sono indiscutibilmente pretenziosi.
Fondere in una sola ed omogenea mistura ciò che del Vintage pop possiamo assorbire mischiandolo con la contemporaneità di synth e campionatori.
Tanti ci stanno provando, pochi ci riescono.
I Leccesi Studiodavoli (potreste ricordaveli come Valvole davoli ad Arezzo wave) hanno certamente le carte in regola per riuscire nell'impresa ma forse è ancora presto.
Questo 'Megalopolis' infatti dispone di una buona dose di spunti appetibili che però faticano a fondersi in una unica soluzione.
Rimangono infatti isolati capitoli in cui il livello si eleva sulla normalità complessiva (Superpartner, Sunday, Gate Must be Negative transition).
Certamente da premiare il piglio (Stereolab Amen!)e la ricerca sonora mentre credo che il lavoro maggiore rimanga quello di rifinire il tessuto compositivo dei brani.
Le carte sono in regola, a loro giocarsele al meglio...
Rilancio!
Tracklist:
Loading
Superpartner
Go Baby
Sunday
Steady Job
I’ve got a stedy job
Gate must be negative transition
Superpartner P.funk rmx (Radio Edit)
Breast’s garden
One day before
One day
Love 70
Megalopolis
Abatjour
Sexsafari
Empty spaces
Goodbye
Allo
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| Boosta - Rock.n.roll Robot: a de.mix experience |
Parte con un singolo del celeberrimo pezzo di Alberto Camerini la strada solista di Davide 'Boosta' Di leo dei Subsonica.
Un gioco, un'idea ed un'ambizione.
Scongelare ciò che erano gli anni ottanta rapportandoli geneticamente al nostro contemporaneo.
E' da questi presupposti che prende vita e battesimo il progetto Iconoclash.
Una esperienza che vedrà...
Parte con un singolo del celeberrimo pezzo di Alberto Camerini la strada solista di Davide 'Boosta' Di leo dei Subsonica.
Un gioco, un'idea ed un'ambizione.
Scongelare ciò che erano gli anni ottanta rapportandoli geneticamente al nostro contemporaneo.
E' da questi presupposti che prende vita e battesimo il progetto Iconoclash.
Una esperienza che vedrà nel mese appena iniziato la pubblicazione di un album in seguire all'ep che stiamo prendendo in esame.
Lasciando perdere inutili celebrazioni allo splendido brano del buon Alberto mi soffermo ad osservare la rilettura del Boosta.
Divwertita visione di un decennio ormai passato che non ne vuol sapere di lasciarsi dimenticare.
Eccoci quindi ritrovare quel contatto lucido e squadrato nel goderci le smussature effettuate da Davide.
Quattro sono le versioni di rilettura: quella ufficiale (abbinata anche al bel video allegato), quella cattivella, quella romanticamente accompagnata dalla voce di Ines Karta e quella danzereccia.
Ironico esperimento riuscito, nella speranza che anche l'intero ci rilasci quel bel retrogusto ludico.
Curioso.
Tracklist:
1. Rock.n.roll Robot
2. Punk.n.roll Robot
3. Love.n.roll Robot
4. Club.n.roll Robot
5. Rock.n.roll Robot: the Video
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| The Vegetable Man Project |
Il progetto che vado a presentarvi è uno dei più interessanti spunti propositivi che m'è capitato di raccogliere negli ultimi anni.
Si tratta infatti di una collana di compile (nate nel 2002) in rotazione al fulcro della epocale 'Vegetable Man' di Syd Barrett (Pink Floyd).
L'obiettivo è infatti quello di pubblicare...
Il progetto che vado a presentarvi è uno dei più interessanti spunti propositivi che m'è capitato di raccogliere negli ultimi anni.
Si tratta infatti di una collana di compile (nate nel 2002) in rotazione al fulcro della epocale 'Vegetable Man' di Syd Barrett (Pink Floyd).
L'obiettivo è infatti quello di pubblicare entro il 2030 ben mille riproposizioni del brano raccolte in 50 volumi.
Sarebbe curioso chiedere ai ragazzi di Oggetti Volanti cosa li spinge a tributare con ben tre uscite (due compile-cd ed un 10 pollici, per ora...) lo splendido brano in questione.
Le rivisitazioni sono innumerevoli e spaziano incredibilmente (ed anche geograficamente, dall'Italia al Giappone tanto per intenderci) concedendo ad un'idea scherzosa un tono decisamente intrigante.
Ironico è altresì lo spunto per il 10'' project che raccoglie esclusivamente frammenti da dieci secondi del brano per ogni band ospite (sessanta!).
Evito di avventurarmi nell'elencare i partecipanti perche la lista è davvero nutrita e ben poco gestibile.
Mi limito quindi a consigliarne il mai ripetitivo ascolto.
Buon Viaggio!
The Vegetable Man Project Vol.1:
01. gastel etzwane (italy)
02. pulp_ito (italy)
03. effetto doppler (italy)
04. yulan (italy)
05. kable (usa)
06. mandragora (italy)
07. drona parva (usa)
08. delavega (italy)
09. the linus pauling quartet (usa)
10. donna vegetable (italy)
11. nick bensen (usa)
12. krut 182 (italy)
13. castemore (italy)
14. menazone (italy)
15. sixtynine and the continuous people (italy)
16. max (italy)
17. gnu (italy)
18. potage (italy)
19. annavoid (italy)
20. tom carter (usa)
The Vegetable Man Project 10'' project:
01. ESTROBOY italy
02. ELECTRIC ORANGE germany
03. TALK SHOW HOST italy
04. REPLIKAS turkey
05. POLYCHROME canada
06. MANDOG japan
07. MAX italy
08. TLEARY italy
09. MAUCONS italy
10. MONOCHROME canada
11. HUGH HOPPER uk
12. MAXIMILIANO DI STEFANO italy
13. BLUE MASK OF PAN uk
14. DIE SCHWARZE PEST italy
15. DANIELE BRUSASCHETTO italy
16. LES LITTLE SEARCHERS france
17. STEREOKIMONO italy
18. MANDRAGORA italy
19. RES NìLLIUS italy
20. EFFETTO DOPPLER italy
21. EC czech republic
22. OUR POOR NEIGHBORS usa
23. FLAMING FIRE usa
24. AIRFISH italy
25. JAN VAN DEN DOBBELSTEEN the netherlands
26. LAZYSOD italy
27. PLANET SUPERFLY sweden
28. BREAKFAST italy
29. VELVET AUBERGINE italy
30. BABA ZULA turkey
31. M italy
32. KAWABATA MAKOTO japan
33. SIXTYNINE AND THE CONTINUOUS PEOPLE italy
34. SAWARA HAGNE italy
35. LAZY italy
36. LARSEN italy
37. LOW-PHILOSOPHERS ???
38. SULA BASSANA germany
39. IN THE LABYRINTH sweden
40. KNIFEVILLE ENSEMBLE italy
41. NICK BENSEN usa
42. GALBU italy
43. MIRCO DELFINO italy
44. BABY ROBOTS usa
45. SWEDISH WHISTLER sweden
46. THE PSYCHOFRENIC OVERLOAD italy
47. ETERNAL ELYSIUM japan
48. FLOORIAN usa
49. CLICK MEETS PULP_ITO italy
50. MENAZONE italy
51. MANDRA GORA LIGHTSHOW SOCIETY germany
52. POTAGE italy
53. CREVICE usa
54. TASADAY italy
55. ST 37 usa
56. TOM KAZAS australia
57. GASTEL ETZWANE italy
58. THE LAZILY SPUN uk
59. IVONNE GUT italy
60. OVNI ENSEMBLE italy
The Vegetable Man Project Vol.2:
01. enzima (italy)
02. knifeville ensemble (italy)
03. kawabata makoto (japan)
04. les little searchers (france)
05. larsen (italy)
06. crevice (usa)
07. swedish whistler (sweden)
08. daniele brusaschetto (italy)
09. mandog (japan)
10. christian rainer & nark bkb (italy)
11. baby robots (usa)
12. ronin (italy)
13. tirlindana (italy)
14. kech (italy)
15. ST 37 (usa)
16. la betoniera (italy)
17. our poor neighbors (usa)
18. ameba (italy)
19. simone bicego (italy)
20. bugo (italy)
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| Paola Turci - Stato di Calma apparente |
Ne potevamo fare a meno, certo.
Ma questo 'Stato di calma apparente' si conquista le sue lodi per ciò che stà dietro ad un progetto quanto mai 'nudo'.
La ricerca della schiettezza si fa credo con una presa diretta a significar quel che si è, senza filtri.
Cammino a ritroso riscoprendo vecchie...
Ne potevamo fare a meno, certo.
Ma questo 'Stato di calma apparente' si conquista le sue lodi per ciò che stà dietro ad un progetto quanto mai 'nudo'.
La ricerca della schiettezza si fa credo con una presa diretta a significar quel che si è, senza filtri.
Cammino a ritroso riscoprendo vecchie canzoni, riarrangiate e ripubblicate.
Questo fa Paola e non può che essere un piacere.
Si finisce per riscoprire pezzi di rara lucidità quali 'L'uomo di ieri' e 'Ti amerò lo stesso'.
Certo ci sono gli inediti (Il Gigante, La tua Voce) ma l'essenza sta nelle vecchie emzioni, nei ricordi spolverati.
Indiscutibile talento mai messo in discussione, che pare non temere la ruggine del tempo e che anzi conferma forza e determinazione.
Se ha voglia...lei c'è.
Tracklist:
Frontiera
L'uomo di ieri
Volo così
Ti amerò lo stesso
Il gigante
Dove colpire
Adoro i tramonti di questa stagione
Stato di calma apparente
La tua voce
Voltaire
Questa parte di mondo
Bambini
Ringrazio Dio
Lungo il fiume
Paloma negra
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| Lali Puna - Faking the Books |
Se parli di Morr Music già sai che ti ritroverai faccia a faccia con una delle più interessanti realtà discografiche europee.
Se poi parli dei Lali Puna vieni subito a contatto con quelle atmosfere soffuse ed acide che hanno fatto la fortuna del quartetto nei precedenti due lavori.
Atteso e annunciato...
Se parli di Morr Music già sai che ti ritroverai faccia a faccia con una delle più interessanti realtà discografiche europee.
Se poi parli dei Lali Puna vieni subito a contatto con quelle atmosfere soffuse ed acide che hanno fatto la fortuna del quartetto nei precedenti due lavori.
Atteso e annunciato questo terzo capitolo 'Faking the books' è forse la più chiara dimostrazione dell'evoluzione d'arrangiamento dei Nostri.
La ricerca del pop pare evidente e lascia spazio a melodiche inutuizioni a dir poco efficaci (vedi la title track e 'Micronomic')tralasciando per qualche istante la divisione elettrica più estrema.
Intendiamoci, sempre di indietronica si tratta, condita gradevolmente dagli approcci più convenzionali di chitarra e basso.
Gli amplificatori e la voce fanno un passo in avanti prendendo la mattonella dei protagonisti e affilando la ricerca sonora verso aperture alquanto rumoristiche.
Valerie pare spalmarsi sulle melodie con il suo sussurrato fascinoso e ammiccante favorendo un'ascolto decisamente più palese ma mai scontato.
Pop di pregevole fattura che convince e conferma la buona vena produttiva di quell'angolo di Germania a titolo Morr Music.
Sempre promossi!
Tracklist:
1. Faking the books
2. Call 1-800-fear
3. Micronomic
4. Small things
5. B-Movie
6. People I know
7. Grin and bear
8. Geography-5
9. Left Handed
10. Alienation
11. Crawling by numbers
La data di uscita è stata anticipata. Il disco è già nei negozi!
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| Almamegretta - Sciuogliè e Cane |
Finito il rapporto con Bmg finisce anche un ciclo per la partenpea masnada Almamegretta.
La partenza di Raiz pare portarsi dietro un solco difficilmente colmabile che lascia spazio al ritorno di volti noti come Patrizia di Fiore e Gianni Mantice.
Risulta quindi piuttosto complicato godersi questo nuovo capitolo senza accusare l'assenza...
Finito il rapporto con Bmg finisce anche un ciclo per la partenpea masnada Almamegretta.
La partenza di Raiz pare portarsi dietro un solco difficilmente colmabile che lascia spazio al ritorno di volti noti come Patrizia di Fiore e Gianni Mantice.
Risulta quindi piuttosto complicato godersi questo nuovo capitolo senza accusare l'assenza di una delle fondamenta della miscela vincente targata '90.
La nostalgia vince sui nuovi tentativi lasciando ampi spazi vuoti e lacune sparse per l'intero svolgimento delle quattordici canzoni.
Pochi restano i picchi di gradevolezza che riescono a malapena a colmare il divario: 'Sulo cu tte' con Francesco Di Bella dei 24 Grana e la suggestiva 'Verào' con la partecipazione del bravo Marco Parente.
Un disco influenzato e mediocre che altresì non nasconde la instancabile voglia di fare dei Nostri.
Non è quindi da escludere che le buone intuizioni possano ripresentarsi ai nostri affamati timpani augurando assolutamente il meglio ad una delle fondamenta dell'italica sperimentazione.
In attesa.
1. Preta d’oro
2. ‘O mare che puorte ‘ncuorpo
3. Nowhere home
4. Sulo cu tte
5. Lo stesso vento
6. El nino y la pelota
7. Polvere
8. Nun s’ave idea
9. Cinque dita
10. Murderer’s blu
11. Sciuoglie ‘e cane
12. Verào
13. The Neverland
14. Stella
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| Motel Connection - A/R Andata + Ritorno |
Sulla scia della buona risposta di pubblico e critica alle deliziose trame del precedente Santa Maradona approda questo nuovo lavoro del bravo Marco Ponti.
Chi vince? sta su!.
Stesso regista, stesso attore, stessi musicisti.
Evito di dilungarmi sul lato cinematografico del lavoro (questa volta neppure troppo riuscito...) per concentrarmi sul suono.
Fin qui...
Sulla scia della buona risposta di pubblico e critica alle deliziose trame del precedente Santa Maradona approda questo nuovo lavoro del bravo Marco Ponti.
Chi vince? sta su!.
Stesso regista, stesso attore, stessi musicisti.
Evito di dilungarmi sul lato cinematografico del lavoro (questa volta neppure troppo riuscito...) per concentrarmi sul suono.
Fin qui nulla di sconvolgente se non che il cd è doppio.
Ma andiamo con ordine:
Cd 1 - Motel Connection - Andata
Questo è quello ufficiale, quello inedito.
Sei già pronto alla cassa in quattro ed ecco le prime sorprese.
L'apertura è infatti affidata al singolo 'Queen of Sugar' che è semplicemente la cosa più distante da ciò che Samuel, Pisti e Pierfunk abbiano realizzato finora.
Chitarre acustiche, violoncelli e atmosfere che proprio non t'aspetti. L'impatto è brutale ma l'ascolto favorisce l'avvicinamento e l'approvazione (sin quasi a preferire quest'inedita accezzione).
Ben riuscita anche la partecipazione di Roberta Sammarelli (Verdena) al basso e Ninja (Subsonica) ai tamburi.
Stesso discorso per 'Waxwork' che vanta la collaborazione di Nitto e Tozzo (Linea 77) e che finisce per omaggiare vistosamente i Frusciante & soci di qualche stagione fa.
Eterogeneità espansa che però mantiene il ritmo complessivo ad ottimi livelli di godibilità confermando una ricerca d'eclettismo assolutamente efficace.
Anche la cover di 'The Power of Love' di Frankie Goes to Hollywood (tra le altre cose già proposta live nello scorso tour) risulta azzeccata con la partecipazione del buon Manuel Agnelli (afterhours) in voce, cori e wurlitzer.
Da registrare inoltre la partecipazione del Boosta (Subsonica) in 'Boosta at the Echoes Club' a riavvicinare le acidità più comuni allo stampo motel.
Nuova visione di un side-project che forse 'side' non è mai stato.
Cd 2 - AA.VV. - Ritorno
LA seconda parte dell'opera è interamente dedicata a ciò che rimane sullo sfondo.
Già con Santa Maradona si era intuita la profonda importanza di Torino all'interno degli schemi narrativi e sonori dell'intero operato.
A questo punto era inevitabile finire per tributare una ricca istantanea dell'attuale scena cittadina.
Dai Murazzi e Piazza Vittorio a la Cassetta Popular ed il Paso.
Uno spaccato di realtà diverse ma confinate sotto lo stesso cielo opaco.
Ecco quindi i Perturbazione e i Gatto Ciliegia (qui più che Torino si tratta di Rivoli), Rachid, Mao, Wah Companion, Architorti, ecc...
Istantanea mai completa che semplifica la visione esterna di una delle scene più importanti e influenti del nostro contemporaneo belpaese.
Anch'essa azzeccata ed efficace.
Un capitolo felice di interazione e rappresentazione sociale. Azzeccato.
Andata - Tracklist
1. Queen of sugar
2. Dreamer
3. Waxwork
4. Three
5. Preproduction
6. The power of love
7. Reach out
8. Reach out roots
9. Boosta at the Echoes Club
10. Hit and run
11. There was a table set out under a tree in front of the house and the march hare and the hatter were having a tea at it
Ritorno - Tracklist
1. Perturbazione - La rosa dei 20
2. Verlaine - Una speranza pallida
3. Wah Companion - Cindy 76
4. Rachid - La notte sul fiume
5. U-matic - Da nessuna parte
6. Nathalie tanner - Destino:Lyon
7. Gatto Ciliegia contro il grande freddo - Frozen Coffee
8. Doctor Jazz's Universal remedy - First Man, then machine
9. Blaugrana - Il male
10. Sur - Oblivion
11. D'n'd' - Strizzacervelli
12. The art of Zapping - Bravenewstar
13. Daybyday - Lovefailure
14. Faccia di Cane - Sixtyseven
15. Architorti - Demoloop
16. Margaret - Esprimi un desiderio
17. Cletus - Tu Godu
18. Rachid - Senza terra
19. Moivo - La mia generazione
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Bill Horton |
| Intervista con Riccardo Maffoni |
Non c'è verso. Più conosco musicisti o semplici appassionati di un certo rock di matrice americana, più mi capita di incontrare persone umilissime e con una concezione di "fare arte" che significa innanzi tutto mettere il cuore prima ancora che concepire la forma del prodotto artistico. Artigiani della musica.
Riccardo Maffoni...
Non c'è verso. Più conosco musicisti o semplici appassionati di un certo rock di matrice americana, più mi capita di incontrare persone umilissime e con una concezione di "fare arte" che significa innanzi tutto mettere il cuore prima ancora che concepire la forma del prodotto artistico. Artigiani della musica.
Riccardo Maffoni è un ventiseienne bresciano, nato in un paesino che si chiama Orzinuovi. Una delle tante piccolissime province che nella pianura che si allarga dalla Lombardia all' Emilia si contano. Province piatte e addormentate, piccoli centri dagli strani riverberi del New Jersey, luoghi che altri rocker hanno assunto come sfondo di storie piccole e grandi. "Storie di chi vince a metà", come il titolo dell'album che Riccardo ha pubblicato all'inizio del 2004 per CGD - Warner (e che trovate recensito da Allo tra i dischi di Cantiere Sonoro), un disco pieno di quella umanità fatta di uomini che scivolano tra gli alti e bassi della vita di tutti i giorni, perdendo qualcosa per ritrovare qualcos'altro...
Raccontaci come è nato questo album.
Tutte le canzoni fanno parte del materiale che ho accumulato negli ultimi tre anni. Quando siamo entrati in studio abbiamo registrato quindici brani, e tra questi ne
abbiamo scelti undici, quelli che puoi sentire sul disco. Non ho composto queste canzoni appositamente per l'album, ho solo cercato di riunire i miei pezzi in modo
che avessero un senso, che è quello che il titolo del disco riassume bene.
E' il tuo primo disco ed esce per la CGD, non male come debutto...
Con la CGD - Warner ho firmato contratto nel 2001. Avevo già registrato alcuni demo con chitarra e voce, demo che ho poi fatto ascoltare al mio attuale
discografico Marcello Balestra. Lui era presente alla mia esibizione al Premio Città di Recanati, si è mostrato interessato e da lì è cominciato tutto.
I testi delle tue canzoni rimandano a un immaginario comune a molto rock americano: perdenti che trovano una spinta per andare avanti, eroi del quotidiano, santi
e peccatori, romantici di strada col cuore infranto. Quanto c'è di autobiografico e quanto è eredità di tutta la musica che hai ascoltato?
Penso che il mio modo di scrivere non sia del tutto autobiografico. Anzi, non proprio autobiografico. Però scrivo storie che nascono da un avvenimento che ho
vissuto, attorno al quale poi io costruisco dei personaggi e un mondo intero. Magari in un testo c'è una frase precisa, una cosa che fa riferimento diretto proprio dalla
mia situazione. In definitiva posso dire che parto da qualcosa che è successo a me, e poi aggiungo e ci lavoro sopra.
Generalmete scrivo di getto, e mi è successo soprattutto in questo disco. Qui ci sono pezzi che ho composto in dieci minuti con la chitarra e la voce. La struttura
nasce in poco tempo, anche perché sono molto istintivo. Poi ci lavoro ancora. Comunque a livello di testi mi sono accorto che affiorano vicende ed eventi del mio
passato, rileggendo ciò che scrivo li comprendo meglio. Scrivere diventa una cura, una terapia. Mi aiuta.
Nascere in un paese di provincia influisce su quello che fai?
Influisce sicuramente. Quando nasci a Orzinuovi e decidi di fare il musicista non è facile. Bisogna spostarsi in città, anche se adesso la situazione sta cambiando. Forse
bisogna sbattersi di più, quello sì. Non avendo a disposizione tutto ciò che centri urbani molto attivi possono offrirti, sei costretto a lavorare maggiormente. Ti fai
meglio le ossa.
Come è stato aprire il concerto di Van Morrison?
Lui è da sempre uno dei miei preferiti. Suonare prima di lui allo Smeraldo di Milano e all' auditorium di Roma è stata un' esperienza indimenticabile. Io e lui non ci
siamo neanche presentati. Ha la fama di uno chiuso e molto scontroso, si è confermato tale. Ma io sono contentissimo così, perché la risposta del pubblico è stata
ottima.
Anche perché il tuo genere forse è quello che più si avvicina a quel pubblico...
Suonare come supporter è sempre un' incognita. L' etichetta me l'ha proposto e non ho perso l'occasione. Potevano fischiare o lamentarsi, o chi lo sa. Invece sono
stato accolto bene. Suonavo intanto che la gente entrava, ma chi c'era ascoltava e gli appalusi raccolti erano sinceri, non di circostanza.
In passato hai aperto anche per PFM e Nomadi.
Nel novembre e dicembre scorso ho seguito i Nomadi. Loro hanno ascoltato le mie canzoni, sono piaciute e hanno accettato. Una bella esperienza. Con
la PFM ho aperto un concerto nel 2000, a Lumezzane. Avevo fatto un concorso a Brescia, in un locale che si chiama "Fandango", il contatto l'ho avuto tramite il
gestore.
Sei nato nel '77 e sei cresciuto col rock di Springsteen, Dylan e Young, tutti artisti che in Italia hanno un pubblico maturo. Come è nata questa passione per il
rockblues?
Dai miei genitori. Cioè, non che mi obbligassero, però era la roba che avevo lì a portata di mano. E' difficile che un ragazzino vada in un negozio di dischi e si compri i
primi dischi di Joe Cocker, oppure gli album di Bruce. Ho cominciato da bambino e poi la mia passione è cresciuta. A quattordici anni ho avuto la mia prima chitarra
(una Fender Redondondi), e ho imparato da autodidatta.
Chi sono i musicisti che suonano con te sul disco?
Sono molti e mi sono stati suggeriti dai miei produttori. Suono da solo con la mia chitarra dal 1997, cioè da quando ho deciso di portare avanti il mio lavoro di
cantautore. Prima suonavo la chitarra in vari gruppi, hard rock, cose abbastaza tirate, tipo Led Zeppelin.
Una curiosità: nel disco citi più volte la Francia e Parigi, sei legato a questo paese?
Pensa che non ci sono mai stato. Però è vero, deve essere un caso. Anche in "Le circostanze di Napoleone". Mah, forse era per via del periodo in cui ho scritto le
canzoni: stavo ascoltando Rino Gaetano e leggevo Prévert.
Ascolti musica italiana?
La musica italiana la riscopro adesso, dopo anni di rock americano, soprattutto cantautori degli anni '70. Gaetano, come ti ho già detto e poi De André, De Gregori e
Bennato. Hanno scritto cose bellissime che non hanno nulla da invidiare a grandi americani.
E dell'invasione di gruppi che si rifanno agli anni '70: Jet, The Strokes, The Hives cosa pensi?
Mah. Da una parte questa nuova onda mi piace, dall'altra non capisco fino a che punto sia una moda, fin dove è solo posa. Tra l'altro i Jet li ho anche visti e mi sono
divertito molto. Sembravano gli Stones del periodo '68. Mi piacciono, se non è solo una mossa commerciale.
Voglio dire, ben venga il rock' n' roll... piuttosto dell' hip-hop.
Prossime date?
Sto mettendo giù qualcosa per l'estate, ma non c'è nulla di ufficiale. Intanto faccio qualche concerto acustico in piccoli locali, qui in zona.
Luca Muchetti
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| Lambchop - Aw C'Mon/ No You C'Mon |
Chissà che avrà pensato il sig. Cityslang vedendosi arrivare dal Nostro Kurt Wagner ben due dischi contemporaneamente.
Credo che, personalmente, per qualche istante avrei temuto il peggio.
Fortuna che il peggio proprio non esiste per i (circa) venti Lambchop.
Persino l'esame del doppio la vince sulla prolissità facilmente verificabile in questi casi.
E'...
Chissà che avrà pensato il sig. Cityslang vedendosi arrivare dal Nostro Kurt Wagner ben due dischi contemporaneamente.
Credo che, personalmente, per qualche istante avrei temuto il peggio.
Fortuna che il peggio proprio non esiste per i (circa) venti Lambchop.
Persino l'esame del doppio la vince sulla prolissità facilmente verificabile in questi casi.
E' la forza della leggerezza candida di un maestro della melodia come Wagner a sconfiggere qualsiasi controindicazione.
Sei strumentali su ventiquattro cesellature artigiane e raffinate dalle quali è praticamente impossibile sradicare il meglio, l'eleggibile, persi in una omogeneità compositiva vicina all'eccelso.
Lasciando perdere inutili divagazioni critiche opterei per consigliare vivamente l'ascolto di questi 'Aw C'Mon/ No You C'Mon', Punto.
Perchè spessori tali sono sempre più rari.
Perchè era da un pò che il mondo era più bello ad opera di un solo disco...
...vabbè due!
Aw C'Mon Tracklist
1. Being Tyler
2. Four Pounds In Two Days
3. Steve Mcqueen
4. Lone Official
5. Something's Going On
6. Nothing But A Blur From A Bullet Train
7. Each Time I Bring It Up It Seems To Bring You Down
8. Timothy B Schmidt
9. Women Help Create The Kind Of Men They Despise
10. I Hate Candy
11. I Haven't Heard A Word I've Said
12. Action Figure
No You C'Mon Tracklist
13. Sunrise
14. Low Ambition
15. There's Still Time
16. Nothing Adventurous Please
17. Problem
18. Shang A Dang Dang
19. About My Lighter
20. Under A Dream Of A Lie
21. Jan 24
22. Gusher
23. Listen
24. Producer
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| Phoenix - Alphabetical |
Qualche luna fa mezzo globo saltellava sulle raffinate trame di 'If i Ever Feel Better?' di uno strana band francese di nome Phoenix.
Lasciando perdere per buona parte gli Air ci troviamo per le mani il secondo capitolo discografico dei transalpini.
Pop di quello spesso, che mai rinuncia alla melodia e...
Qualche luna fa mezzo globo saltellava sulle raffinate trame di 'If i Ever Feel Better?' di uno strana band francese di nome Phoenix.
Lasciando perdere per buona parte gli Air ci troviamo per le mani il secondo capitolo discografico dei transalpini.
Pop di quello spesso, che mai rinuncia alla melodia e che con essa fa combutta di gradevolezza e solarità.
Spunti sparsi che amalgamano in una miscela più che trascinante (vedi sotto la voce 'Everything is Everything' e 'I'm an Actor') con quel cantanto un pò sofferto ed un pò sussurrato che farcisce.
Parentesi più vicine alla banalità vengono sommerse dalla indiscutibile valenza di una buona percentuale di brani (Love for Granted, Victim of the Crime) poderosi.
A metà tra il lustro-pop-franco e la tradizione pop d'oltremanica per un risultato più che mai soddisfacente e annunciato.
La leggerezza talvolta logora ma certamente sa rivelarsi essenziale.
Fighetto spettinato.
Tracklist:
Everything is Everything
Run Run Run
I'm an Actor
Love for Granted
Victim of the Crime
(You can't blame it on) Anybody
Congratulations
If it's not with you
Holdin' on Together
Alphabetical
Allo
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| Micecars - Gewgag Tunes |
Loro il disco ve lo regalano.
Questi due simpatici romani (Little P. e Peter T.) conquistano in men che non si dica una sana dose di simpatia.
Sgangherati ma non troppo farciscono un esordio da cinque capitoli di ciò che è per tradizione definito indie-qualcosa.
Che sia rock, pop o accappella è...
Loro il disco ve lo regalano.
Questi due simpatici romani (Little P. e Peter T.) conquistano in men che non si dica una sana dose di simpatia.
Sgangherati ma non troppo farciscono un esordio da cinque capitoli di ciò che è per tradizione definito indie-qualcosa.
Che sia rock, pop o accappella è poco rilevante se si considera l'innata propensione alla melodica ricerca dei due.
Soluzione decisamente trascinante che convince in poco più di un ascolto, riportando alla mente quei paladini di genere mai dimenticati (dai Pixies ai Grandaddy, in sù e in giù).
Impossibile non ritrovarsi a canticchiarsi le trame dei due (Broken Shoulders è letale) mentre optiamo per l'ennesimo 'repeat'.
E' quell'effetto che proprio ai paladini sopracitati è legato e che immancabilemente finisce per riintrappolare per settimane intere.
C'è chi la chiamerà dipendenza ma io mi diverto nel continuare a considerarla unica e sana voglia di rock...
...o pop?
Tracklist:
1. Clap Your Hands In The Air
2. Nihil Is The Quest
3. Hulk Hogan (Torch Song)
4. Broken Shoulders
5. Americans
Il cd lo trovate in mp3 sul sito www.micecars.org
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| Mirsie - El Santo |
Sti cazzi!
Hai voglia di un bello schiaffo Stoner da far rizzare le antenne?
John Garcia e Josh Homme te li sogni pure di notte?
Bè, ascolta i Mirsie.
Sberleffi di hard'n'blues memorabili immersi in una soluzione psichedelicamente saporita.
La genuinità si fa credo mentre i Nostri macinano potenza su potenza.
Otto sono i brani...
Sti cazzi!
Hai voglia di un bello schiaffo Stoner da far rizzare le antenne?
John Garcia e Josh Homme te li sogni pure di notte?
Bè, ascolta i Mirsie.
Sberleffi di hard'n'blues memorabili immersi in una soluzione psichedelicamente saporita.
La genuinità si fa credo mentre i Nostri macinano potenza su potenza.
Otto sono i brani e tanta è la voglia di fare dei quattro che meritatamente ritagliano il loro spazietto nell'attuale panorama italico.
'Boots (The Original Wave)' dopo due ascolti è già un inno.
Il resto è semplice adrenalina.
Oggi ho voglia di adrenalina...
Quindi...Baby Baby c'mon will you shake that rock 'n' roll?
Tracklist:
1. Poke
2. Boots (The Original Wave)
3. Happy Ending Love
4. Everyday
5. White and Conventional
6. I Like Your Ass
7. Ko!
8. Oh... Well... Yeah...
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| Contagi#1 - Percorsi tra narrativa e musica |
L'applauso è doveroso per una proposta quantomai essenziale in una nazione di cantautori o tali.
Secondo appuntamento (dopo il volumeo 'Il tuffatore' dedicato a Flavio Giurato) per una collana che pare voler crescere in breve tempo (vedi la terza uscita tra le news in homepage).
Uno studio argomentato sull'incontro diretto con...
L'applauso è doveroso per una proposta quantomai essenziale in una nazione di cantautori o tali.
Secondo appuntamento (dopo il volumeo 'Il tuffatore' dedicato a Flavio Giurato) per una collana che pare voler crescere in breve tempo (vedi la terza uscita tra le news in homepage).
Uno studio argomentato sull'incontro diretto con i portavoce indiscussi dell'attuale e non scrivere in musica italiano: Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Eugenio Finardi, Ivano Fossati, Enzo jannacci, Pacifico, Manuel Agnelli, Cisco, Roberto Vecchioni, Cristina Donà, Cristiano Godano solo per citarne alcuni della succulenta scaletta proposta.
Testimonianze, aneddoti ed intimismo per spiegare ciò che una nazione può proporre: dal Faber agli Afterhours, da Claudio Lolli ai Marlene Kuntz.
Eterogenea ma non gravida di eccessivo, la lettura scorre liscia ed intrigante ad opera di alcune tra le migliori penne del settore.
Da registrare il bel saggio d'apertura del bravo Aldo Nove.
Bisognerebbe semplicemente imparare a tener presente che anche i nostri giorni sono gonfi di lodevoli maestri della parola...
...scritta o cantata che sia.
In allegato il cd acustico con:
Massimo Bubola - LEI IRRADIA LUCE (inedita)
La Crus - NAVIGANTI (rarities)
Cesare Basile - IN CODA (versione inedita)
Charlie Cinelli - L'UDUR DEL FÈ (rarities)
Cristina Donà - IN FONDO AL MARE (rarities, versione live)
Claudio Lolli - ANALFABETIZZAZIONE (versione inedita)
Flavio Giurato - ORBETELLO/ORBETELLO ALI E NOMI (live, inedito)
Manuel Agnelli - PELLE (live acustico, inedito)
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| Julie's Haircut - Marmalade Ep |
Ep espanso per la nuova pubblicazione dei Julie's Haircut in casa Homesleep (la terza) che trova epicentro nel brano 'Marmalade' estratto dall'ultimo 'Adult Situations'.
L'idea è certamente azzeccata: arricchire la pubblicazione con rivisitazioni di brani dei sopracitati ad opera di una buona cheira di amici-colleghi.
Ecco quindi gli Amari metter le...
Ep espanso per la nuova pubblicazione dei Julie's Haircut in casa Homesleep (la terza) che trova epicentro nel brano 'Marmalade' estratto dall'ultimo 'Adult Situations'.
L'idea è certamente azzeccata: arricchire la pubblicazione con rivisitazioni di brani dei sopracitati ad opera di una buona cheira di amici-colleghi.
Ecco quindi gli Amari metter le mani sulla title track, i Giardini di Mirò su 'the big addiction' e così via per le otto tracce che seguono l'originale e un breve inedito.
Lo spessore è pressochè altalenante e trova picchi alterni nelle rivisitazioni dei soffusi Giardini e di Dj Cecc.
Il resto è un pò scadente ed un pò accettabile, al variare dei manipolatori.
Svolgimento riuscito solo per metà che non la vince sulla prescindibilità di sostanza.
Mah!
tracklist:
01 marmalade
02 stoned at the movies
03 amarmalade (amari rework)
04 in the air tonight (starkeepah rmx)
05 the big addiction (we are the new old re:mix by gdm)
06 fear don't live here anymore (dj cecc rmx)
07 marmalade (negroni taste dept rmx)
08 electric 80 (astigmatic orchestra remix)
09 fear don't live here anymore (a034 rmx)
10 the big addiction (burnt people rework by mike tenerife)
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| Zu & Spaceways inc. - Radiale |
Credo che gli Zu siano una delle realta più erroneamente non-considerate dalla nostra opaca penisola.
Si!
Perchè non possono restare nell'anonimato questi tre ragazzi romani: dopo che hanno girato il mondo il lungo ed in largo con alcuni tra i massimi esponenti della scena rock/jazz mondiale (Karate, Guy Picciotto - ex...
Credo che gli Zu siano una delle realta più erroneamente non-considerate dalla nostra opaca penisola.
Si!
Perchè non possono restare nell'anonimato questi tre ragazzi romani: dopo che hanno girato il mondo il lungo ed in largo con alcuni tra i massimi esponenti della scena rock/jazz mondiale (Karate, Guy Picciotto - ex Fugazi, Steve Albini, ecc...) e sono stati messi sotto contratto quale prima band europea del catalogo Atavistic di Chicago (distribuzione Touch & Go).
Curriculum impressionante che rivela la solita scarsa attenzione alle risorse intra-confine dei nostri abili addetti ai lavori.
Ma parliamo del disco...
Questo 'Radiale' documenta una sorta di battaglia tra i due terzetti Zu e Spaceways inc..
Ring farcito a colpi di tecnicismi jazz e deflagrazioni noise sotto l'attento arbitro Bob Waston (Shellac).
Due sono le riprese, una a nome Zu (primi 6 pezzi) ed una a tributante alle radici storiche di funk e freejazz.
La gara non esiste, bensì si tratta di una sola formazione che proprio non ne vuol sapere di starsene tranquilla e...
...di smettere di stupirci.
Tracklist:
ZU QUARTET
1. Canicola
2. Thanatocracy
3. Vegetalista
4. Pharmakon
SPACEWAYS INC + ZU SEXTET
5. Trash A Go-Go
6. Theme De Yoyo
7. You And Your Folks, Me And My Folks
8. We Travel The Spaceways/Space Is The Place
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| [Special] - Teen Spirit |
Sarà capitato anche a voi di scorgerli incastrati tra qualche scaffale di dischi.
Si chiamano Teen Spirit e sono una brillante trovata della piccola casa editrice Arcana.
L'idea in sè racchiude la (sacrosanta!) necessità di trovare documentazione su chi è già là, nell'olimpo del successo, ma che nel nostro pigro...
Sarà capitato anche a voi di scorgerli incastrati tra qualche scaffale di dischi.
Si chiamano Teen Spirit e sono una brillante trovata della piccola casa editrice Arcana.
L'idea in sè racchiude la (sacrosanta!) necessità di trovare documentazione su chi è già là, nell'olimpo del successo, ma che nel nostro pigro paese fatica a trovare la doverosa attenzione.
Sto parlando di un agile percorso tra le storie dei nostri beniamini Strokes, Air, Massive Attack, Belle & Sebastian, Sigur Ròs, solo per citarne alcuni.
Ecco quindi che ci si ritrova per le mani una simpatica schiera di volumetti da centododici pagine l'uno nei quali l'obiettivo e documentare ciò che è difficilmente reperibile nell'italica tradizione d'edizioni: dal garage agli stadi è bello seguire le vicissitudini biografiche dei dischi che stanno sulle nostre scrivanie.
Così scopri come sono spuntati fuori i Coldplay o Pj Harvey, l'infanzia dei fratellini White prima di presentarsi al al mondo come White Stripes e così via.
Oltre alla biografia, vengono puntigliosamente annotate interviste, concerti e discografie fornendo una panoramica abbastanza precisa dell'artista o della band in questione.
Lo sguardo è talvolta nostalgico e talvolta fiducioso al variare di protagonisti e firme.
Ogni volume è a firma di celebri, e non, esponenti del panorama giornalistico specializzato sottolineando la precisione degli intenti mista alla voglia di avvicinare i più giovani ad un panorama un pò più nascosto, meno esposto, ma comunque a loro contemporaneo.
La scelta ricade quindi sul titolo della collana che rischia erroneamente di celare la serietà di un progetto quantomai doveroso in una nazione che per tradizione fatica a scavare oltre alla mediocre superficie da classifica.
Unica proposta poco condivisibile è l'apertura della Teen Spirit (nel momento di lancio, promozione, ecc...) con nomi a dir poco sopra lo standard di notorietà (vedi Coldplay, Foo Fighters e Rhcp) per l'intento che la collana andava a proporsi (mira poi sistematasi con le uscite sucessive...).
Questo è quello che succede nel rock e pop (di spessore...) a noi contemporanei!
Bene o male la storia la si continua a scrivere, anche con un solo disco (o due! - vedi Strokes e Coldplay)...
...e per raccontare la storia ci vogliono i libri!
I volumi sono reperibili in libreria e nei negozi di dischi a sette euro cadauno.
ecco i diciavvone volumi ad oggi pubblicati:
1- "Foo Fighters" di Paolo Martinelli, euro 7,00, p. 110, isbn: 88-7966-293-7
2- "Coldplay" di J. Chiapparini e G. Susanna, euro 7,00, p. 112, isbn: 88-7966-292-9
3- "Red Hot Chili Peppers" di Aurelio Pasini, euro 7,00, p. 112, isbn: 88-7966-303-8
4- "Massive Attack" di Emiliano Coraretti, euro 7,00, p. 112, isbn: 88-7966-305-4
5- "White Stripes" di Simona Siri, euro 7,00, p. 112, isbn: 88-7966- 333-X
6- "RadioHead" di Alessandro Besselva Averame, euro 7,00, p. 111, isbn: 88-7966-302-X
7- "Air" di Marco Di Marco, euro 7,00, p. 113, isbn: 88-7966-332-1
8- "Chemical Brothers" di Chiara Ferrari, euro 7,00, p. 112, isbn: 88-7966-327-5
9- "Placebo" di Silvia Giagnoni, euro 7,00, p. 112, isbn: 88-7966-336-4
10- "La Scena Ska Italiana" di Yari Selvetella, euro 7,00, p. 112, isbn: 88-7966-329-1
11- "Sigur Ros" di Maurizio Marino, euro 7,00, p. 111, isbn: 88-7966-313-5
12- "The Strokes" di Fabio De Luca, euro 7,00, p. 112, isbn: 88-7966-339-9
13- "Belle & Sebastian" di Carlo Bordone, euro 7,00, p. 112, isbn: 88-7966-341-0
14- "PJ Harvey" di Elisa Manisco, euro 7,00, p. 112, isbn: 88-7966-352-6
15- "Lenny Kravitz" di Davide Caprelli, euro 7,00, p. 112, Isbn: 88-7966-351-8
16- "Ani Di Franco" di Rossella Bottone e Annalisa Cuzzocrea, euro 7,00, p. 110, isbn: 88-7966-353-4
17- "Queens of the Stone Age" di Roberto Calabrò, euro 7,00, p. 112, isbn: 88-7966-355-0
18- "Beck" di Gianluca Ongaro, euro 7,00, p. 112, isbn: 88-7966-326-7
19- "Badly Drawn Boy" di Alessandro Besselva Averame, euro 7,00, p. 110, isbn: 88-7966-340-2
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| AA.VV. - Playing the indie game |
Se ne parlava già da un pò di questa compilazione a firma Suiteside.
L'idea gira attorno allo spassoso utilizzo di strumenti giocattolo tralasciando quasi pienamente la tradizionale propensione al virtuosismo.
Più o meno celebri gli interventi (in buona parte extraconfine) per una quantomai godibile successione di sgangherate ma giocose melodie.
Spiccano gli...
Se ne parlava già da un pò di questa compilazione a firma Suiteside.
L'idea gira attorno allo spassoso utilizzo di strumenti giocattolo tralasciando quasi pienamente la tradizionale propensione al virtuosismo.
Più o meno celebri gli interventi (in buona parte extraconfine) per una quantomai godibile successione di sgangherate ma giocose melodie.
Spiccano gli interventi firmati da Brave Captain (Martin Carr) e John.Wayne.shot.me che fondono abilmente lo-fi e consistenza pop.
Per quanto riguarda il nostro bel stivale ecco le apparizioni di Pecksniff, Morose e Lo-fi Sucks! che per nulla sfigurano tra le ben più quotate note straniere (da Parigi all'australia...).
Una ottima raccolta quindi, ad opera di una delle più interessanti etichette del panorama indipendente nazionale.
Gradevole e mai scontata conquista repeat su repeat, divertendo ad ogni colpo di ludica semplicità.
Tutto da giocarsi il divertente booklet che ospita un gioco dell'oca versione indie assolutamente da non perdere...
...Buon divertimento!
Tracklist:
1. Brave Captain - The Little Girl Who Waves at Trains
2. Wilfried* - I Made Love with Pussy Galore
3. Anorak - Microphone
4. Mantler - Shadows and Counterparts
5. King of Woolworths - Dog Cat Game
6. John.Wayne.Shot.Me - A Song about Fishing
7. Morose - How I Killed Leonard Cohen
8. Pecksniff - I'm a Sailor
9. No Through Road - The Singing Donkey
10. Blimey! - Sexy
11. Lo-fi sucks! - Cookie Jar
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| Baustelle - Arriva lo ye ye Ep |
Gli avrete visti nel tunnel candido del nuovo video di questa 'Arriva lo ye ye', non c'è dubbio.
Bè loro sono i Baustelle.
Questo è il nuovo ep che segue l'uscita del quantomai apprezzato 'La moda del lento' e dal quale è estratto il brano in questione.
Quattro sono le parentesi, tre...
Gli avrete visti nel tunnel candido del nuovo video di questa 'Arriva lo ye ye', non c'è dubbio.
Bè loro sono i Baustelle.
Questo è il nuovo ep che segue l'uscita del quantomai apprezzato 'La moda del lento' e dal quale è estratto il brano in questione.
Quattro sono le parentesi, tre delle quali rivisitazioni del brano da parte di ospiti e pseudonimi.
Si parte con la lieve acidità '80 prodotta dai synth dei Delta V che onestamente non colpisce per originalità e inventiva.
Spazio quindi alla versione album ed a una riarrangiata veste electro-pop a firma Fabrizio Massara (tastierista degli stessi baustelle).
L'inedito 'I ragazzi venuti dallo spazio' è invece stato ripescato tra delle vecchie registrazioni della band (1997).
Risultato quindi altalenante che comunque raggiunge agilemte la promozione solo per lo splendore pop della title track (originale!)...
...nuove forme di ye ye!
Tracklist:
1.Arriva lo ye-ye (Delta V mix)
2.Arriva lo ye-ye (Album version)
3.Arriva lo ye-ye (Fab::ulous Bedroom mix)
4.I ragazzi venuti dallo spazio (1997 Lo-fi demo)
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| CAPAREZZA |
Caparezza è convinto che la musica sia solo uno slancio creativo, i valori aggiunti
non gli interessano per niente.
Per Caparezza la musica non ha bisogno di dogmi, sette, massonerie ed altre menate che servono solo a fissare dei paletti. Quei paletti, secondo Caparezza ve li dovete ficcare nel culo uno...
Caparezza è convinto che la musica sia solo uno slancio creativo, i valori aggiunti
non gli interessano per niente.
Per Caparezza la musica non ha bisogno di dogmi, sette, massonerie ed altre menate che servono solo a fissare dei paletti. Quei paletti, secondo Caparezza ve li dovete ficcare nel culo uno per uno.
La musica di Caparezza si chiama “Suppomusica”, proprio perché parte dal concetto dei paletti di cui sopra.
La prima volta che Caparezza ha visto delle persone vestite tutte nella stessa maniera è stato al C.A.R. di Taranto e non ha avuto una bella impressione.
Caparezza sostiene che “Essere diversi significa essere se stessi e, a volte, essere se stessi significa non essere altri”, altresì è convinto che “La cultura non è ciò che sai ma ciò che fai di ciò che sai”
E che “Frank Zappa è un figo”.
Caparezza vi vede come teste pensanti, ecco perché rifiuta l’idea che 1+1+1 faccia 3. Egli sostiene piuttosto che 1+1+1 faccia 1+1+1.
Caparezza ai fan preferisce i simpatizzanti, perché i fan, con le loro aspettative, tendono a fissare
i soliti paletti. E Caparezza, quando vede dei paletti, viene preso da un irrefrenabile desiderio.
Caparezza preferisce Woody Allen allo Stallone di turno, perché Woody Allen è un figo.
Caparezza fa parte della categoria “disoccupati con l’alibi dell’arte”, posta tra “disoccupati con l’alibi della laurea” e “disoccupati con l’alibi di aver sposato un calciatore”.
Caparezza ritiene che ci siano 3 modi per diventare stupidi: “prendersi troppo sul serio”, “prendere troppo sul serio” e “prenderlo troppo sul serio”.
Caparezza è convinto che anche un cretino può recensirlo in internet, lui compreso.
Qualunque sia la generazione di Caparezza, lui viene da un’altra.
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GLove |
| NIDI D'ARAC |
NIDI D’ARAC (Alessandro Coppola, Marco Viale, Caterina Quaranta, Mauro Gregori), gruppo tra i più propositivi nel panorama di quella nuova tendenza musicale che, contaminando la tradizione popolare con le nuove tecnologie sulla base di ritmi comuni, sta diventando un autentico fenomeno culturale. Al centro della loro poetica musicale sono il...
NIDI D’ARAC (Alessandro Coppola, Marco Viale, Caterina Quaranta, Mauro Gregori), gruppo tra i più propositivi nel panorama di quella nuova tendenza musicale che, contaminando la tradizione popolare con le nuove tecnologie sulla base di ritmi comuni, sta diventando un autentico fenomeno culturale. Al centro della loro poetica musicale sono il morso della tarantola – il mitico ragno che fa ballare- e la forza terapeutica e liberatoria che solo la musica può offrire.
Leader del gruppo, che ha base a Roma – città in cui le nuove espressioni musicali si incontrano, si fondono e traggono nuovo slancio - è un musicista leccese tra i più creativi e determinati, Alessandro Coppola, appassionato conoscitore delle tradizioni musicali del Salento e, allo stesso tempo, grazie anche all’incontro con il manipolatore di suoni Marco Viale, loro innovatore nel riportarle ad una realtà metropolitana fatta di circuiti integrati, ritmi trance, jungle ed elaborazioni digitali.
I loro concerti sono assimilabili ai rave: la partitura antica è quella della pizzica tarantata, il ritmo è quello ugualmente estraniante del caos metropolitano di fine secolo.
Del resto la musica del gruppo salentino, che si affaccia sul futuro con sensibilità sud- orientale e consapevolezza occidentale, nasce proprio dal cortocircuito sperimentale e sempre sorprendente fra calore viscerale della tradizione ed elettriche accelerazioni della modernità, fra la pizzica tarantata (emblema di radici culturali vissute con la profondità della memoria collettiva) e le euritmie delle avanguardie del nuovo millennio: breakbeat, trip hop, drum & bass.
Il loro esordio discografico "FIGLI D’ANNIBALE", colonna sonora del film omonimo per la regia di Davide Ferrario, con Diego Abatantuono e Silvio Orlando, è stato subito un successo di pubblico e critica, a cui ha fatto seguito il mini cd "MMACARIE", uscito abbinato ad un libro (MILLELIRE di Stampa Alternativa) in cui si affrontava il fenomeno musicale legato al tarantismo e alla nuova musica etnica italiana. Il loro ultimo lavoro, dal titolo "RONDE NOE – microchips sulla terra del rimorso", è invece un viaggio che partendo dal Salento tocca l’Albania e il Medioriente, accompagnato da sonorità e ritmi che vanno dal break beat al trip hop, dal drum & bass ad una sorta di pizzica tarantata tecnologica, dalle liriche popolari al ragga salentino.
Già protagonisti a fianco di Teresa De Sio del progetto discografico e live "LA NOTTE DEL DIO CHE BALLA", ospiti e finalisti dell’ultima edizione del premio Tenco, gruppo spalla di Robert Plant in occasione del concerto romano dell’artista, ospiti nella scorsa edizione della Notte della Taranta per l’apertura del concerto di Joe Zawinul, coautori di "MUSICA ‘E SCANTINATO" con Enzo Avitabile e Mory Kante ("Mane e Mane", 1999), Dal Salento al Portogallo a Capoverde, i Nidi d’Arac hanno magicamente esportato, in occasione del festival "Sete sois sete luas", ritmi di pizzica tarantata e liriche salentine.
Novembre 2001: "Tarantualae"
"Oltre ad essere un cd, "Tarantulae", la cui dizione fonetica in latino, salentino, inglese è la stessa, è una nuova espressione artistica universale che, grazie alle sue caratteristiche tipiche
della modernità, potrebbe portare la cultura popolare salentino mediterranea ad essere riconosciuta tra le più antiche ed affascinanti culture etniche del Villaggio Globale."
Con tamburello, flauto, violino,violonello, batteria, campionatore, groove box, danze, performances e video-istallazioni, i Nidi D’ Arac continueranno a dar vita al loro spettacolo che, come vuole la cultura della trance, sconfina in forme rituali collettive, veri e propri "riti tribali" per il terzo millennio.
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| ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO |
Il futuro del rock’n’roll? L’Orchestra di Piazza Vittorio. È una possibilità, non uno scherzo: 15 musicisti, 11 paesi, 3 continenti, 8 lingue, e un solo direttore, Mario Tronco (Avion Travel) che, insieme al gruppo di Apollo 11, l’ha tirata su a partire da un sogno di suoni e integrazione nato...
Il futuro del rock’n’roll? L’Orchestra di Piazza Vittorio. È una possibilità, non uno scherzo: 15 musicisti, 11 paesi, 3 continenti, 8 lingue, e un solo direttore, Mario Tronco (Avion Travel) che, insieme al gruppo di Apollo 11, l’ha tirata su a partire da un sogno di suoni e integrazione nato in un quartiere di immigrati. Musica che fa battere il tempo a chiunque, capace di catturare ogni gamma di orecchio, dal più raffinato al più distratto.
Musica da canticchiare, da ballare, da gustare in santa pace. Blues, jazz, etnoworld? India, Africa, Latinoamerica? Tutto questo e niente di tutto questo. Una Babele che, dopo la punizione divina, si è organizzata. Un ensemble pieno di frontmen capace di far scrivere di sé dal musicologo, al sociologo, al giornalista di costume.
L’Orchestra di Piazza Vittorio è un “prodotto” senza target, è il vero pop, o meglio quello che il pop era una volta. Pop come si disse dei Beatles nei lontani anni ’60. Qualità e democrazia.
L’Orchestra di Piazza Vittorio è il modello di un mondo possibile e migliore nelle orecchie: un mondo pieno di diversità in cui però i Caschi Blu timbrano il cartellino e muoiono di noia. Mario Tronco (Italia, Direttore Artistico) Houcine Ataa (Tunisia, voce) Rahis Bahrti/Amrit Hussain (India, tabla) Mohammed Bilal (India, armonium, castagnette, voce) Peppe D’Argenzio (Italia, sax) Omar Lopez Valle (Cuba, tromba) John Maida (Stati Uniti, violino) Abdel Majid Karam (Marocco, violino Andaluso, gambrì) Gaia Orsoni (Italia, viola) Carlos Paz (Ecuador, flauto andino, chitarra, voce) Giuseppe Pecorelli (Italia, contrabasso) Eszter Nagypal (Ungheria, violoncello) Raul Scebba (Argentina, percussioni) Marian Serban (Romania, cymbalon) El Hadji Yeri Samb (Senegal, percussioni).
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| EGONAUTA |
Il gruppo si forma nell’estate 2003, i componenti tutti derivanti da esperienze precedenti. La formazione è composta da quattro elementi: basso, batteria e due chitarre.
L’attitudine è prettamente strumentale, quando presente la voce diventa quinto strumento aggiunto.
L’esperienza creativa è circoscrivibile alla ormai ampissima definizione che la parola ‘rock’ incarna.
Giulio Cipelletti...
Il gruppo si forma nell’estate 2003, i componenti tutti derivanti da esperienze precedenti. La formazione è composta da quattro elementi: basso, batteria e due chitarre.
L’attitudine è prettamente strumentale, quando presente la voce diventa quinto strumento aggiunto.
L’esperienza creativa è circoscrivibile alla ormai ampissima definizione che la parola ‘rock’ incarna.
Giulio Cipelletti (basso), nato il 18/02/82.
Tiziano Colombi (batteria), nato il 21/07/80.
Alan Geroldi (chitarra), nato il 16/07/75.
Matteo Molardi (chitarra), nato il 27/04/80.
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| Mistonocivo - Edgar |
Per i più attenti i Mistonocivo non saranno certamente una novità.
Non è difficile aver ancora nelle orecchie il trascinante 'blackout' di qualche stagione fa.
Nuovo esempio di involuzione da major ad indipendente (per progetti di questo tipo - rock e derivati - si può anche chiamare salvezza).
Rieccoli quindi, con...
Per i più attenti i Mistonocivo non saranno certamente una novità.
Non è difficile aver ancora nelle orecchie il trascinante 'blackout' di qualche stagione fa.
Nuovo esempio di involuzione da major ad indipendente (per progetti di questo tipo - rock e derivati - si può anche chiamare salvezza).
Rieccoli quindi, con il nuovo 'Edgar'.
L'esplosività pare rimaner immutata nella ricerca di una perenne spinta rock di certo ben concepita (vedi la produzione artistica di Enrique Gonzales Muller - già Deftones e Jason Newsted).
Il talento non è quindi in discussione: ottime le doti vocali di Cristiano che mantiene assolutamente il passo dei buoni intrecci strumentali.
L'approccio metallico segue comunque una parallela visione pop d'insieme che altro non aiuta se non in fase di ricerca melodica.
Godibile è il risultato se non per varie lacune sparse tra le quali emerge una derivazione oltreoceanica talvolta esasperata.
La caratterizzazione è quindi la via da perseguire maggiormente per un potenziale che NON deve finir sprecato...
...a presto!
Tracklist:
1) Christ
2) Zona rossa
3) Circling
4) Error
5) Insonnia
6) California
7) Placenta
8) Reverse
9) 7
10) In una foto
Allo
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| Melissa Auf Der Maur - Auf Der Maur |
Direi che ho fatto bene ad aspettare qualche tempo prima di scrivere di questo debutto della fascinosa bassista dai riccioli rossi.
Perchè è un disco quantomai diretto, ma richiede una buona lista di attenti e concentrati ascolti prima di poter rivelarsi nella sua cruda freschezza.
E' così che un -medio-basso- di...
Direi che ho fatto bene ad aspettare qualche tempo prima di scrivere di questo debutto della fascinosa bassista dai riccioli rossi.
Perchè è un disco quantomai diretto, ma richiede una buona lista di attenti e concentrati ascolti prima di poter rivelarsi nella sua cruda freschezza.
E' così che un -medio-basso- di un mesetto fa si rigira a considerazioni quantomai positive.
C'è un punto di svolta, un epicentro, dal quale le canzoni ti ritrovi a canticchiarle.
A quel punto le hai assimilate, ne puoi parlare!
A parte gli scherzi il disco in questione merita certamente attenzione rivelando un talento troppo spesso celato da volti più carismatici (Corgan e Love).
La rivincita di Melissa si srotola in una quantomai efficace sequenza di buone composizioni tra le quali spiccano vigorosi i singoli 'Real a lie' e 'Followed the Waves'.
L'omogeneità si scompone tra riferimenti ai vecchi progetti senza mai scadere nel tributo autoreferenziale ma mantenedo il complessivo fluire su lande talvolta superiori.
Inaspettato!
Tracklist
1. Lightning Is My Girl
2. Followed The Waves
3. Real A Lie
4. Head Unbound
5. Taste You
6. I'll Be Anything You Want
7. Beast Of Honor
8. My Foggy Notion
9. Would If i Could
10. Overpower Thee
11. Skin Receiver
12. I Need I Want I Will
Allo
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Guido |
| Il Mondo dell'Illusione - Yoshi |
Apri alla musica una porta!! se ti stai apprestando ad ascoltare il lavoro di Yoshi aka Tormento è meglio che ti prepari con tutte le porte aperte. Io e il dottor Gatti abbiamo fatto così e siamo felici di poter parlare bene di questo lavoro che lascia poco spazio ai...
Apri alla musica una porta!! se ti stai apprestando ad ascoltare il lavoro di Yoshi aka Tormento è meglio che ti prepari con tutte le porte aperte. Io e il dottor Gatti abbiamo fatto così e siamo felici di poter parlare bene di questo lavoro che lascia poco spazio ai ricordi di quell'MC belloccio e piacente che faceva rimbalzare la testa di gran parte delle sciampiste italiane. Ho sempre nutrito una certa stima verso Tormento e, ancora di più, verso i suoi feat "camuffato" da Yoshi. Questo lavoro conferma quanto sia cronico l'indubbio stile dell'MC in questione.
Come dicevo, non ho ascoltato il disco da solo; il dottor Gatti dice:"Tredici tracce per Yoshi Torenaga aka Tormento nel suo nuovo LP: "Il mondo dell'illusione" previsto inizialmente per Gennaio 04, ma uscito solo un mese fa, distribuito da Self e prodotto da quelli di Antibemusic. Tredici tracce, dicevo, anche se l'ultimo pezzo dura ben diciannove minuti in quanto composto da più canzoni (compreso l'unico featuring di Ibbanez) e diversi intermezzi.
Interessante il viaggio nei pensieri del MC che stupisce per le sue liriche zeppe di contenuti introspettivi, a volte un pò contraddittori, ma godibili e spunti di attualità che ho trovato piacevoli. Il tutto si lascia comunque ascoltare volentieri anche spegnendo il cervello, merito dei beats confezionati dallo stesso Yoshi che dimostra di trovarsi a suo agio nella nuova veste di produttore; i samples sono ricercati e godibilissimi con pezzi di batteria e chitarra che dovrebbero essere suonati live nel prossimo tour, a mio parere.
In definitiva un buon lavoro che merita di essere acquistato originale dal vostro negoziante di fiducia (come abbiamo fatto noi!!) grazie anche al suo prezzo popolare; non dovrebbe superare i quindici euro, (giuro che adesso scendo in negozio a comprarlo visto che ne abbiamo uno in due). Se questa è la strada per il rinnovamento del hip hop italiano facciamo spazio a Yoshi. Bella lì!". Questo è il Gatti pensiero che condivido in toto, il disco di Yoshi è proprio bello anche se mi sarebbe piaciuto sentire più feat, magari trovare quel grande maestro di cerimonia che è ESA, mi sarebbe piaciuto qualche dito puntato in più, verso a questa scena Hip Hop impegnata a crogiolarsi nell'illusione a stelle e strisce.
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Allo |
| Non Voglio che Clara - caffè cortina |
chi l'avrebbe mai detto che il risveglio della canzone d'autore a firma tricolore sarebbe stato tanto prolifico e qualitativamente sorridente?
E' questo il giro dei delicatissimi Non voglio che Clara.
Pop d'autore cesellato in trame d'orchestrale melodia e soffuse escursioni piano-voce.
C'è talento quindi tra questi quattro pezzi a metà tra derive...
chi l'avrebbe mai detto che il risveglio della canzone d'autore a firma tricolore sarebbe stato tanto prolifico e qualitativamente sorridente?
E' questo il giro dei delicatissimi Non voglio che Clara.
Pop d'autore cesellato in trame d'orchestrale melodia e soffuse escursioni piano-voce.
C'è talento quindi tra questi quattro pezzi a metà tra derive d'italica tradizione e melodiche aperture d'oltremanica.
Di livello anche la lavorazione lirica ad opera del bravo Fabio De Min che dimostra sensibilità e attenzione a tematiche fatte di quotidianità e intimismo.
Punto di forza per i quattro veneti anche la sorprendente somiglianza vocale con quel nuovo capostipite di movimento che di cognome fa Parente.
Davvero una bella scoperta che merita quindi le giuste, fumose considerazioni.
Tracklist:
1. Quello con la telecamera
2. I piani per il sabato sera
3. Le paure
4. Se ti senti sola
Allo
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Allo |
| Boosta - Iconoclash: custom built num.80 |
L'assaggio di qualche tempo fa rispetto al singolo di Rock'n'roll robot si concretizza nella pubblicazione di questo album.
Non mi dilungo nel rispiegare l'intento del progetto (rimando alla recensione passata) ma bensì mi soffermo a scavarne i contenuti.
Nove pezzi più due inediti (assolutamente No Copyright) ripescati dalle memorie peninsulari di un...
L'assaggio di qualche tempo fa rispetto al singolo di Rock'n'roll robot si concretizza nella pubblicazione di questo album.
Non mi dilungo nel rispiegare l'intento del progetto (rimando alla recensione passata) ma bensì mi soffermo a scavarne i contenuti.
Nove pezzi più due inediti (assolutamente No Copyright) ripescati dalle memorie peninsulari di un paio di decenni fa.
Ecco quindi Garbo, Camerini, Gazebo, Righeira, Cattaneo, Ryan Paris, P.Lion e Fortis concedersi (alcuni riregistrando altri prestando le versioni originali)per le divertenti e attuali rivisitazioni del Boosta.
Da 'I like chopin' a 'A berlino...va bene' passando per 'L'estate sta finendo' e la intramontabile 'Dolcevita' il tema è l'esperimento, il tentativo a tutti dichiarato.
Anche gli inediti (nascosti rispettivamente a traccia 46 e 66) celano sorprese come la simpatica dichiarazione di intenti futuri per il progetto Iconoclash.
Che il gioco sia riuscito?
Tracklist:
1. Intro (english)
2. I Like Chopin
3. Rock 'n' Roll Robot
4. A Berlino ... Va Bene
5. Coffee Break
6. L'estate Sta Finendo
7. Dolcevita
8. Milano E Vincenzo
9. Masterpiece
10. Happy Children
11. Polisex
12. Outro
46. The Expired One
66. Landscape
Allo
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Allo |
| Morgan - Il suono della vanità |
Chi più adatto ad una colonna sonora di questo tipo?
A metà tra artificio sintetico e orchestrazione elettrica ecco le trame che Alex Infascelli ha messo a tappeto del suo nuovo 'Il siero della vanità' (Ndr - deludente visto anche il soggetto a firma Ammaniti).
Venti frammenti tributanti le atmosfere di...
Chi più adatto ad una colonna sonora di questo tipo?
A metà tra artificio sintetico e orchestrazione elettrica ecco le trame che Alex Infascelli ha messo a tappeto del suo nuovo 'Il siero della vanità' (Ndr - deludente visto anche il soggetto a firma Ammaniti).
Venti frammenti tributanti le atmosfere di thriller legati alla memoria (sempre di Argento si tratta...), alternati a briciole di dialoghi tratti dalla pellicola stessa.
Le atmosfere cavalcano situazioni legate alla trama della sceneggiatura e scandiscono nell'oscurità il ritmo della vicenda.
Riferimenti colti confermano le virtù del bravo Marco che furbescamente fa tesoro di ciò che il passato insegna (compresi i synth monofonici per l'effettistica).
Unica sorpresina il bell'inedito posto in chiusura (e sui titoli di coda) 'Una storia d'Amore e di Vanità' che segue decisamente le atmosfere nostalgiche del debutto solista affondando l'ispirazione tra le viscere del mito di Eco e Marciso. Tra ego ed artificio,
tra tributo e follia.
Tracklist:
01. Piramide
02. Taxicologist
03. Drone (una siringa)
04. Tentazioni d'azzurra
05. Drone 2 (sulla spiaggia)
06. Tema di Lucia
07. Monologo - Parla l'esperto -
08. Nuove tentazioni d'azzurra
09. Mitomaniac
10. Toxicologist
11. Valzer del camerino
12. Drone 3 (l'indagine)
13. Stai calma
14. Tema di Lucia - i Falciatori -
15. Risveglio a Roma
16. Mago Daniel suite - A talk show dialogue -
17. Pizza maniac + Maniac dub
18. Il tradimento
19. Drone 4 (sotterraneon)
20. Piramide (Il mago muore)
21. Una storia d'amore e di vanità
Allo
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| Ridillo - Weekend al Funkafè |
L'idea ruota intorno ad un locale che non esiste (il Funkafè appunto...) per un intero weekend immersi tra il funk dei redivivi Ridillo.
Eccoli riapparire con questo nuovo capitolo che altro non fa se non seguire le orme impresse negli anni passati.
Disco di per sè molto lungo, che a fatica...
L'idea ruota intorno ad un locale che non esiste (il Funkafè appunto...) per un intero weekend immersi tra il funk dei redivivi Ridillo.
Eccoli riapparire con questo nuovo capitolo che altro non fa se non seguire le orme impresse negli anni passati.
Disco di per sè molto lungo, che a fatica regge l'intero ascolto accusando una piattezza d'intuizioni talvolta nauseante.
Quindici storie che gravitano attorno alla proposta di finesettimana offerte dai cinque scampanati.
Derivazioni soul e funk per una ricerca pop poco personale con prevedibile perdita di carattere melodico e consistenza.
L'easy si fa obiettivo e il resto passa inevitabilmente in secondo piano aprendo numerosi punti interrogativi (a partire dalla stessa prolissità...).
Minestra riscaldata?
Tracklist:
1. Altrochè Amore
2. Son Capaci Tutti
3. Stretti Stretti Al 100%
4. Funkafè
5. Prima, Durante, Dopo (chillout version extended)
6. Eumir In Surbir (featuring Eumir Deodato)
7. T'Amo Sulla Sabbia
8. Sambenji (featuring Sam Paglia)
9. In Pieno Agosto (featuring Carmen Villani)
10. Ridillo Loves You (intro by Dario Vergassola)
11. Passo Le Mie Notti Qui Da Solo (featuring Montefiori Cocktail)
12. Weekend Zen
13. Afro Onda
14. Voglia Di Raffa
15. Splendida Giornata
Allo
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| Liars - They Were Wrong, So We Drowned |
Miscela esplosiva di difficile comprensione ma che richiede una più che doverosa analisi.
Analisi da nevrosi post-tutto (dub, noise e industrial direi...) farcita da escursioni schizoferniche talvolta estreme e talvolta suggestive.
Passati i primi difficoltosi ascolti ecco emergere dalla palude una quantomai cupa visione di un frammentato segmento della nuova wave...
Miscela esplosiva di difficile comprensione ma che richiede una più che doverosa analisi.
Analisi da nevrosi post-tutto (dub, noise e industrial direi...) farcita da escursioni schizoferniche talvolta estreme e talvolta suggestive.
Passati i primi difficoltosi ascolti ecco emergere dalla palude una quantomai cupa visione di un frammentato segmento della nuova wave targata New York City.
Spiazzante e certamente non scontato questo secondo capitolo dei tre ragazzacci pare richiudersi in se stesso per ermetismo e distacco dalla tradizione pop ricreando atmosfere quantomai fresche.
Carisma e faccia quantomai tosta per una delle rock-band più promettenti che il nostro malato pianeta sta producendo.
Direi che questa è la nuova Avanguardia con la A maiuscola: esperimento e sbeffeggio di nostalgiche concezioni revivalistiche.
Certamente non una missione semplice scavarne la spessa coltre d'isolamento stilistico...
...bello schiaffo!
Tracklist
1. Broken Witch
2. Steam Rose from the Lifeless Cloak
3. There's Always Room on the Broom
4. If Your a Wizard, Then Why Do You Wear...
5. We Fenced Other Houses With the Bones of...
6. They Don't Want Your Corn They Want Your...
7. Read the Book That Wrote Itself
8. Hold Hands and It Will Happen Anyway
9. They Took 14 for the Rest of Our Lives
10. Flow My Tears the Spider Said
Allo
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| Sébastien Tellier - Politics |
Ammetto di aver ignorato l'esistenza di questo francesone introverso sino all'uscita di questo Politics.
Poi ho scoperto che ha aperto un intero tour per gli Air.
Poi ho scoperto un disco davvero splendido.
Fatto di atmosfere lontane e (sorpresa!) di contenuti.
E' un genietto Sebastien, riesce a fondere la melodia spaziosa d'orchestra con...
Ammetto di aver ignorato l'esistenza di questo francesone introverso sino all'uscita di questo Politics.
Poi ho scoperto che ha aperto un intero tour per gli Air.
Poi ho scoperto un disco davvero splendido.
Fatto di atmosfere lontane e (sorpresa!) di contenuti.
E' un genietto Sebastien, riesce a fondere la melodia spaziosa d'orchestra con la ricerca di nuovi lidi, nuove soluzioni.
Colpisce la profonda cognizione con cui l'approccio post-pop si miscela ad intere orchestre archi-fiato-voce per una soluzione a dir poco sorprendente.
Tematiche sfuocate incentrate sulla riscoperta delle radici di riferimento (parole di libertà e gioia per i nativi americani, afro-americani e così via) che confermano la particolarità di un personaggio già di per sè unico.
Era da un pò che non m'innavoravo di una canzone come la bellissima 'La ritòurnelle'...
...lieto di poter consigliarvene l'ascolto!
Tracklist:
1. Bye-Bye
2. League Chicanos
3. Wonderafrica
4. Broadway
5. La Ritòurnelle
6. Benny
7. Slow Lynch
8. Mauer
9. La Tuerie
10. Ketchup Vs Genocide
11. Zombi
Allo
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| AD - Radio Insurgentes |
La sigla sta per 'Antagonismo Disobbediente' e pare volersi accaparrare una pesante eredità dalla band stessa definita Kombat Core.
Non è quindi difficile intuire quale sarà la linfa vitale del progetto: metriche per l'appunto disobbedienti su ruvudità a metà strada tra hardcore e campionatori.
A questo punto va da sè l'ispezione...
La sigla sta per 'Antagonismo Disobbediente' e pare volersi accaparrare una pesante eredità dalla band stessa definita Kombat Core.
Non è quindi difficile intuire quale sarà la linfa vitale del progetto: metriche per l'appunto disobbedienti su ruvudità a metà strada tra hardcore e campionatori.
A questo punto va da sè l'ispezione artistica della cosa.
Fatico a reperire frangenti registrabili per un disco piuttosto scontato e noioso.
Le intuzioni post-industrial potrebbero anche avvicinarsi alla promozione se non che le trovate vocali (perlopiù rappate) faticano a mantenere il passo.
Tematiche sacrosante ma già masticate in abbondanza.
Difficile non sbadigliare quando il 'già sentito' prende perlopiù il sopravvento.
Anche i vari e celebri featuring dei vari Zulù (99 posse), Madaski (Africa Unite), Nitto (Linea 77) e Ru Catania (Africa e Wah Companion) faticano a risollevare una piattezza di difficile digestione.
Peccato perchè i numeri paiono esserci eccome.
A loro giocarseli al meglio!
Tracklist:
1. Disobbedire e Disertare
2. O.C.P.
3. Yael feat. MADASKI
4. Tierra o Muerte feat. Luca ZULU’ Persico
5. 13esima Stele
6. Rivoluzione
7. Deserto feat. NITTO
8. Libero
9. Radio Insurgentes
10. Alveare feat. Wah Companion
Allo
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| Altro - Prodotto |
Se n'è fatto un gran vociferare e la curiosità premeva per approfondire il discorso Altro.
Sghembi (vedi il lavoro di Bugo in fase di registrazione) e frizzanti eccoli con l'esplosivo secondo lavoro 'Prodotto'.
Assolutamente convincente è il piglio con il quale i tre pesaresi fanno l'inchino per un disco breve ma...
Se n'è fatto un gran vociferare e la curiosità premeva per approfondire il discorso Altro.
Sghembi (vedi il lavoro di Bugo in fase di registrazione) e frizzanti eccoli con l'esplosivo secondo lavoro 'Prodotto'.
Assolutamente convincente è il piglio con il quale i tre pesaresi fanno l'inchino per un disco breve ma talmente divertente da lasciarsi girare su se stesso più e più volte.
Evito inutili tentativi di catalogazione per un genere tanto inedito dal richiamare a sè influenze tra le più svariate.
Simpatici e non scontati condiscono un'annata già di livello per una scena indie-rock quantomai in periodo di grazia.
Sarà la novità o il baccano endovenoso dei tre ma questo è un disco assolutamente da consigliare.
E non sarò certo io ad esimermi...
...Consigliato!
Tracklist:
1. Ripasso
2. Rumba
3. Interquartieri
4. Minuto
5. Canzone del Gabbiano
6. Posta
7. Ancora
8. Ipotesi
9. Crema
10. Circostanza
11. Astio
Allo
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| Gatto Ciliegia contro il grande freddo - L'irréparable |
Terzo capitolo a colori (prima il giallo, poi il blu ed adesso il rosso...) per i tre simpatici torinesi (escludendo l'ep 'it is').
Un disco che già precedentemente alla stampa attira a sè attenzioni e curiosità non va certamente sottovalutato.
Ben più di una conferma quindi l'evoluzione che porta i tre...
Terzo capitolo a colori (prima il giallo, poi il blu ed adesso il rosso...) per i tre simpatici torinesi (escludendo l'ep 'it is').
Un disco che già precedentemente alla stampa attira a sè attenzioni e curiosità non va certamente sottovalutato.
Ben più di una conferma quindi l'evoluzione che porta i tre sotto le pignole lavorazioni di Casasonica (Max Casacci produce ben cinque brani!) e ad un curriculum già di per sè notevole.
Opera certamente non immediata questo nuovo Irreparable apre nuove porte ai confini stilistici della formazione: frammentazioni sonore e idee ricostruite compongono un lavoro diviso ma fascinoso.
Riferimenti continui condiscono una scaletta di per sè accogliente e ben areata che trova picchi nelle varie 'Estasi di un delitto' e 'Cactus in the eye'.
Ben visibile è la ricerca di nuove atmosfere, forse più fredde e scenografiche, che paiono involversi sotto una sottile coltre inattesa.
Bastano comunque pochi ascolti a fecondare un ovulo certamente più sottile di quanto possa apparire in precedenza; ed è lì che l'album spalanca la sua reale consistenza crescendo ed evolvendo repeat dopo repeat...
...paesaggio dopo paesaggio.
Tracklist:
1. FLY FALLING IN LOVE
2. ELVIS A PEZZI
3. ESTASI DI UN DELITTO
4. UNA CALIBRO 9 PER TONI RODRIGUEZ
5. UN ANNO D'AMORE
6. LA GANG DEL PENSIERO
7. I SEGUACI DI GLORIA GARCIA
8. DOPOLAVORO DANCING
9. CACTUS IN THE EYE
10.L'IRREPARABLE
11.AUTOUR DE NOTRE (CHAT)
12.C'ERA UNA VOLTA IL POST
Allo
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| Gianni Maroccolo - A.c.a.u. la Nostra Meraviglia |
Un piccolo gioiello che sbuca in inedita veste per il redivivo Maroccolo, già Csi, Litfiba ed ora Pgr (oltre che a produttore di primissimo piano).
Inedita è anche la struttura per un disco dallo stesso Gianni definito 'multi-solista'.
Si, perchè i brani sono quindici e per ognuno di questi si ritrova...
Un piccolo gioiello che sbuca in inedita veste per il redivivo Maroccolo, già Csi, Litfiba ed ora Pgr (oltre che a produttore di primissimo piano).
Inedita è anche la struttura per un disco dallo stesso Gianni definito 'multi-solista'.
Si, perchè i brani sono quindici e per ognuno di questi si ritrova almeno un ospite: Manuel Agnelli e Giorgio Canali, Franco Battiato, Jovanotti, Andrea Chimenti, Carmen Consoli, Ginevra di Marco, Cristina Donà, G.L.Ferretti, Fiamma, Federico Fiumani, Cristiano Godano, Piero Pelù,Francesco Renga e Raiz (e scusa se è poco...).
Ecco quindi intrufolarsi l'improbabile possbilità della mossa commerciale con carrellata di ospitoni.
Da escludere, senza riserve.
Un disco profondo e bellissimo a sigillo di un'opera quantomai spontanea e rara.
Ogni singolo brano respira da solo, allo stesso tempo intrinseco alle atmosfere di un piccolo frammento di vita (umana e artistica) di un grande maestro del nostro tempo.
Indiscutibile.
- a breve on line l'intervista con Gianni Maroccolo -
Tracklist:
1. Fugge l'abbraccio
2. Adàm Qadmòn
3. Carezza d'autunno
4. Night and storms
5. Meloria's ballade
6. Da raccontarti all'alba
7. Deriva finita
8. Elianto
9. End coming over action bird
10. Sabbia
11. Una prima volta
12. Deus ti salvet Maria
13. Infondo
14. Delicato delirio
15. S'ostina
Allo
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| Nick Cave & The Bad Seeds - The Videos (dvd) |
Approfondire talvolta diviene necessità nel momento in cui la grandezza del personaggio lo richiede.
E' quindi questo il caso di Nick Cave e dei suoi Bad Seeds.
La videografia è quella contenuta nello spazio cronologico aperto tra le prime produzioni (1984 -1985) sin al 'Best of...' datato oramai 1997.
Nulla di recente...
Approfondire talvolta diviene necessità nel momento in cui la grandezza del personaggio lo richiede.
E' quindi questo il caso di Nick Cave e dei suoi Bad Seeds.
La videografia è quella contenuta nello spazio cronologico aperto tra le prime produzioni (1984 -1985) sin al 'Best of...' datato oramai 1997.
Nulla di recente e pirotecnico quindi, per una comunque essenziale riscoperta del passato inesplorato di un maestro dei nostri tempi.
Molti infatti sono i video che non hanno mai goduto di visibilità sulle nostre emittenti musicali aprendo una lacuna di feticistico sdegno.
Regie scarne ma di livello cesellano una produzione quantomai lineare alla ricerca dell'essenzialità del prodotto.
Una possibilità in più per chi ama il carisma di Nick e della sua storia.
Tracklist
1. Stagger Lee
2. Where The Wild Roses Grow (featuring Kylie Minogue)
3. Into My Arms
4. (Are You) The One That I've Been Waiting For?
5. Henry Lee (featuring PJ Harvey)
6. Red Right Hand Man
7. Loverman
8. Do You Love Me?
9. Deanna
10. The Ship Song
11. Tupelo
12. In The Ghetto
13. Jack The Ripper
14. What A Wonderful World (featuring Shane MacGowan)
15. Straight To You
16. The Mercy Seat
17. The Weeping Song
18. The Singer
19. I Had A Dream Joe
20. Wanted Man
Allo
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Allo |
| Okkervil River - Down the river of Golden Dreams |
Certamente non puntuale (il disco è uscito lo scorso settembre) ma assolutamente abbagliato dal candore pop di questi tre giovanotti.
Che bello quel pianoforte che introduce malinconicamente un disco dalle potenzialità irrimediabilemente cardiache e mai scontate.
Terza parentesi per tre che con la vita erano scesi al compromesso del fallimento, dell'infelicità.
Forse...
Certamente non puntuale (il disco è uscito lo scorso settembre) ma assolutamente abbagliato dal candore pop di questi tre giovanotti.
Che bello quel pianoforte che introduce malinconicamente un disco dalle potenzialità irrimediabilemente cardiache e mai scontate.
Terza parentesi per tre che con la vita erano scesi al compromesso del fallimento, dell'infelicità.
Forse è proprio da lì che il piglio così fascinoso dei brani si è fatto forza, giorno dopo giorno, sin a trovare le forze per sollevarsi sulle proprie gambe.
Una scoperta quantomai lieta di nuove anti-star dell'emozione in intensità musicale.
Gente che non insegue nessun manifesto di gloria e che sa fare tesoro di una sanguigna propensione alla melodia.
Davvero un gran bel disco, ironico e consistente che cattura repeat su reapet, emozione su emozione.
caldamente Consigliato! (con la C maiuscola)
Tracklist
1. Down the river of golden dreams
2. It ends with a fall
3. For the enemy
4. Blanket and crib
5. The war criminal rises and speaks
6. The velocity of Saul at the time of his conversion
7. Dead faces
8. Maine Island lovers
9. Song about a star
10. Yellow
11. Seas too far to reach
Allo
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Allo |
| The Beta Band - Heroes to Zeros |
Il ritorno degli scozzesi Beta Band pare, sin dalla copertina, voler esplorare gli impervi sentieri dell'ironia.
Quattro anti-eroi in lotta con le forze della tecnologia e del campionatore.
Forse è proprio da qui che lo spunto del nuovo lavoro trae linfa: revivalismo a metà tra venti e trent'anni fa cesellato in...
Il ritorno degli scozzesi Beta Band pare, sin dalla copertina, voler esplorare gli impervi sentieri dell'ironia.
Quattro anti-eroi in lotta con le forze della tecnologia e del campionatore.
Forse è proprio da qui che lo spunto del nuovo lavoro trae linfa: revivalismo a metà tra venti e trent'anni fa cesellato in trame di pop evolutivo.
L'evoluzione è quindi aperitivo alla vena creativa dei Nostri, per un disco che comunque fatica a conquistare in toto.
Troppe e costanti le mandate alla porta del passato e altrettanto eccessive le intuizioni da post-post avanguardia.
Un esubero che certamente non aiuta l'emotività di un prodotto tecnicamente perfetto ma che onestamente fatica a conquistare punti epidermici.
L'affidamento del mixaggio a sua maestà Nigel Goodrich è di innegabile aiuto ma non basta a risollevare le sorti di un 'semplice' buon disco pop.
Tracklist
1. Assessment
2. Space
3. Lion Thief
4. Easy
5. Wonderful
6. Troubles
7. Out-Side
8. Space Beatle
9. Rhododendron
10. Liquid Bird
11. Simple
12. Pure For
Allo
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Allo |
| The four historical Ed Sullivan Shows ft. The Beatles |
Certamente un piccolo gioiello questa pubblicazione ad opera della Sofa.
Si tratta delle quattro memorabili apparizioni dei Fab Four alla corte di sua maestà mediatica Mr.Ed Sullivan.
Stiamo parlando dell'annata sessantaquattro-sessantacinque tanto per intenderci.
La Beatles-mania è quantomai in ascesa anche nel nuovo continente e l'apparizione dei quattro alla tv era già...
Certamente un piccolo gioiello questa pubblicazione ad opera della Sofa.
Si tratta delle quattro memorabili apparizioni dei Fab Four alla corte di sua maestà mediatica Mr.Ed Sullivan.
Stiamo parlando dell'annata sessantaquattro-sessantacinque tanto per intenderci.
La Beatles-mania è quantomai in ascesa anche nel nuovo continente e l'apparizione dei quattro alla tv era già di per sè un evento.
A distanza di ben quattro decenni ecco rispuntare le puntate originali del programma (assolutamente in versione integrale e in lingua originale) ripulite e sistemate per benino in un doppio dvd.
I quattro, divertiti dalla platea in totale delirio, se la suonano inondati costantemente dalle strilla delle giovani e tarantolate fans.
Il prezioso sta però anche da un'altra parte: gli sketch, le gag, i comici, le marionette, le reclam e tutto il contorno.
Questo è il piccolo tesoro: le puntate integrali celano frammenti di indimenticata preistoria catodica assolutamente da non perdersi...
...tanto per farcene un'idea!
Allo
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Allo |
| Eagles of Death Metal - Peace Love Death Metal |
- Come direbbe Palahniuk - 'Spassoso' non è il termine esatto ma è il primo che mi viene in mente.
Pare proprio che Mr. Homme (Queens of the Stone Age, Kyuss) non ne sbagli una.
Riunire sotto lo stesso super-progetto-cazzaro nomi come Jesse Hughes aka J. Devil Huge, Tim 'Tipover' Vanhamel...
- Come direbbe Palahniuk - 'Spassoso' non è il termine esatto ma è il primo che mi viene in mente.
Pare proprio che Mr. Homme (Queens of the Stone Age, Kyuss) non ne sbagli una.
Riunire sotto lo stesso super-progetto-cazzaro nomi come Jesse Hughes aka J. Devil Huge, Tim 'Tipover' Vanhamel dei Millionaire (chitarra e voce)e la partecipazioni di Allan Johannes (Desert Sessions, Eleven), Nick Olivieri (ex Kyuss e Qotsa, Mondo Generator) e Brody (la fidanzatina) dai (Distillers) non è certo cosa da tutti.
Dimentichiamoci le 'sborate' alla Audioslave (e probabilemente Velvet Revolver...) e lasciamo girare questo godibilissimo dischetto.
Nulla di nuovo (tra rockabilly, e radice ruvida di blues e country) ma il concentrato di freschezza che i Nostri paiono sprigionare pare ineguagliabile.
Ritmo altissimo per una cavalcata mozzafiato.
I Qotsa si sono sciolti (rimanendo nelle sole mani dello stesso Homme)??
I Millionaire non si fanno più vivi??
Bè, non c'è problema...
...ci sono le acquile del Death Metal, che il metal non se lo filano neanche di striscio, a smuovere i nostri culi!
Tracklist:
01. I only want you
02. Speaking in tongues
03. So easy
04. Flames go higher
05. Bad dream mama
06. English girl
07. Stacks o' money
08. Midnight creeper
09. Stuck in the metal
10. Already died
11. Kiss the devil
12. Shit, godamn
13. Wastin' my time
14. Miss Alissa
Allo
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| The Pamela Tiffins - Bang City |
Scompaiono anche i 'Bohemians', promettente rivelazione con l'esordio 'Be-Out'dello scorso anno, ed ecco che da quelle ceneri prende vita il nuovo progetto di Scanna & co.
Questa volta sono in tre ed il nome è 'Pamela Tiffins'.
Rock 'n' roll è il verbo, nostalgico è il contorno.
Divertente prima uscita che diverte...
Scompaiono anche i 'Bohemians', promettente rivelazione con l'esordio 'Be-Out'dello scorso anno, ed ecco che da quelle ceneri prende vita il nuovo progetto di Scanna & co.
Questa volta sono in tre ed il nome è 'Pamela Tiffins'.
Rock 'n' roll è il verbo, nostalgico è il contorno.
Divertente prima uscita che diverte e fa divertire ma che onestamente pecca in freschezza e caratterizzazione.
Godibile ma eccessivamente derivativo a standerd di qualche decade fa.
Frizzante anche se un pochetto scontato.
Potrei proseguire all'infinito ma alla fine il r'n'r finirebbe per avere sempre la meglio.
Quindi spazio alle scanzonate schitarrate dei tre...
...e che il rock sia con voi!
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Allo |
| The Belles - Omertà |
Partiamo dal principio: i Belles sono due giovanotti di belle speranze che con la chitarra ci vanno a braccetto.
'Omertà' è il loro esordio per la Eat Sleep.
Un gran bel disco, non c'è che dire, che rinforza la già salda schiera di coppie acustiche alla quale già da qualche annetto...
Partiamo dal principio: i Belles sono due giovanotti di belle speranze che con la chitarra ci vanno a braccetto.
'Omertà' è il loro esordio per la Eat Sleep.
Un gran bel disco, non c'è che dire, che rinforza la già salda schiera di coppie acustiche alla quale già da qualche annetto ci stiamo abituando (vedi sotto la voce Kings of Convenience, Turin Brakes, Ben & Jason, ecc...).
Decisamente nulla per cui inneggiare al divino ma il concentrato melodico che i due sprigionano è di indiscussa gradevolezza.
Candore pop in trame acustiche dal soffuso temperamento (a partire dal tramonto stampato sulla bella confezione del cd) che convincono sin dalle prime battute dell'introduzione 'So i, Sing'.
Perfetto manifesto di una sterilità d'artificio dedita palesemente all'essenzialità della forma canzone.
Nulla è fuori posto nel melodico fluire di Christopher Tolle (voce e chitarra) e Jake Cardwell (percussioni) per una melanconia sentita ed efficace.
Nuovo spunto per il futuro della melodia a noi contemporanea.
Tracklist:
1. So I, sing
2. (who will be) here to hear
3. Never say anything
4. Omertà
5. Victory para de
6. Little mexican
7. Estranged
8. His undoing, was his undoing
9. Liquid breakfast
10. These things will kill me
11. A thousand ships
Allo
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| Sedia - Sedia |
Ne fanno di confusione questi tre anconetani, non c'è che dire.
Una sorta di rumoristica visione del ritmo più frenetico e confusionale in propensione lineare verso tradizioni Noise.
Non fraintendere, non è baccano fine a se stesso.
Si tratta di una miscela del tutto avversa alle tre lettere p-o-p, l'archetipo della melodia...
Ne fanno di confusione questi tre anconetani, non c'è che dire.
Una sorta di rumoristica visione del ritmo più frenetico e confusionale in propensione lineare verso tradizioni Noise.
Non fraintendere, non è baccano fine a se stesso.
Si tratta di una miscela del tutto avversa alle tre lettere p-o-p, l'archetipo della melodia tanto per intenderci.
Frammentazioni talovolta post e talvolta persino cardiache che comunque riveleano un buon estro da parte dei Tre.
Non è quindi facile immergersi a capofitto nelle sconnesse e confusionali trame in questione.
Nervi saldi e mani strette e ben aggrappate.
Il viaggio è impervio ma assolutamente da porvare.
Magari seduti proprio su quella Sedia...
...tanto per mantere l'equilibro.
Tracklist:
1. Stalker
2. Moholy Nagy
3. Tadao Ando
4. Anacleto
5. Kinsky Contro Volontè
6. Mabuse
Allo
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| Graham Coxon - Happiness in Magazines |
Un disco talemente diretto che si rivela non di semplicissima codifica per l'occhialuto ex Blur.
Non si capisce se Graham continua a farsi i fatti suoi o preferisce allungare la sua ex-permanenza in chiave solistica.
Altalenante è l'andamento mentre brani più lieti (capitanati dal nostalgico singolo 'Bitterweet bundle of Misery') vengono...
Un disco talemente diretto che si rivela non di semplicissima codifica per l'occhialuto ex Blur.
Non si capisce se Graham continua a farsi i fatti suoi o preferisce allungare la sua ex-permanenza in chiave solistica.
Altalenante è l'andamento mentre brani più lieti (capitanati dal nostalgico singolo 'Bitterweet bundle of Misery') vengono strattonati da melodie meno riuscite.
Pretestuosa è talvolta la propensione ad assoli più virtuosi che efficaci mentre le parentesi vincenti si spalancano alle uscite pop più scanzonate.
Una continua ascesa-discesa che certamente non semplifica le cose e che comunque non oscura il buon talento del Nerd dalle braghe di velluto.
Mentre restiamo ancora in attesa del suo primo 'gran bel' disco solista (prima o poi...).
A metà.
Tracklist:
1. Spectacular
2. No Good Time
3. Girl Done Gone
4. Bittersweet Bundle Of Misery
5. All Over Me
6. Freakin' Out
7. People Of The Earth
8. Hopeless Friend
9. Are You Ready
10.Bottom Bunk
11.Don't Be A Stranger
12.Ribbons And Leaves
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Guido |
| Heavy Metal - Corveleno |
Poco da dire. HEAVY METAL, il sesto lavoro dei Corveleno è un gran bel disco, non necessita di tanti ascolti e di lunghi giri di parole. Il disco dura un'ora scarsa, divisa in 16 episodi più uno. La prima traccia, l'intro, porta il nome di Ozzy, Ozzy Osburne, ed è...
Poco da dire. HEAVY METAL, il sesto lavoro dei Corveleno è un gran bel disco, non necessita di tanti ascolti e di lunghi giri di parole. Il disco dura un'ora scarsa, divisa in 16 episodi più uno. La prima traccia, l'intro, porta il nome di Ozzy, Ozzy Osburne, ed è una sorta d'avvertimento per chi sta per ascoltare. Seguo il loro consiglio e mi sento di alzare il volume. Inizia: Heavy Metal, traccia che da il titolo al CD, è l'entrata in scena dei tre. Da quì è un susseguirsi di cambi di scena. Si salta con le accuse alla scena e al mercato, che ci vengono riproposte in più di una traccia. Non viene risparmiato nessuno, gli sfottò sono ben archittettati e neanche tanto complicati da decifrare. L'attualità è ben trattata, alla situazione internazionale è dedicata KAMIKAZE, i Corveleno non dimenticano il G8 e non lasciano da parte nemmeno la disoccupazione e i problemi dei giovani uomini. UN MESTIERE QUALUNQUE è una bellissima immagine di cosa succede nelle troppo distanti province italiane e quali possono essere i risultati. FENOMENI è il quadro di quello che la nostra televisione ci offre: finte speranze e finti meriti per inutili bellocci televisivi destinati a finire nel dimenticatoi di un palco da sagra di paese. Le fitte rime dei Corveleno accompagnano l'ascoltatore fino alla fine del CD senza alcun affanno se non quello dato dalla fatica dei salti e dei rimbalzi della testa sul beat incalzante e incazzoso. L'ottimo lavoro dei tre è arricchito dai feat di Yoshi e Ibbanez, del quale non conosciamo nessuna uscita discografica speriamo arrivi presto. Le basi sono di SQUARTA, e non ti puoi sbagliare, tranne una (CLOSER) che è made by DJ STILE. Ancora una menzione se la merita il sito dei CORVELENO (www.corveleno.com): bello, funzionale e ricco di interessanti contenuti, compresa la sezione DL da dove scaricare le rime per i remix oltre a tanto altro materiale interessante.Io aggiungerei un bio del gruppo e qualche foto in più da scaricare. Il lavoro, nel suo complesso è ottimo, mai banale e molto curato. Pur restando radicalmente hip hop non tralascia la possibilità di lasciarti nelle orecchie più di un ritornello da canticchiare. Sono sicuro che nessuno resterebbe disturbato nel sentire in radio o in tv un pezzo tratto da Heavy Metal.
Track List:
01//Ozzy
02//Heavy metal
03//Minimal Rome
04//Le guardie,i pompieri, l'ambulanza
05//Bonsai
06//Potente in culo
07//Kamikaze
08//Un mestiere qualunque
09//Sì
10//Mucho gusto
11//Più del dovuto
12//Fenomeni
13//Il trattamento
14//(Closer)
15//Giungla giungla
16//Kelly
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| ANTIBEMUSIC |
Etichetta Hip Hop di Roma. Tutto il meglio del sommerso!!!
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| CORVELENO |
Realtà Hip Hop di Roma, presente in tutt'italia. Il sito è ricco di contenuti e info!!
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GLove |
| UNION TOUR 2004 PRIMA SERATA |
Sabato 26 giugno alle ore 21.30 nella piazza centrale di Corte de Frati ci sarà la prima data dell'Union Tour 2004.
Questo progetto vede raggruppati i Comuni di Corte de Frati, Pozzaglio e Olmeneta, con la collaborazione con il Centro Musica Il Cascinetto, nella realizzazione di tre concerti rock sul...
Sabato 26 giugno alle ore 21.30 nella piazza centrale di Corte de Frati ci sarà la prima data dell'Union Tour 2004.
Questo progetto vede raggruppati i Comuni di Corte de Frati, Pozzaglio e Olmeneta, con la collaborazione con il Centro Musica Il Cascinetto, nella realizzazione di tre concerti rock sul loro territorio.
Nella prima serata si esibiranno:
ESCOBAR e BLACK CRY + GUEST
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| [Special] - FIB Festival Internacional de Benicàssim |
Certo è che tante volte l'invidia tira brutti scherzi.
Un cartellone da ingelosire anche il promoter più esperto, danze, teatro, arte e tantissime iniziative tutte concentrate nella prima settimana di Agosto.
Questo è il Fib, a Benicàssim (spagna meridionale).
Un festival che definire festival è limitativo vista l'immensità delle proposte artistiche.
E' il...
Certo è che tante volte l'invidia tira brutti scherzi.
Un cartellone da ingelosire anche il promoter più esperto, danze, teatro, arte e tantissime iniziative tutte concentrate nella prima settimana di Agosto.
Questo è il Fib, a Benicàssim (spagna meridionale).
Un festival che definire festival è limitativo vista l'immensità delle proposte artistiche.
E' il decimo anno che l'evento attira a sè migliaia di migliaia di giovani da tutta europa nel solo e semplice verbo rock.
Come di tradizione per eventi di questo tipo non poteva mancare la tradizionale compila con gli ospiti dell'edizione passata (2003) ecco quindi un travolgente quadruplo dischetto con interventi altisonanti da: Blur, Suede, Postal Service, Mum, D.Johnston, Moby, ecc, ecc...
Mi sa che si fa prima a mettere tutto quà sotto:
808 State :: Quincy´s Lunch
A Room with a View :: Jupiter
Adult. :: Glue Your Eyelids
Ama :: Allá se va
Barbara Morgenstern :: Aus Heiterem Himmel
Beth Gibbons & Rustin' Man :: Funny Time Of Year
Beth Orton :: Concrete Sky
Black Box Recorder :: These Are The Things
Blur :: Money Makes Me Crazy
Bondage :: Freedom
Calexico :: Quattro
Camera Obscura :: Teenager
Cecilia Ann :: Mi revolución
Chicks on Speed :: Fashion Rules
Chop Suey :: Even Children Fall In Love
Ciëlo :: Tekno Film
Daniel Johnston :: Fish
Das Pop :: Electronica For Lovers
Death in Vegas :: Hands Around My Throat
The Delgados :: Woke For Dreaming
Deluxe :: Que no
Donovan :: Clara Clairvoyant
Echoboy :: Good On Tv
Ellos :: Imposible
G.D. Luxxe :: Airforce One
Goldfrapp :: Train
Grado 33 :: Deprimido
Groove Armada :: Easy
La Habitación Roja :: La edad de oro
Dj Hell Feat. Erlend Øye :: Keep On Waiting
Hoggboy :: Don´t Get Lost
The Jeevas :: Once Upon A Time
Jet Lag :: Shine On
JJ72 :: Snow
John Maynard :: Kalter Berliner
Jori Hulkkonen :: All I See Is Shadows
Juniper Moon :: Sólo una sonrisa
Katerine :: Beme Ciel
Kitbuilders :: Bodies
Kotai (Highfish) :: Sucker
Dj Laika :: Sugar Daddy
Layo & Bushwacka! :: Love Story
Lou Anne :: How You Were Last Autumn
Louie Austen :: Easy Love
Love of Lesbian :: Hi To The Next Times
Magas :: Shakedown
Manta Ray :: Qué niño soy
Michael Mayer :: Hush Hush Baby
Moby :: We Are All Made Of Stars
Moloko :: Familiar Feelings
Ms. John Soda :: Go Check
Múm :: Green Grass Of Tunnel
Nacho Vegas :: La Plaza de la Soledá
Placebo :: English Summer Rain
The Postal Service :: Such Great Heights
The Raveonettes :: That Great Love Sound
Richard Hawley :: The Motorcycle Song
Rramigliete Blonda :: Angel
Schwarz :: Cheesy Sexy
Sadie :: Always Drunk
Souvenir :: Cherchez La Femme
Sr. Chinarro :: Goma 2
Suede :: Lost In TV (Live)
Suicide :: Dachau, Disney Disco
The Sunday Drivers :: All Is Good Around Me
Swayzak :: Make Up Your Mind
Tahiti 80 :: 1000 Times
Terence Fixmer :: Red Section
Tiga :: Man Hrdina
Todd Terry :: Sume Sigh Say
Vacaciones :: No me digas que me quieres
The Zephyrs :: One Year, Many Mistakes
Pfiu! Rieccoci.
Un'ondata interminabile a riassunto dell'edizione di dieci mesi fa che in modo chiaro e senza fronzoli descrive cosa ci siamo persi (in modo anche economico, 20 euri).
Come se non bastasse ecco che però da quest'anno la proposta non si limita alla compila, tecnologia chiama tecnologia, ed ecco il doppio dvd con i live presi proprio del festival.
Si parla di:
Blur + Beth Gibbons & Rustin´ Man + Black Box Recorder + Calexico + Chicks On Speed + The Coral + Daniel Johnston + Death In Vegas + Deluxe + Donovan + Echo & The Bunnymen + Goldfrapp + La Habitación Roja + Hoggboy + Louie Austen + Manta Ray + Moby + múm + The Raveonettes + Sexy Sadie + Suede + Super Furry Animals + Swayzak
Per quanto riguarda le interviste extra:
Black Box Recorder + Blur + Budapest + Calexico + Daniel Johnston + Donovan + La Habitación Roja + Hoggboy + Louie Austen + Manta Ray + Moby + Moloko + múm + Placebo + Suede
+ Extra e documetari rispetto alle attività collaterali.
Anche qui con due/tre pezzi a band l'acquolina sale a dismisura. Scordatevi pure Hjf o quant'altro.
Qui si parla di villaggi di qualche chilometro di diametro, di baldoria e concerti da mattina a sera mantenendo una qualità stupefacente.
Tanto per fare un esempio registro lo splendido set proposto dai giovani-carezzevoli Mùm.
Un'occasione tanto graziosa da non potersi proprio sfuggire, sopratutto con un cartellone 2004 di questo tipo:
Nomi confermati Fib 2004
News di quest'anno è anche la partecipazione di una band italiana selezionata tramite il concorso Progetto Demo, ecco quindi gli indie-rockers nostrani Micecars (recensione nella sezione demo) a farla da portabandiera.
Di carne al fuoco ce n'è tanta e di materiale da spulciare altrettanto.
Ci vediamo là dal 5 all'8 agosto!
Allo
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Allo |
| Riccardo Sinigallia - Riccardo Sinigallia |
In estremo ritardo ma anche da queste parti finiamo per parlare dell'esordio del bravo Riccardo Sinigallia dopo la sua uscita (accompagnato da Francesco Zampaglione e Laura Arzilli) dai Tiromancino.
Profondo conoscitore del pop più attuale, Riccardo pare aver portato via con sè la parte più profonda della band romana, quella...
In estremo ritardo ma anche da queste parti finiamo per parlare dell'esordio del bravo Riccardo Sinigallia dopo la sua uscita (accompagnato da Francesco Zampaglione e Laura Arzilli) dai Tiromancino.
Profondo conoscitore del pop più attuale, Riccardo pare aver portato via con sè la parte più profonda della band romana, quella della poetica emotiva.
Nulla è servito un disco medio-mediocre di oramai un bel pò di stagioni fa a risanare lo strappo dell'assenza dei tre.
Ma concentriamoci su questo nuovo battesimo.
La formula di pop destabilizzato dall'elettronica più soffusa la fa costantemente da padrona mentre le trame liriche paiono spingersi verso buone lande d'introspezione.
Certo l'influenza-tiromancino è ben udibile in un complesso comunque fresco e assolutamente di spessore.
Il singolo 'Bellamore' la vince sul piano dell'intensità mentre parentesi più social-evocative come 'Io Sono Dio' e 'La revisione della memoria' proseguono nella denuncia più garbata.
Un disco di per sè ipotizzabile ma che sorprende per gradevolezze melodiche e intuizioni post-cantautorali.
Un disco di per sè da sentirsi (magari a luci basse).
Tracklist:
1. Cadere
2. La revisione della memoria
3. Bellamore
4. Io sono dio
5. So che ci sarai
6. Buonanotte
7. Ah nella vita…
8. Solo per te
9. Lontano da ogni giorno
+ Io sono dio (video)
Allo
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Allo |
| Modey Lemon - Thunder + Lightning |
Nulla di nuovo sul fronte occidentale verrebbe da dire per questi nuovi tre casinari.
Perchè non se ne può proprio più di quel bel rock molto hard che ti fa rizzare le assopite orecchiette pop.
Io vi avverto, in questo dischetto c'è da divertirsi.
La lancetta traballa tra settanta e ottanta (un...
Nulla di nuovo sul fronte occidentale verrebbe da dire per questi nuovi tre casinari.
Perchè non se ne può proprio più di quel bel rock molto hard che ti fa rizzare le assopite orecchiette pop.
Io vi avverto, in questo dischetto c'è da divertirsi.
La lancetta traballa tra settanta e ottanta (un bacetto a Cramps e Doors contemporaneamente) per un rock di ripresa a targa nostalgica ma mai scontata.
Certo, nulla che porti al rinnergare le proprie certezze, ma vi assicuro che qua dentro c'è del buono.
C'è della rabbia e della denuncia e già questo è di per sè un traguardo.
C'è la storia e il nuovo per i tre dotati ragazzacci.
Convincono meno le uscite di attitudine tendenzialmente punk per un dischetto che senza fatica raggiunge il suo scopo...
Senza fronozoli.
Tracklist:
01 Crows
02 Thunder + Lightning
03 Predator
04 Enemy
05 Poisonous Ink Clouds
06 The Other Direction
07 Electronic Sorcerer
08 Tongues (Everybody's Got One)
09 Ants in my Hands
10 Gemini Twins
11 Black Flamingos
Allo
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Allo |
| Gomez - Split the difference |
Sin dal loro fortunato esordio targato novantotto i Gomez hanno sempre evitato le vie più frequentate.
Da Liverpool ma non senza accenni d'oltreoceano.
Pop d'oltremanica diverso da tutto il brit sino ad allora ascoltato (dai Gallagher ad Albarn o comunque giù di lì...).
Con 'Split the Difference' (il quinto!) i Nostri finiscono...
Sin dal loro fortunato esordio targato novantotto i Gomez hanno sempre evitato le vie più frequentate.
Da Liverpool ma non senza accenni d'oltreoceano.
Pop d'oltremanica diverso da tutto il brit sino ad allora ascoltato (dai Gallagher ad Albarn o comunque giù di lì...).
Con 'Split the Difference' (il quinto!) i Nostri finiscono per scalciare l'effettistica sintetica di 'in Our Gun' per farcire il discorso di sano schitarrare (ovviamente brit...eheheheh).
Ballate di suggestiva presa blues ad altalena su frammenti di grunge e rock d'annate ormai passate.
L'ispirazione pare l'elemento maggiormente sollecitato per una compostezza melodica a dir poco evoluta in nuove e promettenti lande emotive.
L'alternarsi della line-up ai vari strumenti (compreso microfono) è oramai a firma di un progetto che più nel bene che nel male sta segnado le sorti di quello che alcuni continuano a definire Brit.
Forse manca solo il capolavoro.
Tracklist:
01. Do one
02. These 3 sins
03. Silence
04. Me, you and everybody
05. We don't know where we're going
06. Sweet Virginia
07. Catch me up
08. Where ya going?
09. Meet me in the city
10. Chicken out
11. Extra special guy
12. Nothing is wrong
13. There it was
Allo
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Guido |
| Bentornati nel paese dei Mostri - Gli Inquilini |
Finalmente il dottor Gatti , non ancora in possesso di un account per pubblicare autonomamente le sue recensioni, ci comunica la sua diagnosi su Bentornati Nel Paese dei Mostri la nuova fatica discografica degl'Inquilini. Quindi mi limito ad aggiungere le foto, rubacchiate dal sito ufficiale della band, e a pubblicare...
Finalmente il dottor Gatti , non ancora in possesso di un account per pubblicare autonomamente le sue recensioni, ci comunica la sua diagnosi su Bentornati Nel Paese dei Mostri la nuova fatica discografica degl'Inquilini. Quindi mi limito ad aggiungere le foto, rubacchiate dal sito ufficiale della band, e a pubblicare le parole dell'amico collega. Buon divertimento:
A poca distanza dall'uscita del loro ultimo cd:"Benvenuti nel paese dei mostri" ritornano "Gli Inquilini" da Roma con un nuovo lavoro in formato doppio, ma a prezzo singolo, per la giovane e produttiva etichetta Antibe Music. Nonostante sia passato poco tempo tra un disco e l'altro in "Bentornati nel paese dei mostri" si nota una maturità maggiore sia dal punto di vista delle liriche, mai banali, che della produzione.Le basi, quasi tutte curate da Daniel Mendoza tranne alcune di Rookie, Hyst, Dj Sano e Stress Trap, Fuji, Mite e Mr. Madness, suonano bene e belle grasse come piace a noi, con campioni ben selezionati. Detto ciò; non mi sento di consigliare questo cd a tutti, e se vi state chiedendo il perchè, anche se non dovreste tanto lo sapete bene che comunque ve lo direi lo stesso volenti o nolenti ( i nolenti possono pure andarsene), vado a rispondere alla vostre perplessità. Innanzitutto gli interludi mi hanno scocciato; non ne posso più di ascoltare un cd con il dito perennemente sul tasto skip (porno-style), capisco l'ambientazione condominiale, ma ci si stanca gia dopo il primo ascolto. A volte la comprensione dei testi risulta difficile e considerato che cantano in italiano non so se è un bene, per non parlare del Profeta, personaggio altamente disorientante a causa dell'impostazione forzata della voce che probabilmente risalta su un palco, ma non in una registrazione fatta in studio.
In definitiva un cd che consiglierei solo a chi conosce gia il gruppo o a chi li ha sentiti ed apprezzati dal vivo anche se il prezzo di copertina potrebbe essere un invito all'acquisto considerato che nella confezione è incluso anche il vecchio album rimasterizzato.
Track List
Intro
La prima volta
Ma ci sta questo dottore?
Policlinico
Lezioni d'amore
Un disco per l'estate
Asso piglia tutto
Mosche da Bar
Hip Hop
Classe 03-antirapper pt2
Caccia al tesoro
Un altro Giorno all'inferno
Tanti Auguri
La macchina del tempo
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Guido |
| L'Amico degli Amici - Turi |
Abbiamo aspettato tre anni ma sembra che ne sia valsa la pena.
L'AMICO DEGLI AMICI rappresenta Il ritorno del terrone sulla traccia, e che ritorno. Tre anni d'attesa, "mille concerti sul groppone" e il più importante mc calabro ci mette proprio poco a convincermi di quanto sia bello questo disco. La...
Abbiamo aspettato tre anni ma sembra che ne sia valsa la pena.
L'AMICO DEGLI AMICI rappresenta Il ritorno del terrone sulla traccia, e che ritorno. Tre anni d'attesa, "mille concerti sul groppone" e il più importante mc calabro ci mette proprio poco a convincermi di quanto sia bello questo disco. La matrice è sempre quella, a garanzia di un ottimo risultato: Beat grassi, basi ben confezionati, rime rotonde ma pungenti che escono dalle casse per entrarmi nelle orecchie e girarmi nella testa senza trovare più via d'uscita. Se "SALVIAMO IL SALVABILE" mi aveva colpito questo capitolo della storia Hip Hop italiano mi fa sperare che qualche art director metta in programmazione concerti e jam. Ma torniamo al nostro terron bradda. E' solo per correttezza che non scrivo a caratteri cubitali che dovete assolutamente comprare questo CD, ed è per correttezza che cercherò di raccontarvi questo lavoro nella maniera più neutra possibile e quindi passiamo in rassegna le tracce. Play: il cd contiene 14 traccie più una bonus trak, per un totale di 46 minuti e 56 secondi. Dopo l'intro ben confezionato Turi fa il suo ingresso nelle casse e si presenta svidando la scena alta a suon di rime incazzose d'ironia e dando una giusta definizione inequivocabile al suo fare hip hop. E' proprio il suo flow meridio che ci accompagna alla terza traccia: DA GRANDE. Turi ci dipinge un bel quadretto delle facili aspettative che si creano se si resta abbagliati dal luccichio dello show buisness. In questo episodio si lascia aiutare da L-MARE e FRANCO,protagonisti assieme a KIAVe anche di l'amico degli amici, che ci regalano un ottimo feat. Feat chiama feat e dopo l'interludio di DJ ARGENTO arriva anche KAOS in TEMPESTA DEL SECOLO. Questo pezzo punta il dito contro la società mondiale e alla poca attenzione che c'è verso la natura e alle minoranze mondiali troppe volte costrette a soccombere. L'Hard Core di Kaos è più che adeguato per sottolineare che così il mondo non può funzionare. Turi è incazzato ma, perfortuna, l'amore trova posto nel sesto brano nel quale il nostro parla di se stesso e dei suoi affetti più cari. Queste prime sei tracce sono l'inizio, l'ascolto si fa sempre più curioso, non viene risparmiato niente. Lo stile solare di Turi rende tutto molto più assimilabile e i feat impreziosiscono ancora di più l'ottimo lavoro che sto ascoltando. Il DANNO è protagonista di CARTOLINE DALL'INFERNO, fotografia della quotidianità tutta sbagliata ma nella quale non possiamo trovare grossi motivi per sentirci veramente male. Ancora una volta, sul banco degl'imputati il progresso travestito da innovazione per tutti ma che invece nasconde potenzialità distruttive al servizio di pochi.
Continuando, non viene dimenticata l'attualità e gli orrori di un'epoca incerta. In CRONISTI si sottolinea come la politica internazionale con le guerre e il terrorismo stiano influenzando la vita quotidiana, creando sempre più ansie. E dopo la tromba di Sandro Ferrero, protagonista dell'ultima traccia, Turi ci regala una bonus track preziosissima: NIENTE DI NUOVO 2002. Con questa foto del suo modo di vedere l'hip hop si chiude questa fatica di quello che sembra essere destinato ad occupare il posto di MC principe nella nostra penisola. Con L'AMICO DEGLI AMICI, Turi mette in gioco la sua capacita nel confezionare ottimi ritornelli e ottime rime, mischiando il suo dialetto ad immagini dell'attualità che ci passano davanti agl'occhi nella televisione.
Track List:
01 - Intro
02 - Fuoco al Tetto
03 - Da Grande
04 - Notte d'argento
05 - Tempesta del Secolo
06 - Nouve Prove
07 - L'Amico degli Amici
08 - Cosa Vuoi Da Me
09 - Presto ci canto sopra
10 - Un Mare di COme
11 - Cartoline dall'inferno
12 - Il Contagio
13 - Cronisti
14 - Blues in FA
15 - Niente di Nuovo 2002
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Allo |
| Felix da Housecat - Devin Dazzle And The Neon Fever |
Il ritorno del massiccio afro-americano Felix è già di per sè un piccolo evento.
Visti i proseliti del precedente (ed efficace...) 'Kittenz And Thee Glitz' il Nostro non nasconde una certa altezzosità propositiva.
Tutto a sostegno del suono, sia ben chiaro, oramai già impronta ben riconoscibile dell'electro-clash di Mr.Housecat.
Il collage compositivo...
Il ritorno del massiccio afro-americano Felix è già di per sè un piccolo evento.
Visti i proseliti del precedente (ed efficace...) 'Kittenz And Thee Glitz' il Nostro non nasconde una certa altezzosità propositiva.
Tutto a sostegno del suono, sia ben chiaro, oramai già impronta ben riconoscibile dell'electro-clash di Mr.Housecat.
Il collage compositivo è magistralemente saltellante ed alternato alla forbice settanta-novanta.
Un pò qui ed un pò la ed alla fine la macedonia è fatta.
Variopinto e talvolta eccessivo il Nostro pare comunque mantenere una quantomai godibile linea di alienato-pop nostalgico.
L'assenza di un pezzo traino (vedi Silver Screen) aiuta a non eguagliare la dose di visibilità del precedente mantenendo comunque intatto il trono del contaminatore dagli occhiali spessi.
Variabile.
Tracklist
1. Intro
2. Rocket Ride
3. What She Wants
4. Short Skirts
5. Ready 2 Wear
6. Romantique
7. Everyone Is Someone in LA
8. She's So D*mn Cool
9. Let Your Mind Be Your Bed
10. Watching Cars Go By
11. Hunting Season
12. Nitelife Funworld
13. Nina
14. Devin Dazzle
15. Neon Human
Allo
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Allo |
| Beastie Boys - To the 5 Boroughs |
Dopo le cattive notizie sulla chiusura della loro label e la distruzione (11 settembre 2001) dello studio ritorna tempo per i tre di parlare solo ed esclusivamente di musica. E pare che il tempo si sia fermato.
Nulla di nuovo, anzi.
Pare che per i tre il ritorno alla radice compositiva...
Dopo le cattive notizie sulla chiusura della loro label e la distruzione (11 settembre 2001) dello studio ritorna tempo per i tre di parlare solo ed esclusivamente di musica. E pare che il tempo si sia fermato.
Nulla di nuovo, anzi.
Pare che per i tre il ritorno alla radice compositiva sia l'elemento giusto per presentarsi nel nuovo millennio.
Le sventure si fanno sentire in altalenanti e cupe sequenze mentre il fluire complessivo pare faticare non poco a risollverare le sorti dei leggendari Mc dalla lingua lunga.
La zuppa è sempre la stessa, non c'è scusante.
Il verbo è immutato e la resa non può che subirne la statica conseguenza.
Certo, i BB non hanno pari in ciò che fanno, ma credevo fosse lecito attendersi qualcosina in più dopo ben sei annate di gestazione compositiva.
Tributare se stessi è l'errore più rischioso.
A questo giro passo la mano...
Beastie Boys 0 - Duemilaequattro 1
Tracklist:
1> Ch-Check It Out
2> Right Right Now Now
3> The Hard Way
4> It Takes Time To Build
5> Rhyme The Rhyme Well
6> Triple Trouble
7> Hey Fuck You
8> Oh Word?
9> That’s It That’s All
10> All Lifestyles
11> Shazam!
12> An Open Letter To NYC
13> Crawlspace
14> The Brouhaha
15> We Got The
Allo
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Allo |
| Heineken Jammin Festival 2004 - 18/19.06.2004 - Imola |
Ritorna la calura e con essa la stagione dei festival: sparse per la penisola si aprono le porte alle masse di appasionati per una carrelata infinita di note e ghorgeggi.
Punto fermo (nel bene e nel male) dei vari appuntamenti è l'autodormo di Imola per l'oramai costante evento a firma...
Ritorna la calura e con essa la stagione dei festival: sparse per la penisola si aprono le porte alle masse di appasionati per una carrelata infinita di note e ghorgeggi.
Punto fermo (nel bene e nel male) dei vari appuntamenti è l'autodormo di Imola per l'oramai costante evento a firma luppolosa.
Quest'anno il cartellone delle prime due giornate parla da solo: Imperdibile.
18 Giugno 2004 - Imola
L'apertura per quest'anno è affidata a chi la musica la fa con il giradischi e il campionatore.
Massimi esponenti di una scena in verticale ascesa di consensi e popolarità ecco che quest'oggi il verbo ha la cassa in quattro.
Pomeriggio infuocato e bagnato (visto l'acquazzone che battezza l'apertura delle danze) per una serie interminabile di cambi ai tecnici della folta schiera vinilica del Circoloco Crew e Alex Neri.
La folla inizia a radunarsi in vista delle esibizioni che verranno a seguito dell'evento calcistico inserito in cartellone (mi riferisco alla misera Italia-Svezia).
Danze squilibrate, birra a fiumi e sale stampa accaldate accompagnano i sottoscritti sin al calcio d'inizio dell'incolore evento sportivo.
Chi insulta, chi inveisce ma è già tempo di musica.
Hanno già un piede sulla scaletta del palco i Massive Attack.
Un set che definire incolore è forse generoso: pochi sussulti se non sulle note stonate di Karmacoma ma in sè il set lascia ben poche registrabili sensazioni. Forse non era la proposta migliore dopo il famigerato colpo di culo (e di tacco) degli svedesi.
Il clima è a dir poco sotto-le-scarpe e la serata pare non voler decollare se non che sul palco si da spazio a un tedescotto cicciottello ai molti noto quale Timo Mass.
Pochi attimi ed è delirio sulle note quadrate dei suoi remix più coinvolgenti (i fans di Depeche Mode e Blur ringraziano). Set intenso che spiana il lavoro di quel Norman Cook che a lui seguirà.
Sulle note dei rimaneggiati fratellini White si apre il set del cicciobombo-smilzo ai soliti molti noto quale Fat Boy Slim.
Animatore da villaggio turistico se non che sui tecnici è un maestro.
Un'oretta abbondante di danze divertite e sorridenti deliziano la oramai enorme platea che sin alle due se la balla a più non posso.
Gag, balletti e bandiere tricolori tirano applausi e sorrisi.
Il resto è stanchezza, brezza notturna e amache.
A domani.
19 Giugno 2004 - Imola
Aprendo gli occhi già si sa che la giornata di oggi potrebbe cambiare l'esistenza di un bel pò di fortunati accorsi al palco piramidale verde.
Perchè oggi, con un pò di nostalgia, salirà sul palco una buona fetta di over-fourty che il rock lo hanno segnato se non addirittura cambiato.
Ma andiamo con ordine che sennò vi parlo solo dei di 'quelli che hanno il cantante ciccione'.
Un pò appannati dai bagordi sintetici della serata appena trascorsa si fatica a ritrovare il capo della matassa rock che oggi ci aspetta.
A partire dai Delta V che un pò per scelta e un pò per problemi di pass preferiamo gustarci dalle fresche televisioni della sala stampa.
Idem per i Calling che però ci fregano sottoponendoci l'ascolto degli ultimi due brani. Discutibili direi, a partire dalle acconciature lucide.
Adesso si comincia per davvero.
Saremo stati in tre su diecimila a cantarci gli Starsailor che finiscono comunque per farcire un set a dir poco di spessore in assetto power-pop-trio. Hanno quell'approccio brit che la vince sulla banalità di molte proposte del genere.
A questo punto è la reginetta Polly jane a divertire per un'oretta scarsa. Totoscommesse sull'esistenza o no di biancheria intima della Nostra per un set molto poco rock per gli standard di pulizia sia vocale che strumentale. Alto livello.
L'attesa è finita, dopo dieci annate abbondanti è tempo di Pixies, quelli originali.
Lasciando perdere il dettaglio dell'età e dei chiletti (o chiloni?) di troppo, nulla cambia.
Un set commovente ed intenso a tal punto dal registrare la palma della giornata (e probabilemente della vita...) in anticipo. Per la storia gli anni non passan e per Frank è soci è proprio di storia che si tratta. Irraggiungibili.
Chiunque sfigurerebbe dopo la carica emotiva dei quattro eroi; a questo giro è Ben Harper a farcire un set certamente intenso ma slegato da qualsiasi contesto di serata.
La scaletta quantomai popolare non riesce ad aiutare il malcapitato Ben ed i suoi criminali innocenti ad infiammare la distratta e scossa platea. Il set è comunque gradevole ma stare in mezzo a Pixies e Cure è impresa quantomai ardua.
E' infatti il turno di Smith e soci.
Ho visto Robert Smith.
L'ho visto imprigionato in un corpo che e' cambiato senza controllo, in vestiti troppo larghi, anche se sempre e comunque neri, pallido di cerone, con labbra scarlatte e occhi cerchiati di nero. Lo vedo a poco piu' di un metro, sembra un Elvis con i capelli corvini e spettinati. I fortunati fan che hanno accesso al backstage si comportano come quelle ragazzine urlanti che inseguono la propria boyband preferita, tentando in ogni modo di quantomeno sfiorare l'auto che trasporta chi ha insegnato ad almeno due generazioni la bellezza del pallore della luna e della malinconia.
Robert Smith, mi trema la testa a pensarci. Nel 1978, non ha fatto solo uscire un disco. Ha fondato uno stile di vita, che ancora oggi fa proseliti. E se qualcuno puo' sorridere di chi, tra il pubblico, lo imita con capelli scompigliati e rimmel e' solo perche' non capisce. Robert Smith e' un'icona paragonabile a Kurt Cobain, Che Guevara, Elvis.
Il buio accompagna i The Cure sul palco.
Ovazione e Smith visibilmente teso. Non dice niente, sembra un fantasma con la chitarra, mentre apre le danze con Lost, tanto per farci assaggiare il nuovo album. E dichiarare programmaticamente poi il resto del concerto (/I got lost in someone else/): non ci sara' spazio per le hit da classifica, ma si torna alle riflessioni intimiste e scure. Disintegration rimane comunque nel cuore di tutti i fan, ed e' a loro che regala Fascination street, Lovesong, Pictures of you e la title track. L'approccio musicale e' grezzo, violento, con strappi, schiaffi e distorsioni sul basso di Gallup e pochi decibel per la tastiera. Cooper picchia che e' un piacere. Smith canta, ma si scusa con noi perche' dice che e' ancora freddo e che il tour e' appena iniziato e comunque sono tre anni che non suonano. E il pubblico gli perdona qualsiasi sbavatura e con lui canta Forest per quindici minuti filati (da quanti anni era che non la facevano?!), dopo un set durato due ore abbondanti, ennesimo ringraziamento firmato The Cure a chi in tutti questi anni ha continuato a sperare che le innumerevoli dichiarazioni di scioglimento fossero ogni volta false. I Cure amano i loro fan. Dal megaschermo Smith si fa vedere timido e imbarazzato all'inizio. Alla fine e' il ragazzo immaginario a cui siamo abituati.
Non sono un fan.
Ma e' impossibile non aver sentito lo spirito della storia della musica nel concerto di Imola. Commovente.
di Marco Allegri e Nicola Gastaldi
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Allo |
| AA.VV. - Voli Imprevedibili - tributo a Franco Battiato |
L'idea è di per sè poco originale ed allo stesso tempo efficace.
Riprendere lo splendido e carismatico talento del siculo Franco tributandolo per voce delle più disparate realtà nazionali.
L'altisonante schiera di ospiti incuriosisce con forza l'ascolto che però solo a tratti conferma le pretenziose aspettative.
Ardua è infatti la missione di ri-cantare...
L'idea è di per sè poco originale ed allo stesso tempo efficace.
Riprendere lo splendido e carismatico talento del siculo Franco tributandolo per voce delle più disparate realtà nazionali.
L'altisonante schiera di ospiti incuriosisce con forza l'ascolto che però solo a tratti conferma le pretenziose aspettative.
Ardua è infatti la missione di ri-cantare le controverse trame di Battiato evitando d'ispirarsi allo stesso cantautore.
Lo stile del Nostro risulta talmente radicato dall' ostacolare anche i più originali spunti propositivi.
A Morgan (sia solista che con i Bluvertigo) la palma dell'interpretazione più riuscita rispettivamente con 'L'oceano di Silenzio' e 'Prospettiva Nevsky'.
Altri capitoli guadagnano la sufficenza come la conterranea Carmen con il dialetto di 'Stranizza D'amuri' e i redivivi C.s.i. con 'E ti vengo a cercare'.
Prescindibile gioco di stile che conferma la profonda sorgente d'ispirazione che il superbo Franco sa essere (anche per amici e colleghi).
Il resto è sfizio e poco più.
Tracklist:
Emilia Majello - Gli uccelli (produced and mixed by Planet Funk)
Morgan - L'oceano di silenzio
Carmen Consoli - Stranizza d'amuri
Negrita - Up patriots to arms
Delta V - La cura
Alice - È stato molto bello
Bluvertigo - Prospettiva Neski
Paola Turci - Povera patria
Megahertz - Una cellula
Marina Rei - La stagione dell'amore
Filippo Gatti - Summer on a solitary beach
Pacifico - L'animale
Lele Battista - L'esodo
Giuni Russo - Il re del mondo (Live)
PFM [ Premiata Forneria Marconi ] - Bandiera bianca
CSI [ Consorzio Suonatori Indipendenti ] - E ti vengo a cercare
Allo
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| Domenico Mungo - Sensomutanti |
Seguendo le vicende di uno che la mutazione la schiera quale arma d'ira e passione, mi sono lasciato travolgere dalla dirompente scrittura del bravo Domenico Mungo.
Giovane scrittore, giornalista (Rumore), anarchico e, non per ultimo, Ultrà Viola.
E' infatti da qui che ha senso ripercorrere questo suo esordiente 'Sensomutanti', opera poliglotta...
Seguendo le vicende di uno che la mutazione la schiera quale arma d'ira e passione, mi sono lasciato travolgere dalla dirompente scrittura del bravo Domenico Mungo.
Giovane scrittore, giornalista (Rumore), anarchico e, non per ultimo, Ultrà Viola.
E' infatti da qui che ha senso ripercorrere questo suo esordiente 'Sensomutanti', opera poliglotta vista anche la produzione del cortometraggio 'Sensomutanti. Le immagini/Nero'.
Ma parliamo del libro.
Vicenda quantomai cupa di un ego attorcigliato alle sorti di una squadra, di un colore.
Nozioni di tifoseria e passione che travolgono per l'intensità con le quali la realtà finisce per immergersi al romanzato.
Clichè e luoghi comuni che per troppe primavere hanno stretto a fascia le passioni di chi il cuore non intende celare.
Buono è quindi il fluire della scrittura e positivo è pure lo spunto del soggetto semi-misto autobiografico.
Evitando la banale catalogazione nella parete 'tifoseria/emarginati' il romanzo scava e scava ancora, alternando in sè la banalità e il fervore torinese.
Spunti di biografie arrabbiate: Genova, Blocchi Blu, il Porno e i treni ad alte velocità sono solo alcuni degli ingredienti che potrebbero spingere ad approfondire il discorso.
Scelta per la quale non ci si esime certo dal sottoscrivere.
Riuscito.
Allo
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Allo |
| Fabri Fibra - Turbe Giovanili |
E' da qualche tempo che non frequento le uscite targate doppia H in Italia.
Un'pò di pigrizia mista a disillusione per gli eventi del collasso 98-99 ed ecco che finisci per scordarti di quell'angolo di penisola (l'acquisto delle recensioni di Guido - Dr.Gatti riporteranno certamente in primo piano una scena...
E' da qualche tempo che non frequento le uscite targate doppia H in Italia.
Un'pò di pigrizia mista a disillusione per gli eventi del collasso 98-99 ed ecco che finisci per scordarti di quell'angolo di penisola (l'acquisto delle recensioni di Guido - Dr.Gatti riporteranno certamente in primo piano una scena alquanto in ombra dalle nostre parti).
Ed eccomi riinvogliato a qualche ascolto attuale da uno degli Mc che più aveva divertito le vecchie stagioni (parlo di Uomini di Mare e Basley Click) Mr.Fabri Fibra.
E' infatti per lui tempo di opere soliste mentre il 'come back' del sottoscritto si apre in grande stile con uno skit d'apertura di quelli giusti: 'mmm, ogni volta che vedo una gnocca, penso come sarebbe se me lo prendesse in bocca!'. Olè, nulla è cambiato!
Ed in effetti Fabri è sempre lo stesso, tremendo rimaiolo d'assalto.
Tecnica cristallina di un gran bel talento di genere che onestamente meriterebbe qualche luce di ribalta in più.
Certo, non è il disco che segnerà le sorti del movimento (se ancora così s'ha da definire) ma la costante linea d'ironia del Nostro risulta, come sempre, irresistibile.
Basi scarne ma godili farciscono la sinusoide artistica alternando picchi positivi su pezzi più cazzari (Scattano le indagini, Dove Fuggi?) a situazioni traballanti reperibili in atmosfere più romantiche ed intime (Luna Piena, Fuori Norna).
E' comunque un piacere risentirlo.
Bentornati a tutti!
TRACKLIST:
1. Scattano Le Indagini
2. Luna Piena
3. Dalla A alla Zeta
4. Dove Fuggi
5. Di Fretta
6. Fuori Norma
7. Ci Penso Dopo
8. Mi Stai Sul Cazzo
9. Per Averti Qui
10.Come Te featuring Al Castellana
11.Chi C’è
12.Se Non Dai Il Meglio / Non Io
13.In Quanti ?
14.Nuovi Stili D’ Insonnia
15.Personaggi Di Passaggio featuring Nesly Rice
16.Di Noi
17.Ma Che Persona
Allo
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| Dedalo - Foglie in Ira |
Arriva l'estate e con essa una gran bella novità: la prima etichetta discografica italiana (Emu)gestita da una Università (quella di Siena).
Ecco quindi i Dedalo, primo prodotto del suddetto progetto.
Si tratta di cinque giovanotti (tra cui Bernice, voce del gruppo) che sin dal novantanove si adoperano.
Un rock diretto e decisamente limpido...
Arriva l'estate e con essa una gran bella novità: la prima etichetta discografica italiana (Emu)gestita da una Università (quella di Siena).
Ecco quindi i Dedalo, primo prodotto del suddetto progetto.
Si tratta di cinque giovanotti (tra cui Bernice, voce del gruppo) che sin dal novantanove si adoperano.
Un rock diretto e decisamente limpido (tecnicamente) che risente delle radici certamente non freschissime da ex-coverband.
Il tentativo in sè non è da sottovalutare, ma la resa pare talvolta pretenziosa e dedita forse ad una eccessiva derivazione di stile.
Certo, il suono è preciso ed il lavoro pare proprio di livello...mancherebbe qualche intuizione personale in più.
Troppi rimandi anche per le certamente non brillanti liriche declamate dalla quantomai efficace ugola di Bernice.
Ammirevole resta l'opera di pubblicazione d'ateneo ma per ciò che l'udito avverte rimane certamente qualcosa da rivedere.
Tracklist:
Il pellicano
Indefinibile
Stessa terra
Il bersaglio
Parla la follia:
Nova
Urlo
A memoria d’acqua
Foglie in ira
Allo
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| Anonimo Ftp - My Dreams |
La nuova venuta per i milanesi Anonimo Ftp si chiama 'My Dreams' ed è targata Midfinger.
Si tratta della seconda parentesi dopo il precedente 'Vetro' edito dalla Load-up.
Accezzione rock di chiara derivazione oltreoceanica a metà tra la rumoristica espressione e la melodia più intima.
La ricerca della band pare aver dato...
La nuova venuta per i milanesi Anonimo Ftp si chiama 'My Dreams' ed è targata Midfinger.
Si tratta della seconda parentesi dopo il precedente 'Vetro' edito dalla Load-up.
Accezzione rock di chiara derivazione oltreoceanica a metà tra la rumoristica espressione e la melodia più intima.
La ricerca della band pare aver dato alcuni gradevoli frutti nella costante e faticosa ricerca di una propria caratterizzazione personale.
Difficile è comunque non riscontrare le solite e scomode somiglianze a icone, nazionali e non, dell'ala rock in questione. Ma forse questo rimane inevitabile (anche se gli Afterhours fanno capanna un pò ovunque, la title track a tratti è imbarazzante).
Meglio fermarsi sulla discreta resa delle canzoni e sulla sufficiente scorrevolezza di un disco certamente non epocale ma che confezionerà indiscutibili soddisfazioni per i Nostri.
Tracklist:
01. One
02. Match
03. Flyin' Away Now (anyway)
05. My Dreams
06. Heart
08. Call Me In November
09. The Evidence
11. John McHey
12. Brass Vs Guitars
13. Partner
15. Psycho
Allo
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| Kings of Convenience - Riot on an Empty Street |
La linea che lega il precedente 'Quiet is the new loud' al nuovo 'Riot on an empty street' pare dichiarata già dal titolo.
Erlend ed Eyrick certo si divertono nel fondere QUESTO ed il suo semplice OPPOSTO.
Certo il giochetto porta fortuna vista l'ottima resa del nuovo e continuativo lavoro.
Non so ancora...
La linea che lega il precedente 'Quiet is the new loud' al nuovo 'Riot on an empty street' pare dichiarata già dal titolo.
Erlend ed Eyrick certo si divertono nel fondere QUESTO ed il suo semplice OPPOSTO.
Certo il giochetto porta fortuna vista l'ottima resa del nuovo e continuativo lavoro.
Non so ancora bene se le attese sono state esaurite a pieno o rimane qualcosa che non eguaglia i due lavori.
L'unica cosa è che questo è indiscutibilmente un disco splendido.
Certo il discorso rimane lineare a ciò che ha fatto ricadere sui Kings of Convenience non poche attenzioni.
Le luci della ribalta ben poco condizionano 'il difficile' secondo capitolo portando i suoi autori a guadagnarsi una delle preziose piazze di portavoce di quel filone che alcuni si ostinano a ribattezzare NAM (New Acoustic Movement), tanto per intenderci.
La magia delle ballate resta immutata mentre lievi accenni a delicate caramelle pop (vedi il singolo Mistread) altro non fanno se non riempire un piatto già di per sè ricco.
E l'acquolina, costante, divora.
Tracklist:
1. Homesick
2. Misread
3. Cayman Islands
4. Stay Out Of Trouble
5. Know How
6. Sorry Or Please
7. Love Is No Big Truth
8. I'd Rather Dance With You
9. Live Long
10. Surprise Ice
11. Gold In The Air Of Summer
12. The Build Up
Allo
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Bill Horton |
| Intervista con Gianluca Morozzi |
"Tomas e Claudia trovano contemporaneamente le rispettive chiavi di casa, le isolano con le dita dalle altre del mazzo. L’ascensore ha appena superato l’ottavo piano.
Anche Ferro cerca la chiave di casa. E proprio in fondo alla tasca, vicina al coltello a serramanico. L’ascensore ha appena superato il nono piano. Ha...
"Tomas e Claudia trovano contemporaneamente le rispettive chiavi di casa, le isolano con le dita dalle altre del mazzo. L’ascensore ha appena superato l’ottavo piano.
Anche Ferro cerca la chiave di casa. E proprio in fondo alla tasca, vicina al coltello a serramanico. L’ascensore ha appena superato il nono piano. Ha una voglia pazzesca di fumare, Ferro. Ha il pacchetto di sigarette e lo Zippo nel taschino della camicia.
Appena entro in casa mi faccio una paglia. Prima bevo un bicchier d’acqua, che sto crepando di caldo e ho la camicia incollata alla schiena, cazzo, poi mi fumo una paglia.
Lo Skylark 2000 ha appena superato il decimo piano.
Alle 17:03, lo Skylark 2000 ha appena superato l’undicesimo piano.
Quando, di colpo, in cabina si spengono le luci.
E l’ascensore si ferma.
Tra l’undicesimo e il dodicesimo piano."
“Blackout” (Guanda Edizioni) è il titolo dell’ultimo libro di Gianluca Morozzi: una ragazza lesbica con un amore lontano, un adolescente fan di Springsteen con un treno da prendere a tutti i costi, un losco gestore di locali sui colli bolognesi con un segreto da nascondere. E un ascensore bloccato durante un ferragosto infuocato. Questi gli ingredienti di un allucinato viaggio nella psiche umana e nelle più infantili paure per uno dei libri più tesi e ben scritti di quest’anno. Abbiamo girato qualche domanda a Gianluca, appassionato scrittore e rocker (tra un libro e l’altro suona in due band). Gianluca Morozzi è nato nel 1971 a Bologna, dove vive. Prima di “Blackout” ha pubblicato i romanzi “Despero”, “Dieci cose che ho fatto ma non posso credere di aver fatto, però le ho fatte”, “Accecati dalla luce” e la raccolta di racconti “Luglio, agosto, settembre nero”, tutti usciti per Fernandel.
I tuoi romanzi sono pieni di citazioni e piccoli omaggi a band e cantanti rock, che rapporto c'è tra musica e scrittura?
Io suono in due gruppi, per cui la musica nella mai vita ha un'importanza che definire rilevante sarebbe riduttivo... quando scrivo solitamente ascolto musica tranquilla, straniera, di gruppi o cantanti che mi piacciono ma per i quali non stravedo. Tranquilla perché la musica troppo rumorosa mi distrae, straniera perché se ascoltassi musica italiana mi distrarrebbero le parole, di gruppi che mi piacciono per i quali non stravedo perché se ascoltassi gli Who, tipo, mi metterei a cantare tutte le canzoni e non scriverei più. Per esempio, “Blackout” è stato scritto col sottofondo del terzo album dei Black Heart Procession, “Despero” con il terzo dei Belle & Sebastian e col terzo degli Eels, gli altri col silenzio...
"Blackout", il tuo ultimo lavoro, è una storia nera, clustrofobica, grondante di sangue, paura, incubi con un finale grottesco e forse ancora più terribile di tutta la vicenda raccontata. Anche "Dieci cose che ho fatto" sconfina spesso in territori a cavallo tra onirico e reale... è una dimensione che sembra ispirarti particolarmente...
“In Accecati dalla luce” mi serviva a mostrare episodi che erano già il passato per il me stesso autore del libro, ma che erano il futuro per il me stesso narratore ancorato all'ottobre del 2002... un espediente narrativo, in sostanza. In “Dieci cose” avevano una funzione grottesca e ironica, mentre in “Blackout” servivano ad alimentare il gioco del dentro-fuori tra l'ascensore e il mondo esterno (reale o sognato) e a creare un clima di torbida tensione... il sogno del verme di Ferro, ad esempio, prefigura quello che sta per accadere al personaggio...
In "Blackout" come hai lavorato sulle figure dei tuoi personaggi? Parti con un profilo già ben definito o li conosci piano piano, durante la storia?
Ho iniziato conoscendo bene i personaggi, ma alcuni di questi hanno preso vita strada facendo... Claudia è diventata sempre più dura e forte durante il romanzo, togliendo energia a Tomas che al contrario si è poco a poco accartocciato su se stesso...
“Accecati dalla luce” è un divertente (qualche volta commovente) ritratto dei fan springsteeniani. Come è nata l'idea di dedicare un intero libro al mondo dei fan di Springsteen?
E' nata da un racconto chiamato “Il fuoco dentro”, in cui già compariva un giovane e ancora innocui Aldo Ferro, in cui la storia di un'amicizia attraversava dieci anni di concerti springsteeniani... lì ho avuto l'idea di scrivere tutto un libro di racconti sull'argomento. Poi il libro di racconti è diventato un romanzo, e di aneddoti ho dovuto lasciarne fuori una carrettata per non far diventare “Accecati dalla luce” un tomo di dimensioni mostruose...
Molti definiscono Bologna come la nuova capitale del giallo, ma in realtà tutta l'Emilia-Romagna è da parecchio tempo una fucina letteraria ricchissima, con alcuni tra gli autori più interessanti. Penso a Enrico Brizzi, Carlo Lucarelli, Paolo Nori, Wu Ming... e ora il tuo nome che circola sempre di più... pensi che si possa parlare di una "scena emiliana"?
Difficile a dirsi. Stiamo parlando di autori molto diversi... probabilmente un certo fermento, un'irrequietezza di fondo che ci fa stare legatissimi alla terra in cui siamo ma a creare senza sosta mondi di fantasia, o ad analizzare la realtà che ci circonda e a metterla su carta...
A quali autori ti senti più legato, o più in debito?
Hmm, cambiano tutti i giorni, comunque oggi ti dico Joe R.Landsdale, Paolo Nori, Marco Rossari, Bukowski, Dovlatov, Garth Ennis, Peter David, il primo Tondelli, il primo Irvine Welsh, Nick Hornby. E Andrea Pazienza.
Luca Muchetti
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Allo |
| One Dimensional Man - Take Me Away |
Per tutti quelli più spettinati, ormai a digiuno da troppo tempo: riecco i One Dimensional Man.
Sono cambiate tante cose, forse troppe, per un disco già da tempo confezionato, in attesa di trovare una giusta e coerente dimensione di pubblicazione (e la coerenza dei Nostri si fa valere nella...
Per tutti quelli più spettinati, ormai a digiuno da troppo tempo: riecco i One Dimensional Man.
Sono cambiate tante cose, forse troppe, per un disco già da tempo confezionato, in attesa di trovare una giusta e coerente dimensione di pubblicazione (e la coerenza dei Nostri si fa valere nella scelta del connubbio Ghost e Midfinger).
La line up non prevede più alle sei corde Giulio Favero (che nel frattempo ha messo le mani ad alcuni dei dischi più interessanti dell'annata appena trascorsa, compreso questo!), sostituito dal giovane e talentuoso Carlo Veneziano.
Lo scheletro rimane di per sè immutato con quell'accezzione rock oramai loro impronta assodata, mentre il gran bel passo avanti si riscontra in fase sonoro-compositiva con una propoensione relativamente aperta alla melodia pura.
Non fraintendiamoci, niente ballate elettroacustiche, del resto sempre di Odm si sta parlando!
Discorso quindi di schiaffoni sonori che, per l'appunto, spettinano (la palma di gradimento va alla rimbalzante 'Only Mistakes').
Nulla pare fuori posto mentre anche questa nuova prova finisce nell'archivio delle promozioni a pieni voti...
...sezione, ovviamente, -SPETTINATI-.
Tracklist:
1. Fool World
2. Tell Me Marie
3. Only Mistakes
4. What Ever You Want
5. Mad At Me
6. 3 Little Women
7. 5 Square Yards
8. The 4th Floor
9. Just Boy
10. Take Me Away
11. Big Deal
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| Marlene Kuntz - Fingendo la poesia |
Dopo una prolungato silenzio, riempito da un lungo tour, riecco i beniamini Marlene Kuntz con questo ep a supporto del nuovo singolo estratto dell'ultimo 'Senza Peso'.
Si tratta di 'Fingendo la Poesia'.
Il brano è di per sè splendido se non che la richezza della suddetta pubblicazione è riconducibile anche ad...
Dopo una prolungato silenzio, riempito da un lungo tour, riecco i beniamini Marlene Kuntz con questo ep a supporto del nuovo singolo estratto dell'ultimo 'Senza Peso'.
Si tratta di 'Fingendo la Poesia'.
Il brano è di per sè splendido se non che la richezza della suddetta pubblicazione è riconducibile anche ad altro.
Appaiono infatti per la prima volta nella ormai decennale storia dei Nostri, due rivisitazioni.
Si tratta di 'Non Gioco più' ed 'Alle prese con una verde Milonga' rispettivamente di Mina e Paolo Conte.
Disincantate rivisitazioni-tributo incentrate alla rivalutazione di un passato nazionale talvolta poco considerato.
E' quindi un piacere poter vantare un tramite tanto fascinoso.
Le restanti due tracce (inedite) completano l'opera di quel sognante sapore ormai marchio d'impresa dei Nostri.
Certo è prematuro e fuori luogo tirare somme, ma se questo deve essere un anti-antipasto al corso evolutivo post-senza peso, bè non mi astengo dal gioirne.
Detta da uno che in Marlene fatica a rilevare il termine 'involuzione'.
In attesa.
Tracklist:
1. Prima
2. Fingendo la poesia
3. Non gioco più
4. Alle prese con una verde milonga
5. Il vortice
6. Poi
Allo
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| N/A -
Allo |
| Faithless - No Roots |
Dopo la deludente fase calante del precedente 'Outrospective' il percorso Faithless pareva non riuscire a ritrovare più la retta ispirazione.
Pochi contenuti e tante idee accozzatte in un miscuglio talvota ben poco penetrante.
'No Roots' si dipinge quindi a risposta di questa ed altre interrogazioni stilistiche.
Ed il risultato? Boh...
la situazione è...
Dopo la deludente fase calante del precedente 'Outrospective' il percorso Faithless pareva non riuscire a ritrovare più la retta ispirazione.
Pochi contenuti e tante idee accozzatte in un miscuglio talvota ben poco penetrante.
'No Roots' si dipinge quindi a risposta di questa ed altre interrogazioni stilistiche.
Ed il risultato? Boh...
la situazione è controversa se si parte con una anticipazione come quella di 'Mass Destruction'.
Il pezzo è infatti uno dei capitoli più riusciti dell'intero lavoro che onestamente fatica a mantenere il passo del singolo di spinta (adorato sia in versione originale che non nel più noto mix di Sister Bliss).
Maxi Jazz punge come sempre ed onestamente pare pure in forma, ma manca qualcosa nel suono, nelle intuizioni.
La ricerca del concetto pare aver scalzato la passione per la genuinità progressive da sempre rivelata dai Nostri.
Il revival è come sempre dietro l'angolo.
Difficile è quindi ri-innamorarsi di ballate della nuova era a marchio Faithless...
...ma non impossibile.
Tracklist:
01. Intro
02. Mass Destruction
03. I Want More - Pt 1
04. I Want More - Pt 2
05. Love Lives On My Street
06. Bluegrass
07. Sweep
08. Miss U Less, See U More
09. No Roots
10. Swingers
11. Pastoral
12. Everything Will Be Alright Tomorrow
13. What About Love
14. In The End
15. Mass Destruction [P*Nut and Sister Bliss Mix]
Allo
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| N/A -
Allo |
| Polly Paulusma - Scissors in my pocket |
L'atmosfera di un disco prettamente invernale, delicato e soffuso, si conquista un posto bello alto nella playlist estiva del sottoscritto.
Si, senza dubbio, vista la graziosa semplicità che Polly dimostra in profondità melodica.
Voce di quelle che accarezzano condisce ulteriormente una ricetta di per sè già sentita ma che con sè...
L'atmosfera di un disco prettamente invernale, delicato e soffuso, si conquista un posto bello alto nella playlist estiva del sottoscritto.
Si, senza dubbio, vista la graziosa semplicità che Polly dimostra in profondità melodica.
Voce di quelle che accarezzano condisce ulteriormente una ricetta di per sè già sentita ma che con sè trasporta una freschezza attualmente senza pari.
La differenza stavolta è innata, radicata sotto pelle. Si chiama talento.
Perchè le canzoni di Polly scendono fino al cuoricino e da lì non si muovono più conquistando in anche in pochi e distratti ascolti.
Davvero una nuova Stella sorta in una scena costantemente bisognosa di talenti puri come quella indipendente.
L'ascolto è quindi sottoscritto e doveroso per una che senza dubbio farà parlare di sè...
...ma tanto (visto anche lo spot...)!
Tracklist
1. Dark Side
2. I Was Made To Love You
3. One Day
4. She Moves In Secret Ways
5. Over The Hill
6. Carry Me Home
7. Mea Culpa
8. Give It Back
9. Anywhere From Here
10. Perfect 4/4
11. Something To Remember Me By
Allo
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| N/A -
Allo |
| Franklin Delano - All my senses are senseless today |
L'emilia di centro è lo scenario, il deserto è l'ispirazione.
Certo è da analizzare la venuta di questo esordio discografico per i Franklin Delano, fresca realtà emergente nostrana della provincia modenese.
Nient'altro che un demo rimasterizzato e pubblicato dalla Zahr per un esordio di livello indiscusso.
La ricerca dei Nostri (tra i...
L'emilia di centro è lo scenario, il deserto è l'ispirazione.
Certo è da analizzare la venuta di questo esordio discografico per i Franklin Delano, fresca realtà emergente nostrana della provincia modenese.
Nient'altro che un demo rimasterizzato e pubblicato dalla Zahr per un esordio di livello indiscusso.
La ricerca dei Nostri (tra i quali Marcella e Vittoria - ex Massimo Volume) parte da visioni oltreoceaniche vicine a Califone ed Okkervil River insinuandosi visceralemente in genuinità decisamente più nostrane.
Questo pare il valore aggiunto ad un prodotto certamente non impeccabile ma di certa resa emotiva.
Certo, le lacune si lasciano comunque riconoscere per un prodotto impolverato da quasi due annate trascorse ma che comunque regala indubbia curiosità per ciò che è destinato a venire (cioè il disco che i Nostri stanno registrando a Chicago con, e scusa se è poco, mr. Brian Deck).
Le aspettative non possono che essere alte.
Buno Lavoro.
01. Question
02. About These Nights
03. Take Off
04. He
05. Hello
06. Your Perfect Skin Line
07. You Told Me
Allo
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| N/A -
Allo |
| Wilco - a Ghost is Born |
Non lascia certo indifferenti il ritorno (e per certi versi la rinascita) dei Wilco.
Un disco (il quinto) atteso e ad altissimo rischio di quasi-non perfetta riuscita dopo il sorprendente 'Yankee Foxtrot Hotel'. Invece ecco sbucare una delle migliori cose ascoltate in questa mezza annata di zero-quattro.
La genuinità pare trasudare...
Non lascia certo indifferenti il ritorno (e per certi versi la rinascita) dei Wilco.
Un disco (il quinto) atteso e ad altissimo rischio di quasi-non perfetta riuscita dopo il sorprendente 'Yankee Foxtrot Hotel'. Invece ecco sbucare una delle migliori cose ascoltate in questa mezza annata di zero-quattro.
La genuinità pare trasudare dagli accordi che il risorto Tweedy compone per questa nascita del Fantasma; un fantasma buono però, la luminosità di copertina la dice visibilmente lunga, certamente sorridente e voglioso di riinfilarsi nelle trame della quotidianità più Normale.
Si, perchè gli ultimi anni del Nostro parevano aver definitivamente seppellito l'insegna Wilco, tra antidolorifici ed emicranie, lasciando spazio a cliniche ed ambulatori.
Ecco quindi che la sensibilità trova il suo valore aggiunto (merito va anche all'amico produttore Jim O'Rouke) regalando una carrellata di nuove e riuscite composizioni a dir poco sorprendenti per spessore e contenuti.
Nulla a che fare con ricerche di comprensioni da convalescenza, il Nostro pare aver definitivamente vinto alcune delle sue battaglie, uccidendo i Fantasmi cattivi per farne nascere, appunto, di Nuovi...
...dal guscio candidamente bianco.
Tracklist:
01. At Least That's What You Said
02. Hell Is Chrome
03. Spiders (Kidsmoke)
04. Muzzle of Bees
05. Hummingbird
06. Handshake Drugs
07. Company in My Back
08. I'm a Wheel
09. Wishful Thinking
10. Theologians
11. Less Than You Think
12. Late Greats
Allo
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| N/A -
Guido |
| Back in the days...... |
Il mio amico Davide mi ha invitato a fare un salto nel vicino passato e mi ha inviato queste due righe su un gran disco. Io mi limito a pubblicarle e a darle in pasto a voi. Buon "ascolto".
“La rivoluzione non sarà trasmessa in televisione” E’ con questa frase di...
Il mio amico Davide mi ha invitato a fare un salto nel vicino passato e mi ha inviato queste due righe su un gran disco. Io mi limito a pubblicarle e a darle in pasto a voi. Buon "ascolto".
“La rivoluzione non sarà trasmessa in televisione” E’ con questa frase di Gil Scott-Heron che si apre questo “Like water for choccolate” cd che segna il passaggio, definitivo, di Common da B-boy a B-man. E’ un lavoro adulto e maturo in cui si coglie perfettamente lo spirito rivoluzionario che si porta dentro l’artista. E, se pensate che ciò possa essere indice di pretenziosità o arroganza, vi sbagliate; questo disco è poetico, intenso, personale e, allo stesso tempo, divertente come pochi altri. “Like water for choccolate” è un chiaro segno di crescita in cui Common cerca di ottimizzare il processo di sensibilizzazione della gente attraverso la sua arte. L’artista di Chicago, nato Rashid Lynn, è sempre stato un compositore di poesia in musica e qui dà il meglio di se con strofe che si rincorrono e si attorcigliano una con l’altra, donandoci una struttura densa di sentimenti e orgoglio, sempre ben bilanciata tra consapevolezza e intrattenimento. Tutto il disco è un monumento al Hip Hop; Common ci prende per mano e ci accompagna attraverso il soul, il funk e il jazz senza mai perdere il suo caratteristico flow e senza mai annoiarci, tanto che ogni canzone e più bella ad ogni nuovo ascolto. Ospiti importanti contribuiscono alla riuscita del cd: ?uestlove e Razhel dei Roots, Jay Dee, Dj Premier per la produzione, Roy Harpgroove con la sua tromba e Jill Scott, Macy Gray, D’Angelo e Bilal con le loro voci.. Quando acquisterete questo disco, (si avete capito bene “quando”), e ascolterete la canzone dedicata ad Assata Sakur, (un’attivista delle Pantere Nere che fuggi in asilo politico a Cuba dopo che fu ingiustamente accusata e incarcerata per un omicidio che non commise) capirete quanto Common sia toccato dalle cose che racconta e sentirete anche voi la passione che prova per questa donna e per la sua storia e per tutte le altre storie che ci racconta. Passione che lo rende parte integrante di una piccola elite composta da pochi altri artisti Hip Hop di questi ultimi anni.
Da avere assolutamente.
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| N/A -
Allo |
| [Special] intervista Yellowcard - Bologna - 5.9.04 |
L'ambito è quello del palco 'minore' (Tenda Estragon) all'Independent Days 2004 a Bologna.
Loro sono gli Yellowcard, fresca e intraprendente realtà emergente della scena punk-pop californiana.
Il disco si chiama 'Ocean Avenue' ed è pubblicato per la Capitol in tutto il mondo e pare piacere non poco (vista anche la loro...
L'ambito è quello del palco 'minore' (Tenda Estragon) all'Independent Days 2004 a Bologna.
Loro sono gli Yellowcard, fresca e intraprendente realtà emergente della scena punk-pop californiana.
Il disco si chiama 'Ocean Avenue' ed è pubblicato per la Capitol in tutto il mondo e pare piacere non poco (vista anche la loro recente partecipazione e vittoria agli Mtv Video Music Awards di Miami).
Li contraddistingue un inedito violino folk a spalla dei distorti d'ordinanza.
Veri paladini da frequenze studentesche di quelle decisamente più soleggiate, insomma.
Abbiamo fatto due chiacchere...
Vi abbiamo visto pochi giorni fa, sul palco degli MTV Video Music Awards, a ritirare un premio che può significare tanto per una band agli esordi. Per voi cosa ha rappresentato?
E’ stato prima di tutto un grande onore vincere un premio simile, tra l’altro in una categoria in cui è stato il pubblico a votare, di questo siamo enormemente grati ai nostri fans, che ci seguono con così tanto calore.
Non ho mai perso una cerimonia degli MTV Awards, tutti gli anni mi trovavo davanti alla TV a seguirla, fin da quando ero bambino, sognavo prima o poi di trovarmi su quel palco a ritirare, ma in realtà non avrei mai creduto che sarebbe potuto succedere. E’ stata una emozione unica.
Quali sono le vostre ispirazioni musicali?
Sono molto diverse per ognuno di noi. Sean (violino) ha ovviamente maggiori ispirazioni provenienti dalla musica classica, Longineu ascolta soprattutto heavy metal e gruppi come Pearl Jam, Pink Floyd, io amo molto i Foo Fighters, Nirvana, Green Day, ma più di tutti amo le canzoni, sono un amante delle belle canzoni, comunque esse siano.
Gli Yellowcard hanno raggiunto il successo con il loro terzo disco, cos’è cambiato rispetto al passato?
Per questo disco abbiamo trascorso più tempo insieme, siamo stati per tre settimane in una casa, evadendo solo nei weekend, in un ambiente che portasse ispirazione, è stato un processo differente rispetto al passato, abbiamo curato molto di più i testi, è stato un processo differente e naturalmente con il tempo siamo semplicemente maturati ed evoluti come band
C’è una canzone di “Ocean Avenue” alla quale siete maggiormente affezionati?
Si, si intitola “Believe”, l’abbiamo scritta dopo l’11 settembre, in riferimento a quanto è accaduto. Abbiamo voluto trasmettere attraverso questa canzone un messaggio positivo, di forza e incoraggiamento, sentivamo il bisogno di farlo.
Siete cambiati come persone da quando avete raggiunto il successo?
La nostra vita è decisamente cambiata, siamo in tour da 16 mesi, durante i quali siamo tornati a casa giusto un paio di volte, anche se oramai è difficile dire quale veramente sia casa nostra. Come persone invece non ci sentiamo cambiati, siamo stanchi, felici, pieni di voglia di fare, ma sempre noi stessi.
Sedici mesi in tour…chissà quanti ligiti sul tour bus, come li risolvete?
Con un po’ di whisky nelle vene si risolve sempre tutto!
Cosa consigliate a tutti i gruppi giovani che stanno cercando di raggiungere il successo?
Purtroppo è un momento difficilissimo per la musica, la discografia è in crisi ed è dura per i gruppi più giovani riuscire ad ottenere un contratto e ad emergere. Possiamo soltanto dire che il successo si misura anche in base all’amore con cui si fa musica, se un gruppo riesce a restare unito e a trarre soddisfazione dalla propria passione per la musica, può considerarsi soddisfatto. Il successo non si misura solo in base a quanto sei famoso.
Perchè “Ocean Avenue”?
Ocean Avenue è un posto che si trova a Jacksonville, in Florida, un luogo dove abbiamo trascorso molto tempo, vicino al mare, che è stato per noi una grande fonte di ispirazione.
Avete un sogno o incubo ricorrente?
Ci sono sogni che talvolta si ripetono per un’intera settimana, ma non voglio dire di cosa si tratta, è troppo personale. A volte mi sveglio ma cerco di riaddormentarmi nella speranza di proseguirlo!
Insomma, loro il cuore ce lo mettono!
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| N/A -
Allo |
| Independet Days festival 2004 - 4.09.2004 - Bologna |
L'attesa per questa prima giornata di Independent Days 2004 non poteva che essere incontenibile viste le spesse corde di un cartellone qualitativamente inarrivabile.
Tutto fin troppo bello per esser vero. Ecco quindi le defezioni dell'ultim'ora di Keane e Deus. Delusione.
Di carne al fuoco ne rimane comunque tanta, e di quella...
L'attesa per questa prima giornata di Independent Days 2004 non poteva che essere incontenibile viste le spesse corde di un cartellone qualitativamente inarrivabile.
Tutto fin troppo bello per esser vero. Ecco quindi le defezioni dell'ultim'ora di Keane e Deus. Delusione.
Di carne al fuoco ne rimane comunque tanta, e di quella gustosa.
Perdo a malincuore le aperture di giornata di Ray Daytona, Julie's haircut e Tre allegri ragazzi Morti seguiti a ruota dalla primo live personale, quello dei Mondo Generator.
Per chi non lo sapesse si tratta del progetto parallelo di Nick Olivieri (ormai ex Queens of the Stone age).
Power trio dalle connotazioni hard che però pare non disdegnare trame melodiche di non faticosa presa.
L'apertura coinvolge e incuriosisce trovando però rughe da noia solo dopo una manciata di pezzi. La discesa di gradevolezza risulta inarrestabile e costante sin alla comparsata di Mr.Lanegan a risollevare le sorti a modo suo.
Antipasto del suo set (in scaletta proprio dopo i Mondo Generator) che altro non fa che se accrescerne l'acquolina.
Eccolo quindi, con la Mark Lanegan Band al completo.
L'ugola pare in costante decadimento Waitsiano e questo non può che rendere in Nostro ancor più fascinoso e ammaliante.
Set statico, quasi impassibile, che cementa le conferme di un talento enorme(ndr - vedi anche l'ultimo Bubblegum nei negozi dallo scorso 27 Settembre). Poche pippe e tanto Cuore. Immenso.
Scende Lanegan e cala il tramonto.
E' tempo di altro, del pronostico più a rischio: The Libertines.
Lo sfondo giganteggia con la copertina del precedente 'up the Bracket' a fare da cornice. Qui l'attesa si fonde a incertezze sulla resa di un set controverso.
I dubbi finiscono nella cesso appena Carl Barat e soci intonano l'apertura del set. E proprio di 'Up the Bracket' si tratta.
I Nostri ci sanno fare, non c'è che dire, anche in formazione rimaneggiata vista la defezione tossicologica di Pete Doherthy.
C'è da divertirsi e la platea non si fa certo pregare. Ottimo.
Altro cambio palco, atro fondale. Questa volta c'è scritto Franz Ferdinand.
Il turbine è devastante.
Giuro. Resto tutt'ora devastato dallo spessore del set degli scozzesi. Da ballare dall'inizio alla fine con un potenziale ottanta quasi invidiabile. Peccato che sul palco c'era solo un synth (usato ben poco).
La mistura dei Nostri è entusiasmante (immagina di fare un balzo miscelatore da '60 a '90). Pazzeschi, chapeau per loro.
Sono talmente eccitato dall'esibizione dei FF che finisco per godermi relativamente le discese rumorose dei Sonic Youth.
A distanza di due (o tre?) anni pare che le cose siano cambiate ben poco: il solito ipnotico, inarrivabile show.
Te lo godi, lo vivi dall'inizio alla fine, ti inchini davanti ai Maestri e tutte le solite cose, ma nella testa ti continua a rimbalzare quel presentimento.
'Sta a vedere che hai appena assistito al live di una (nuova) band che finirà per segnare i tuoi tempi (in certi casi un disco basta e avanza)'.
Sarà che la freschezza la vince sempre?
Stavolta pare proprio così.
Allo
Allo
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Allo |
| AA.VV. - The Beatles Tribute |
Certo non è l'idea più orginale.
La classica compila di brani ripescati dall'immensa e splendida discografia dei fab Four.
Questa volta però le fila le tira la bergamasca Jestrai, che oltre al suo roster, propone alcuni dei finalisti del concorso jestrairock 2003.
E se ne sentono delle belle!
Da passaggi decisamente sotto-livello si...
Certo non è l'idea più orginale.
La classica compila di brani ripescati dall'immensa e splendida discografia dei fab Four.
Questa volta però le fila le tira la bergamasca Jestrai, che oltre al suo roster, propone alcuni dei finalisti del concorso jestrairock 2003.
E se ne sentono delle belle!
Da passaggi decisamente sotto-livello si passa a rivisitazioni di buono e gradevole spessore.
Mi riferisco alla laconica 'Eleanor Rigby' a firma Lecrevisse, ed a una 'Black Bird' quantomai efficace nella veste electro-acustica proposta dai Beaucoup Fish.
Il resto altalena a pendolo e finisce per non colpire eccessivamente.
Vero valore rimane comunque l'indiscutibile genuinità propositiva che ogni band (nel bene e nel male) mantiene.
E questo è di per sè il traguardo più importante.
Tracklist:
Love in elevator - Helter Skelter
Fiub - Day tripper
Lecrevisse - Eleanor Rigby
TBH - Penny lane
Karnea – Something
Lana - While my guitar sweep
Black eyed Susan - Don't let me down
Renoir - Strawberry fields forever
Sister confusion – Help
Noise criteria - Free as a bird
Motel Kasablanka - You have got to head your love
Beacoup fish - Black bird
Allo
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| N/A -
Allo |
| Afterhours - Gioia e Rivoluzione |
Quello scritto qui sopra è forse sbagliato.
Perchè di canzoni di Agnelli & co. proprio non ce ne sono.
Ma certo non se ne sente l'esigenza vista la portata musical-culturale che i Nostri hanno deciso di rivisitare.
Tre sono infatti le generazioni toccate da una operazione più tributante che altro.
Le prime due...
Quello scritto qui sopra è forse sbagliato.
Perchè di canzoni di Agnelli & co. proprio non ce ne sono.
Ma certo non se ne sente l'esigenza vista la portata musical-culturale che i Nostri hanno deciso di rivisitare.
Tre sono infatti le generazioni toccate da una operazione più tributante che altro.
Le prime due tracce, si può dire, siano imposte dalla presenza di Manuel e soci nel nuovo film di Guido Chiesa.
Loro fanno gli Area di Demetrio Stratos.
E' inevitabile la presenza quindi di 'Gioia e Rivoluzione' (1974 - Area) in ben due versioni: quella del video e quella del film.
Seguono altre due piccole caramelle tributanti nell'ordine i due monumenti De Andrè e Fossati.
La prima è 'la Canzone di Marinella' (1964 - Fabrizio de Andrè) già apertura di buona parte dei concerti 2004. Ipnotica ed efficace.
L'altra è 'la canzone popolare' (1992 - Ivano Fossati) che invece viene imbustata in una inedita visione combat-rock.
Certamente nulla per cui mobilitarsi eccessivamente, ma ciò che c'è risulta ben fatto.
Quindi...applauso (a tutti: autori ed esecutori)
Tracklist:
1. Gioia e Rivoluzione (Video)
2. Gioia e Rivoluzione (film)
3. La canzone di Marinella
4. La canzone popolare
Allo
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| N/A -
Dad |
| ELECTRIC MUD |
Torniamo un poco indietro nel tempo, voi ed io. Lasciatevi condurre alle radici della musica moderna, a riscoprire quelle sonorità dalle quali tutti i musicisti hanno attinto almeno una volta e dalle quali molti altri continuano a trarre ispirazione.
Mettiamoci comodi sul divano, il nostro drink preferito,(io inizio con un White...
Torniamo un poco indietro nel tempo, voi ed io. Lasciatevi condurre alle radici della musica moderna, a riscoprire quelle sonorità dalle quali tutti i musicisti hanno attinto almeno una volta e dalle quali molti altri continuano a trarre ispirazione.
Mettiamoci comodi sul divano, il nostro drink preferito,(io inizio con un White russian: latte, liquore al caffè e vodka, nel classico stile drugo), magari qualcosina da fumare e nel disc tray dello stereo Electric Mud a volume sostenuto.
Disco fondamentale nella carriera di Muddy Waters; da qui nacque tutto ciò che abbiamo ascoltato in passato e che ascoltiamo tuttora. Da qui nacquero i Beatles; da qui nacquero i Rolling Stones e il rock & roll dei bianchi, la psichedelica degli anni Settanta e l’hip hop degli Ottanta.
Ci troviamo nel 1968 nel bel mezzo di quella rivoluzione anche musicale che accadeva in quegli anni e che vedeva come portavoce i gia citati Beatles insieme agli Stones seguiti a ruota dai Pink Floyd. Il grande genio compositivo di Muddy Waters gli permise di riuscire ad anticipare quel vento di rivoluzione psichedelica che iniziava a soffiare sia nel Vecchio che nel Nuovo Continente e lo rese capace di creare questo gioiello. Disco che all’epoca della sua uscita fu snobbato dalla critica prettamente bluesofila, ma che, successivamente, si rivelò il passo fondamentale che portò al connubio tra blues e rock & roll facendo da tramite con tutto quello che venne dopo.
Electric Mud è un disco che non si rivela al primo ascolto: il suono sembra provenire da sott’acqua e le chitarre sembrano dei gatti che si scannano. Ha bisogno di fiducia e dello stato mentale adatto dopodiché sarà impossibile toglierlo dallo stereo per parecchio tempo.
La prossima volta che qualcuno vi dice che:” il blues è roba vecchia, eccheppalle ‘sto blues” fatelo sedere, versategli da bere e portatelo a scuola dal Prof. Waters.
Dimenticavo; la storica Chess Records lo ha da poco rimasterizzato e ristampato in versione cartonata percui non esitate a scendere dal vostro solito negoziante di fiducia ad acquistarne una copia; non ve ne pentirete.
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| N/A -
Allo |
| Bob Corn - sad punk and pasta for breakfast |
Della Fooltribe si fa erroneamente poca parola da queste parti.
Si tratta infatti di una delle più suggestive realta di discografia autoprodotta-indipendente che nel belpaese si registri.
Tutto grazie a Tiziano Sgarbi, onnipresente organizzatore e musicista della zona gravitante intorno all'orbita indie modenese.
Bob Corn non è altro che il suo nome...
Della Fooltribe si fa erroneamente poca parola da queste parti.
Si tratta infatti di una delle più suggestive realta di discografia autoprodotta-indipendente che nel belpaese si registri.
Tutto grazie a Tiziano Sgarbi, onnipresente organizzatore e musicista della zona gravitante intorno all'orbita indie modenese.
Bob Corn non è altro che il suo nome d'arte.
Questo è il suo primo, interessantissimo prodotto.
Si tratta di sette composizioni dallo stile malinconico e sghembo che faticano veramente poco a conquistare repeat frenetici.
E' infatti splendido l'infantile approccio che il Nostro decide di mantenere proponendo una sequenza acustica di melodie apparentemente forestiere ma di certa genesi locale.
Quindi non aspettatevi sproloqui celebrativi, qui si tratta semplicemente di un uomo con la chitarra (un Daniel Johnston trapiantato in emilia tanto per intenderci).
Limate al minimo infatti le partecipazioni che però registrano nientepopodimeno che Gigi ed Elena degli amici Perturbazione.
E' tempo quindi accendere il caminetto ed alzare lo stereo...
...Bob Corn è tra noi!
Tracklist:
new pants for you
welcome
where's the colour?
you are beautiful
now i know
sand and the end
eyes without lies
Allo
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| N/A -
Allo |
| The Juniper Band - Time for Flowers |
La tendenza pare chiara già dai primi accordi: pochi palleggi e subito dritti in porta.
'Niente tergiversare' risulta quindi il verbo per questo terzo Time for Flowers dei bolognesi Juniper Band.
Un disco all'apparenza continuativo al precedente 'Secrets of summer' che però congela un'indiscussa evoluzione al già invidiabile livello dei Nostri.
Si,...
La tendenza pare chiara già dai primi accordi: pochi palleggi e subito dritti in porta.
'Niente tergiversare' risulta quindi il verbo per questo terzo Time for Flowers dei bolognesi Juniper Band.
Un disco all'apparenza continuativo al precedente 'Secrets of summer' che però congela un'indiscussa evoluzione al già invidiabile livello dei Nostri.
Si, perchè il loro è un rock cupo tinteggiato da lucide trame melodiche sottolineate dal sempre più significativo intervento del pianoforte.
La vena pare quindi quella adatta per portare avanti un progetto di livello indiscusso.
L'epidemia melodica è inarrestabile e conquista già dai primi distratti ascolti traducendo in sangue ciò che non ci si aspettava poter penetrare.
La soglia emotiva è alle strette e ringrazi ancora una volta per quel brivido che non si può descrivere.
Poi però il faccia a faccia con la maledetta frase del caso si fa inevitabile:
...ma chi sarebbero se fossero nati dall'altra parte dell'oceano?
Tracklist:
1.Cold Bodies
2. To the glow
3. Ropes
4. Cult of the skull
5. Empty Spaces
6. Blue Star
7. Gemini
8. Bring your flowers
9. Every hour wounds (last one kills)
Allo
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| N/A -
Allo |
| A.A.V.V. - The Late Great Daniel Johnston - Discovered Covered |
Se Daniel Johnston non esistesse sarebbe un gran casino.
Perchè uno così ti verrebbe solo da definirlo un fottuto genio.
Con quella pancia esagerata e la voce ubriaca ha regalato tante di quelle emozioni che un tributo a lui dedicato pare necessario, doveroso.
Eccolo quindi, licenziato dalla stessa Gammon e con un...
Se Daniel Johnston non esistesse sarebbe un gran casino.
Perchè uno così ti verrebbe solo da definirlo un fottuto genio.
Con quella pancia esagerata e la voce ubriaca ha regalato tante di quelle emozioni che un tributo a lui dedicato pare necessario, doveroso.
Eccolo quindi, licenziato dalla stessa Gammon e con un collettivo di artisti dal calibro eccelso a cantargli in coro un grazie cubitale.
Parlo niente-popo-di-meno che di Beck, Tom Waits, Eels, Mercury Rev, Vic Chestuntt, Teenage Funclub, Sparklehorse, Flaming Lips e cosivia.
Gente che ha fatto manifesto della musica fatta col cuore e che quindi qualche debito con Mr. Johnston deve certamente saldare.
Ecco quindi le bellissime reintepretazioni susseguirsi in un cammino esplorativo della quantomai eclettica discografia del Nostro.
Spiccano di poco la divertente apertura dei Teenage Funclub impegnati in 'My life is starting over again' e le melanconiche comparsate di Beck e Tom Waits rispettivamente al lavoro in 'True love Will find you in the end' e 'King Kong'.
Difficile resta comunque cogliere superiorità propositive in una compila di livello spaventosamente elevato.
Da registrare la presenza del bonus cd-interattivo con l'inedita 'Rock this Town' a farciere un lavoro già di per sè imperdibile.
Doveroso.
Tracklist Cd 1:
1. Teenage Fanclub W/ Jad Fair ~ My Life Is Starting Over Again
2. Clem Snide ~ Don’t Let The Sun Go Down On Your Grievience
3. Gordon Gano ~ Impossible Love
4. Eels ~ Living Life
5. T.V. On The Radio ~ Walking The Cow
6. The Rabbit ~ Good Morning You
7. Calvin Johnson ~ Sorry Entertainer
8. Bright Eyes – Devil Town
9. Death Cab For Cutie ~ Dream Scream
10. Beck – True Love Will Find You In The End
11. Sparklehorse w/ Flaming Lips – Go
12. Mercury Rev ~ Blue Clouds
13. Thistle – Love Not Dead
14. Vic Chesnutt ~ Like A Monkey In The Zoo
15. Starlight Mints ~ Dead Lovers Twisted Heart
16. M. Ward ~ Story Of An Artist
17. Guster ~ The Sun Shines Down On Me
18. Tom Waits – King Kong
Tracklist Cd 2 (original):
1. My Life Is Starting Over Again
2. Don’t Let The Sun Go Down On Your Grievience
3. Impossible Love
4. Living Life
5. Walking The Cow
6. Good Morning You
7. Sorry Entertainer
8. Devil Town
9. Dream Scream
10. True Love Will Find You In The End
11. Go
12. Blue Clouds
13. Love Not Dead
14. Like A Monkey In The Zoo
15. Dead Lovers Twisted Heart
16. Story Of An Artist
17. The Sun Shines Down On Me
18. King Kong
19. (Enhanced Section)
Allo
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| N/A -
Guido |
| L'Heavy Metal dei Cor Veleno |
Il gruppo Romano torna a far parlare di se con un disco di grandissima qualità, recensito anche su questo portale. Dopo aver macinato e tritato il CD è giunta l'ora di fare due chiacchere con gli autori di quello, che secondo me, è uno dei lavori più belli di questo...
Il gruppo Romano torna a far parlare di se con un disco di grandissima qualità, recensito anche su questo portale. Dopo aver macinato e tritato il CD è giunta l'ora di fare due chiacchere con gli autori di quello, che secondo me, è uno dei lavori più belli di questo ultimo periodo. Tralasciando altri inutili inconvenevoli lascio spazio alle domande e alle loro risposte. Buon divertimento.
Prima di tutto vediamo di presentare i Corveleno ai frequentanti del nostro sito.
I cor veleno sono un gruppo di bei ragazzi nel numero di tre: primo al microfono, Grandi e Jo al microfono, Squarta alla produzione musicale e alle macchine infernali dello studio....In più c'e un quarto membro che è Ibbanez(poison hardware) che si occupa della parte grafica e della coordinazione di tutto il business...
Perfetto. Io mi ricordo dei Cor Veleno a Mantova, tanti anni fa, con il resto del Romezoo. In tutti questi anni cosa vi è successo e che progetto state inseguendo?
Abbiamo aperto un centro fitness dove ci alleniano e educhiamo delle giovani baby metal(o patatine) ai piaceri del corpo,nel frattempo con squarta abbiamo prodotto un pò di musica che trovate in parte su rock n roll e su heavy metal.. E un botto di cose nuove con il conto alla rovescia....Stiamo inseguendo il solito progetto: sdoganare questo sound che è già in tutto il mondo anche in Italia con la dovuta potenza. Quello che facciamo è un comunque un suono nostro che non trovate da nessun altra
parte..Smentiteci!!
Dal 99 ad oggi ne sono successe di cose, per qualche tempo si è anche pensato che l'Hip Hop fosse definitivamente morto in Italia e invece??
Ed invece proprio quando tutto era fermo abbiamo stampato rock n roll dimostrando che il bisogno primario di fare musica risiede dentro di noi e non condizionabile all'esterno..E poi si sà chi è morto,noi siamo sempre e ci siamo sempre stati..Smentiteci
Senza dubbio il vostro disco è uno dei tre o quattro dischi italiani che meritano attenzione e menzione. Nei vostri testi si può capire benissimo come vedete la scena politica internazionale e come interpretate quella nazionale. Vi chiedo, banalmente, di dirmi il perchè di questa vostra presa di posizione?
Non è politica è vita, se sei vivo non puoi fare a meno di guardarti intorno e rimanere interdetto, il rap è l'unico sistema di informazione digitale terrestre...
Questa è una domanda che mi faccio spesso: perchè non sento in radio un vostro singolo? E'assolutamente banale ma all'ascolto del vostro CD mi viene automatico individuare almeno un pezzo che potrebbe essere un gran bel singolo accessibile al grande pubblico e invece no!
I nostri dischi le radio li hanno , le loro politiche sono cazzi loro, che spesso però infamano la musica, non solo rap, e non stimolano la curiosità della gente.Chi viene a vederci nei live compra e nostri dischi ci fa sempre la solita domanda: "Perché le radio non vi passano?" E la risposta è sempre la stessa: "perché si cacano sotto.."
Per ricollegarmi a quello di prima, mi sembra di aver intuito che non siate propriamente pro-televiosione, almeno alla TV facile che ci vendono adesso, o sbaglio?
La tele è na merda quando prende per il culo la gente pensando che la gente non capisce un cazzo, ma noi non la vediamo come un demone, ma come un canale vergine alle storie davvero potenti, quelle che possiamo portargli noi..smentiteci!
Com'è essere B-BOY a Roma? è bello come sempre, come il primo giorno che siamo partiti.
Roma in quest'ultimi anni si sta distinguendo come un bel bacino artistico, fateci una fotografia della vostra scena.
Le foto ce le dà Roma per scrivere le cose che scriviamo, gli altri gruppi fanno il loro, c'è un bel fermento, serve un po' di autocritica..sono
tutti bravi i gruppi di Roma, ma noi stiamo più avanti, smentiteci!
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| N/A -
Allo |
| Subsonica - Cielo tangenziale Ovest |
Stanno succedendo un pò di cose attorno alla sfera Subsonica a conferma che questa è a tutti gli effetti l'ultima uscita dei Nostri a targa Mescal (ma onestamente sono problemi loro).
Mi limito quindi a segnalare l'uscita di questo dvd a testimonianza del live dello scorso tour di tappa al...
Stanno succedendo un pò di cose attorno alla sfera Subsonica a conferma che questa è a tutti gli effetti l'ultima uscita dei Nostri a targa Mescal (ma onestamente sono problemi loro).
Mi limito quindi a segnalare l'uscita di questo dvd a testimonianza del live dello scorso tour di tappa al Forum d'assago a Milano.
Concerto (al quale eravamo presenti) per certi versi manifesto dello strepitoso seguito che la band Torinese è riuscita a conquistare.
12.500 presenti hanno infatti esaurito il Forum in prevendita regalando una serata che difficilmente verrà dimenticata.
Questo è il concerto che trovate dentro al dischetto.
Il resto è farcito da interessanti extra in cui Samuel, Boosta, Vicio, Max e Ninja presentano un pò il loro mondo: da Casasonica a Torino alla backline del palco fin agli scherzi e sberleffi da camerino. Gradevole.
Da registrare l'interattiva 'Giungla Nord' con ben otto camere da skippare per seguire il live da l'angolo che più piace (dalle varie postazioni ai mic del Boosta tanto per capirci).
Ben fatto.
Allo
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| N/A -
Allo |
| Zack de la Rocha NetWork |
La voce degl'immortali RATM sta per tornare nei negozi di dischi ma non ha mai smesso di lanciare messaggi. Visitate il suo sito e il suo blog, sono straordinari.
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| N/A -
Allo |
| Ronin - Ronin |
Davvero non m'aspettavo cotanta grazia da un disco di fattura peninsulare.
Non è che sono sfiduciato, ma onestamente è sempre più difficile reprire un gusto così forestiero per noi provincialotti.
Ci hanno pensato i Ronin.
Nuova e gran bella realtà che cela ancora una volta le gesta del buon Bruno Dorella (BarlaMuerte).
Si...
Davvero non m'aspettavo cotanta grazia da un disco di fattura peninsulare.
Non è che sono sfiduciato, ma onestamente è sempre più difficile reprire un gusto così forestiero per noi provincialotti.
Ci hanno pensato i Ronin.
Nuova e gran bella realtà che cela ancora una volta le gesta del buon Bruno Dorella (BarlaMuerte).
Si parla di un mix quantomai appetibile di atmosfere suggestive assorbite in un fondale post-folk dalle tinte sempre accese.
Malinconico e cinematografico regala perle insperate quali la memorabile 'I am Just like you' che vede la complicità della bellissima ugola di Sara Lov.
Da registrare anche la partecipazione al basso in 'Mandrake' di Bugo.
E' comunque omogeneo lo spessore evocativo che il disco riesce a mantenere vivo.
Davvero una gran bella scoperta...
...da tenerci stretti.
Tracklist:
1. Intro
2. Calavera
3. I am just like you
4. Nada
5. Miniature
6. Mandrake
7. Mar Morto
8. 6 a.m. coffee
9. Lava
Allo
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Allo |
| Giorgio Canali - Giorgiocanali&rossofuoco |
Giorgio ha deciso di scrivere il suo primo disco gravitazionale.
Preso da una nuova e quantomai gradevole vena compositiva il Nostro (in compagnia della sua band) si concentra su un' opera di concetto ronzante attorno al concetto di caduta libera.
E' infatti chiara la dichiarazione d'intenti in apertura di booklet: attrito...
Giorgio ha deciso di scrivere il suo primo disco gravitazionale.
Preso da una nuova e quantomai gradevole vena compositiva il Nostro (in compagnia della sua band) si concentra su un' opera di concetto ronzante attorno al concetto di caduta libera.
E' infatti chiara la dichiarazione d'intenti in apertura di booklet: attrito d'aria a 70 m/s.
Dieci nuove canzoni che nel complesso si distnguono per la concreta visione rock-cantautorale che si persegue.
Denuncia, rabbia e talvolta un briciolo di retorica farciscono contenuti di comunque indiscusso valore da parte di uno dei grandi saggi del rock a noi contemporaneo.
Difficile è quindi non lasciarsi suggestionare dalle caparbie iperboli dell'ex Csi, talvolta pretenziose ma quantomai genuine.
Certo lui se lo può permettere.
Tracklist:
1. Precipito
2. Guantanamo
3. Fumo di Londra
4. No pasaran
5. Mostri sotto il letto
6. Fuoco amico
7. Savonarola (la fine del mondo a Ferrara)
8. Rime con niente
9. Questa è una canzone d’amore
10. Questa no
Allo
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Allo |
| Ovo - Cicatrici |
La ricerca degli Ovo si è fatta certamente estrema.
Questa non è di per sè una novità ma a quanto pare la parabolica rumurosità dei Nostri (Stefania Pedretti e Bruno Dorella) è in ghettizazione compositiva.
Certo le orecchie del sottoscritto non sono certo abituate a determinate sonorità ma la confusionaria visione...
La ricerca degli Ovo si è fatta certamente estrema.
Questa non è di per sè una novità ma a quanto pare la parabolica rumurosità dei Nostri (Stefania Pedretti e Bruno Dorella) è in ghettizazione compositiva.
Certo le orecchie del sottoscritto non sono certo abituate a determinate sonorità ma la confusionaria visione no-wave del progetto fatica un bel pò a conquistare repeat.
L'ascolto pare infatti minato da un disordine sonoro talvolta eccessivo.
Probabilmente sarà la mai particolare disaffezione di genere che non concede scampo alle divagazioni degli Ovo, non so, rimane comunque indiscussa la estremizzazione che i Nostri inevitabilmente ricercano.
La stima rimane immutata per Bruno e i suoi molteplici progetti (vedi lo splendido lavoro dei Ronin) ma questa pare proprio non essere la 'mia tazza di thè'.
Errore Mio.
Tracklist:
1. Candida
2. La peste
3. Ombra nell’ombra
4. Efesto
5. La saponatrice di Ferrara
6. Spezzata
7. L’anno del cane
8. Phiphenomena
9. Signora bella con cane gentile
Allo
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Allo |
| Rogue Wave - Out of the Shadow |
Davvero intrigante la ennesima scoperta in casa Sub Pop.
Dopo l'esplosione pop dei The Shins tocca agli esordienti Rogue Wave mantenere alta la bandiera di casa Sub in questi squarci di fine anno.
Ma davvero di fatica ne fan poca (visti anche i precedenti dello stesso Zach Rogue - ex Desoto...
Davvero intrigante la ennesima scoperta in casa Sub Pop.
Dopo l'esplosione pop dei The Shins tocca agli esordienti Rogue Wave mantenere alta la bandiera di casa Sub in questi squarci di fine anno.
Ma davvero di fatica ne fan poca (visti anche i precedenti dello stesso Zach Rogue - ex Desoto reds).
Melodie contagiose in chiaro stampo elettro-acustico certamente non rivoluzionarie ma efficacissime.
Una sorta di miscela indie-pop condita a dovere da una propoensione compositiva di livello.
Da registrare l'apertura beat di 'Every Moment' e la ben più moderata 'Postage Stamp World' quali picchi di una comunque omogenea resa complessiva.
Difficile quindi distogliere l'attenzione da questa nuova e fascinosa Creatura.
Tracklist:
1. Every Moment
2. Nourishment Nation
3. Be Kind & Remind
4. Seasick on Land
5. Kicking the Heart Out
6. Postage Stamp World
7. Sewn Up
8. Falcon Settles Me
9. Endgame
10. Endless Shovel
11. Man-Revolutionary!
12. Perfect
Allo
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Allo |
| A.A.V.V. - Lavorare con lentezza |
Lavorare con lentezza è l'ultimo film di Guido Chiesa dedicato alle storiche vicende della bolognese Radio Alice.
Per ora non mi pronuncio sulla pellicola (non avendola ancora vista) ma bensì mi concentro sulla quantomai interessante colonna sonora.
E' infatti licenziata dalla stessa Fandango in una compilation di musiche originali e brani...
Lavorare con lentezza è l'ultimo film di Guido Chiesa dedicato alle storiche vicende della bolognese Radio Alice.
Per ora non mi pronuncio sulla pellicola (non avendola ancora vista) ma bensì mi concentro sulla quantomai interessante colonna sonora.
E' infatti licenziata dalla stessa Fandango in una compilation di musiche originali e brani di supporto.
Le prime portano la firma di Teho Teardo e si sviluppano in interessanti escursioni strumentali di notevole resa.
Difficile è però masticarle senza l'abbinamento visivo che certamente ha portato non poche direttive stilistiche.
Non mancano i frammenti di dialoghi estratti dal film e gli interventi di brani più o meno celebri della tradizione rock/electro mondiale.
Dalla originale rivisitazioni di Gioia e Rivoluzione degli Area (ad opera degli Afterhours, impegnati anche sullo schermo), a Peaches and regalia di Frank Zappa o Song to the Siren dell'immenso Buckley.
Eterogenea è quindi la resa che può comunque contare su una solidità qualitativa non indifferente.
Interessante.
Tracklist:
1. Lavorare Tutti Ma Pochissimo
2. Piano Intro - Banda Outro
3. Taglia I Fili
4. Gioia E Rivoluzione - Afterhours
5. Sfigati
6. Munifried
7. No-Fi Team
8. Radio Alice, Per Servirla
9. Peaches And Regalia - Frank Zappa
10. Questa Sera Al Cinema A Bologna
11. Inno.Vation?
12. Song To The Siren - Tim Buckley
13. Lavorare Con Lentezza - Enzo Del Re
14. Non Mi Sembra Molto Positivo
15. Menthol
16. Tunnel Delle Australiane
17. Munibabe
18. Land - Patty Smith
19. Facciamo Parlare Tutti
20. Tutti I Compagni Giù In Piazza
21. Tensione
22. Favola, Raccontala
23. Con Molta Calma
24. Totally Burnt
25. Siamo Un Gruppo Di Operai
26. Kung Fu Fighting - Carl Douglas
27. Un Appello Da Radio Alice
28. Casta Diva - Inessa Galante
29. Lost Face - Gianni Gebbia
30. Stars - Gianni Gebbia
31. Devil - Gianni Gebbia
32. Nothing - The Fugs
33. Mio Fratello È Figlio Unico - Rino Gaetano
Allo
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Allo |
| The Prodigy - Always Outnumbered, never Outgunned |
Già da qualche tempo si parlava di Always Outnumbered, never Outgunned come di uno di quei dischi iper-attesi che poi finiscono per non veder mai la luce (vedi alla voce Chinese Democracy dei Guns 'n Roses - disco solista di Zack de la Rocha).
Invece, quasi a sorpresa eccolo pronto...
Già da qualche tempo si parlava di Always Outnumbered, never Outgunned come di uno di quei dischi iper-attesi che poi finiscono per non veder mai la luce (vedi alla voce Chinese Democracy dei Guns 'n Roses - disco solista di Zack de la Rocha).
Invece, quasi a sorpresa eccolo pronto e confezionato.
Che dire, dopo sette anni da 'The Fat of the Land' farebbe impressione risentire gli invecchiati ma riconoscilissimi paladini d'oltremanica, se non fosse che un buon due terzi della formazione originale (vedi Keith Flint e Maxim) ha dato da tempo il benservito concentrandosi esclusivamente alla carriera solista.
Finisce quindi che il disco potrebbe tranquillamente esser firmato dal solo Liam Howlett che ne ha curato la produzione. Ma non è questo il problema.
Il disco infatti risulta anche appetibile con un paio di picchi di gradevolezza non indifferenti.
Alle parti vocali si registra la bella (in tutti i sensi) partecipazione di Juliette Lewis, Twista, Liam Gallagher e Cool Keith che farciscono quasi a sorpresa pezzi di non facile impatto.
Nel complesso un disco gradevole e ruvido quel che basta che forse paga una vaga discontinuità di resa tra brano e brano.
Non è comunque difficile innamorarsi della tradizionale 'Spitfire' e di quel giretto punk di struttura all'efficace 'Hotride'.
Anche quel simpaticone del Gallagher in chiusura finisce per non sfigurare concludendo un disco diretto che paga inevitabilmente dazio di un silenzio fin troppo prolungato.
Bentornati, anzi...bentornato!
Tracklist:
1.spitfire
2.girls
3.memphis bells
4.get up get off
5.hotride
6.wake up call
7.action radar
8.medusa's path
9.phoenix
10.you'll be under my wheels
11.the way it is
12.shoot down
Allo
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Allo |
| Meg - Meg |
Meg è cambiata.
Da paladina autogestita la ritroviamo in veste decisamente romanitica in un disco raffinato, quasi all'eccesso.
La rumorosa disobbedienza di casa 99 Posse lascia quindi spazio ad una maturità artistica dalle trame decisamete neo-cantautorali.
L'apertura di 'Olio su tela' e del singolo 'Simbiosi' certamente lasciano pochi spazi al dubbio.
Un antipasto...
Meg è cambiata.
Da paladina autogestita la ritroviamo in veste decisamente romanitica in un disco raffinato, quasi all'eccesso.
La rumorosa disobbedienza di casa 99 Posse lascia quindi spazio ad una maturità artistica dalle trame decisamete neo-cantautorali.
L'apertura di 'Olio su tela' e del singolo 'Simbiosi' certamente lasciano pochi spazi al dubbio.
Un antipasto lo si era già avuto con l'uscita del disco del progetto Nous (in combutta con il mai domo Marco Messina) evolutosi a sua volta in questa stessa uscita solistica.
Ecco quindi che la piccola Meg ha spazio per approfondire ciò che più aggrada le sue trame.
Orchestrazioni miscelate ad acide atmosfere post-electro farciscono un esordio decisamente suggestivo.
Da registrare il tributo a de Moraes e Toquinho con 'Senza Paura' e la partecipazioni di Elio.
Pop non convenzionale ed ambizioso che conferma il talento mai discusso della simpatica partenopea.
Prescindibile sottolineatura di una presenza quantomai salda della nuova voce a targa italica.
Chi ben comincia...
Potete trovare qui i seguenti Sample Audio:
SIMBIOSI (singolo)
REMIX - Technophonic Chamber Orchestra mix
REMIX - Marco Messina remix
Tracklist:
1)Olio Su Tela
2)Simbiosi
3)Puzzle
4)Parole Alate
5)Sopravvivi
6)Audioricordi
7)Senza Paura
8)Invisible Ink (Is What I'll use)
9)Elementa
10)Notte Bianca
11)Regno D'Acqua
Allo
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Allo |
| Karnea - Giù da me |
Tempo di ritorni, riecco i cremaschi Karnea con il secondo lavoro sulla lunga durata (tra i due La Matta ep).
Questa volta ai giovani s'è aggiunta in studio la saggia produzione artistica del sapiente Giorgio Canali.
L'intervento del Nostro risulta chiaro sin dai primi distratti ascolti. Il suono è infatti asciutto,...
Tempo di ritorni, riecco i cremaschi Karnea con il secondo lavoro sulla lunga durata (tra i due La Matta ep).
Questa volta ai giovani s'è aggiunta in studio la saggia produzione artistica del sapiente Giorgio Canali.
L'intervento del Nostro risulta chiaro sin dai primi distratti ascolti. Il suono è infatti asciutto, ruvido certamente più live del precedente 'Sublime Follia'.
I pezzi paiono mediamente ispirati supportando sempre e comunque l'indiscutibile talento di Davide (voce e chitarra).
Pare infatti che i Nostri stiano sempre più raggiungendo una loro fisionomia caratteristica tralasciando già da qualche tempo i fantasmi di paragone con altre e ben più citate band.
Questo non può che dar respiro ad un lavoro di buon livello che lascia gustosamente sperare per l'avvenire del trio.
Canzoni come 'Dopotutto' hanno sicuramente potenziale per spettinare ben più chiome di quanto ci si potrebbe aspettare.
Occhi spalancati!
Tracklist:
1> Boom Boom
2> Dopo Tutto
3> Veronàl
4> La Mia Dannata
5> Melissa
6> Giù Da Me
7> Dove Dormi Tu
8> Ru Nudo
9> Autodafè
Allo
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Allo |
| Pecksniff - The Book of Stanley Creep |
Dopo il fortunato e quantmai sghembo esordio 'Elementary Watson' (autoprodotto) riecco i paladini della melodia Pecksniff a battesimo con una pubblicazione ufficiale a firma Black Candy.
Indiscutibile pare la crescita dei romagnoli dal punto di vista qualitativo e strumentale.
E' infatti immediato registrare un'ampia evoluzione per ciò che concerne le piccole...
Dopo il fortunato e quantmai sghembo esordio 'Elementary Watson' (autoprodotto) riecco i paladini della melodia Pecksniff a battesimo con una pubblicazione ufficiale a firma Black Candy.
Indiscutibile pare la crescita dei romagnoli dal punto di vista qualitativo e strumentale.
E' infatti immediato registrare un'ampia evoluzione per ciò che concerne le piccole pecche che il precedente lavoro portava con sè.
Intendiamoci, la direzione è e rimane la solita (vedi il verbo Belle & Sebastian e Pavement a regnare sovrano) ma certamente intesa con maggiore maturità.
Le melodie restano il vero punto di forza di un progetto che nel bene e nel male troverà certamente spazio nel propenso panorama indie.
Contagioso pop sgangherato che non può certo esimersi dall'entusiasmare chi di queste sonorità è solito cibarsi...
...cantandosela!
Tracklist:
1. Baby hurricane
2. Normandy
3. The symphony of life
4. Inside of me a forest
5. Everything I love
6. The Book of Stanley Creep
7. Dolly Bell
8. Good landscape
9. Another song about Michelle
10. We change the Weather
Allo
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| Interpol - Antics |
L'attesa dopo un esordio che fa scalpore è come sempre vertiginosa.
Si teme la disfatta, la caduta di un 'next thing' che deve per forza fare i conti con il tempo.
Non ho mai temuto per gli Interpol.
La solidità del precedente lavoro concedeva ben pochi dubbi sulla validità di uno dei...
L'attesa dopo un esordio che fa scalpore è come sempre vertiginosa.
Si teme la disfatta, la caduta di un 'next thing' che deve per forza fare i conti con il tempo.
Non ho mai temuto per gli Interpol.
La solidità del precedente lavoro concedeva ben pochi dubbi sulla validità di uno dei progetti rock contemporanei più entusiasmanti.
Ecco quindi 'Antics'.
La continuità è palese non concedendo spazio a troppe divagazioni: liscio, diretto, certamente in linea con l'oramai assodato stile dei Nostri.
Non si è quindi cercato l'impatto ma bensì la conferma.
Ed eccola, imperturbabile, mentre le dieci nuove tracce scorrono a più non posso.
Trascinato dal consistente singolo 'Slow hands' il disco si svolge in un costante cammino di maturità compositiva a tratti invidibile.
E' difficile infatti non ritrovarsi a canticchiare gli efficaci e cupi ritornelli che come pochi i nostri farciscono di consapevolezza rock.
Davvero un disco da sentire, quantomeno per farsi un'idea della consistenza di una gioventù dalle virtù eclatanti.
bentornati!
Tracklist:
1 No Exit
2 Evil
3 Narc
4 Take You On A Cruise
5 Slow Hands
6 Not Even Jail
7 Public Pervert
8 C'mere
9 Length Of Love
10 A Time To Be So Small
Allo
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| Like a Shadow? - Lie Down (Hope ep) |
Riflessivo il rock dei Like a Shadow?, nuova ed interessante realtà del nostrano modo di intuire il rock più dilatato e post (da approfondire anche l'esperimento della sonorizzazione del Nosferatu di Murnau).
Certo s'ha da registrare le inevitabili pecche di qualità di registrazione ma come si sa non è questo...
Riflessivo il rock dei Like a Shadow?, nuova ed interessante realtà del nostrano modo di intuire il rock più dilatato e post (da approfondire anche l'esperimento della sonorizzazione del Nosferatu di Murnau).
Certo s'ha da registrare le inevitabili pecche di qualità di registrazione ma come si sa non è questo ciò che fa di un demo un bel demo.
Meglio, molto meglio, se la ricerca di un proprio percorso propositivo subisce le evoluzioni che i Nostri riescono ad esprimere tramite le cinque abili tracce di questo 'Lie Down'.
Lo sguardo è costantemente rivolto ad una approccio decisamente esterofilo e probabilmente manca di quella sapiente caratterizzazione che in un genere di questo tipo si può ricercare.
Abbastanza maturo il risultato anche se ancora troppo derivativo in direzione delle grandi ispirazioni d'oltremanica/oceano (da Mogwai a Sonic Youth passando per Godspeedyou black emperor e Sigur Ròs).
Soffuso è quindi l'approccio per un rock riflessivo in lingua inglese che certamente lascia aperte fresche aspettative per i futuri lavori della formazione.
In bocca al lupo!
Trackilst:
1. Suleimania
2. Orkyd
3. You'll always be my ruin
4. Hello, Alone!
5. Uer te noizis: (f)prat lie be din
Allo
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Allo |
| The Thrills - Let's Bottle Bohemia |
Il ritorno degli irlandesi-anomali si era fatto pittosto atteso visto anche il crescente interesse che il precedente esordio 'So much for the city' aveva catalizzato.
Le anomalie paiono non aver intaccato le atmosfere del nuovo 'Let's Bottle Bohemia', degno successore di quel pop-californiano che i Nostri stanno sempre più adottando...
Il ritorno degli irlandesi-anomali si era fatto pittosto atteso visto anche il crescente interesse che il precedente esordio 'So much for the city' aveva catalizzato.
Le anomalie paiono non aver intaccato le atmosfere del nuovo 'Let's Bottle Bohemia', degno successore di quel pop-californiano che i Nostri stanno sempre più adottando quale marchio di fabbrica.
Risalta certamente una nuova consapevolezza compositiva, forte anche di un ampissimo passo in avanti in fase d'arrangiamento (vedi le frequenti orchestrazioni d'archi).
Le canzoni restano certamente belle e gradevoli sin dai primi ascolti confermando ciò che di buono si era assaggiato solo un anno fa.
Inutile quindi scommettere qualche denaro in più sulla reale consistenza di un progetto che pare proprio aver sbagliato poche cose (una di queste è probabilemente il continente).
Buon proseguimento!
Tracklist:
01 Tell Me Something I Don't Know
02 Faded Beauty Queens
03 Whatever Happened To Corey Haim?
04 Saturday Night
05 Not For All The Love In The World
06 Our Wasted Lives
07 You Can't Fool Old Friends With Limousines
08 Found My Rosebud
09 The Curse Of Comfort
10 The Irish Keep Gate-Crashing
11 A City Of Long Nights (Hidden track)
Allo
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Allo |
| Le nebbie di Avalon - Nebbie di Avalon |
Il rock proposto dai lodigiani Nebbie di Avalon pare divertito, certamente diretto.
Trasuda semplicità d'intenti e tanta voglia di far bene, e forse anche questo è di per sè un risultato.
Certo è ben più ostico analizzare il lavoro di composizione senza soffermarsi sulle ancora troppo visibili pecche che qua e...
Il rock proposto dai lodigiani Nebbie di Avalon pare divertito, certamente diretto.
Trasuda semplicità d'intenti e tanta voglia di far bene, e forse anche questo è di per sè un risultato.
Certo è ben più ostico analizzare il lavoro di composizione senza soffermarsi sulle ancora troppo visibili pecche che qua e là si registrano.
Probabilmente un pelino d'esperienza in più rafforzerebbe il lavoro dei Nostri concedendo più spazio ad una ricerca caratteristica della propria proposta.
Mentre la parte strumentale pare aver già maturato una buona dose di consapevolezza ciò che la voce concede sarebbe quantomeno un pochetto da rivedere.
Le liriche paiono piuttosto limitate e il lavoro vocale svolto da Paolo ha necessariamente bisogno di una buona dose di restauro visto l'intento rock alternativo (e post...) che i Nostri paiono ricercare.
Le fondamenta comunque non mancano...
...buon lavoro!
Tracklist:
1. Chimera
2. Non Vorrei
3. Nel tuo profondo
4. Buongiorno principessa
Allo
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| A Toys Orchestra - Cuckoo Boohoo |
Ecco finalmente riemergere l'entusiasmo per un'esordio a targa tricolore.
Questo è il turno dei talentuosi A Toys Orchestra che con un indie-pop delineato ma già caratteristico finiscono per moltiplicare le attenzioni all'interno della perlopiù assonnata scena indipendente.
Un video ben confezionato, qualche melodia epidemica ed il gioco è fatto.
Piccoli brividi di...
Ecco finalmente riemergere l'entusiasmo per un'esordio a targa tricolore.
Questo è il turno dei talentuosi A Toys Orchestra che con un indie-pop delineato ma già caratteristico finiscono per moltiplicare le attenzioni all'interno della perlopiù assonnata scena indipendente.
Un video ben confezionato, qualche melodia epidemica ed il gioco è fatto.
Piccoli brividi di acidità sintetica si miscelano alla morbidezza melodica dei Nostri conducendo l'ascolto in lande certamente non sconosciute ma sempre suggestive.
Difficile è infatti esimersi dall'optare per un repeat continuo a sostegno di un disco davvero interessante.
Del resto è della solita innata capacità di rendere il già sentito fresco e coinvolgente.
Piccolo grande dono in dotazione a ben poche realtà nostrane.
Consigliato!
Tracklist:
1. Radio tsunami
2. Peter Pan syndrome
3. Panic attack #1
4. Hengie: queen of the border line
5. Loco motive
6. Elephant man
7. Modern lucky man
8. 3 minutes older
9. Panic attack #2
10. Three withered roses
11. 1000 flaming dragonflies
12. Asteroid
Allo
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| N/A -
Allo |
| Kings of leon - Aha Shake Heartbreak |
Smaltita la sbronza d'entusiasmo per il precedente esordio dei simpatici bravi ragazzi Kings of Leon rieccoli con la sempre ostica secnda prova in studio.
Una certa continuità condiziona positivamente un disco che già dall'apertura di 'Slow Nigh, So long' conferma la praticità d'intenti dei fratellini Hallowill.
Tralasciando inutili ricerche di altre...
Smaltita la sbronza d'entusiasmo per il precedente esordio dei simpatici bravi ragazzi Kings of Leon rieccoli con la sempre ostica secnda prova in studio.
Una certa continuità condiziona positivamente un disco che già dall'apertura di 'Slow Nigh, So long' conferma la praticità d'intenti dei fratellini Hallowill.
Tralasciando inutili ricerche di altre esplosive sensazioni si lavora per dare al progetto una continuità e consistenza cronologica ben precisa.
Un lavoro sulla distanza che certamente porterà frutti ad uno dei progetti maggiormente rappresentativi di un nuovo, ed al tempo stesso radicato a tradizioni, modo d'intendere il rock.
Oltre alla coltre 'vintage' ecco quindi la tanto agognata freschezza di quattro ragazzi dei nostri tempi.
Zero revival, dritti al sodo insomma per un futuro prossimo che lascia certamente ben sperare (vista anche l'infantile età dei vari componenti).
Non perdeteli di vista.
Tracklist:
01. Slow Night, So Long
02. King Of The Rodeo
03. Taper Jean Girl
04. Pistol Of Fire
05. Milk
06. The Bucket
07. Soft
08. Razz
09. Day Old Blues
10. Four Kicks
11. Velvet Snow
12. Rememo
13. Where Nobody Knows (Bonus Track)
Allo
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| N/A -
Allo |
| Paul Weller - Studio 150 |
Dalla pubblicazione di un disco particolare è giusto che si arrivi ad un dvd particolare.
Ecco infatti riproposte in questa pubblicazione le splendide ed efficaci cover delle quali il Mods per eccellenza si è fatto carico per il suo ritorno alle scene.
Registrate in una situazione intima ed efficace portano in grembo...
Dalla pubblicazione di un disco particolare è giusto che si arrivi ad un dvd particolare.
Ecco infatti riproposte in questa pubblicazione le splendide ed efficaci cover delle quali il Mods per eccellenza si è fatto carico per il suo ritorno alle scene.
Registrate in una situazione intima ed efficace portano in grembo quella falage visiva tante volte essenziale nel reale concepimento di un progetto quale 'Studio 150'.
Il solito dandy dalle basette all'ingiù ci regala piccoli frammenti di storie più o meno recenti (da Dylan e Young agli Oasis) marchiandoli a fuoco con il suo immancabile stampo brit.
Davvero un'occasione per gli amanti di un signore del rock di quel genere apparentemente in estinzione.
Grazie ancora Paul.
Tracklist:
1. Hercules
2. One Way Road
3. Wishing on a star
4. Close to you
5. Hung up
6. Early Morning Rain
7. Tales from the riverbank
8. Thinking of you
9. Amongst butterflies
10. All along the watchtower
11. Birds
12. If i could only be sure
13. Ever changing moods
14. Broken Stones
Allo
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| N/A -
GLove |
| Don't Dare - Senza chiedere al tempo né permessi né consensi |
Un bel gruppo quello cremasco dei Don't Dare: in “senza chiedere al tempo nè permessi nè consensi” si sente l'esperienza e la qualità di un lavoro ben fatto. A livello musicale creano ottime sonorità, a livello stilistico cercano di fornire al noise un appoggio più melodico. Si sente l'influenza dei...
Un bel gruppo quello cremasco dei Don't Dare: in “senza chiedere al tempo nè permessi nè consensi” si sente l'esperienza e la qualità di un lavoro ben fatto. A livello musicale creano ottime sonorità, a livello stilistico cercano di fornire al noise un appoggio più melodico. Si sente l'influenza dei Marlene Kuntz su questo gruppo che, però, ha una cifra poetica più innovativa (per esempio in "L'affronto"). La nota negativa che mi fa abbassare il voto è relativa ai testi e alla voce. I testi in alcune canzoni meriterebbero più attenzione a livello metrico: a volte sembrano poesie appiccicate alla musica. In altre occasioni invece dettano il ritmo in maniera perfetta, quindi le potenzialità ci sono. Vocalmente il cantante è bravo, ma non si sente abbastanza nella registrazione. Passa quasi in sottofondo, mentre meriterebbe di stare sopra agli strumenti, dirigendo il ricamo della musica e non seguendolo.
recensione di Mario Robusti info@irradiazioni.it
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Bill Horton |
| Yo Yo Mundi - "54" |
E’ un Paolo Archetti Maestri entusiasta e raggiante quello che intervistiamo mentre sul palco si sta ultimando il soundcheck. Siamo alla tappa cremonese di “54”, lo spettacolo-sonorizzazione dell’omonimo romanzo del collettivo Wu Ming.
Cremona – come al solito sonnecchiante – non lo sa ancora, ma di lì a poco gli odori...
E’ un Paolo Archetti Maestri entusiasta e raggiante quello che intervistiamo mentre sul palco si sta ultimando il soundcheck. Siamo alla tappa cremonese di “54”, lo spettacolo-sonorizzazione dell’omonimo romanzo del collettivo Wu Ming.
Cremona – come al solito sonnecchiante – non lo sa ancora, ma di lì a poco gli odori e i sapori di una Bologna in bianco e nero satureranno l’aria del Teatro Fabbrica delle Arti. Tra storie di ex-partigiani, attori dall’insospettabile doppia vita, ed echi lontani di Fenoglio.
Raccontaci come è nata l’idea di allestire uno spettacolo su “54”?
È nata grazie a Stefano Tassinari, uno scrittore che ha firmato libri come “L’ora del ritorno” o “I segni sulla pelle”, opera dedicata ai fatti di Genova. Tassinari tiene una rassegna intitolata “La parola immaginata”, un nome bellissimo per uno spazio dove alle parole di romanzi si uniscono delle musiche adottate di volta in volta come commento, come intreccio, o come vera e propria musica originale composta appositamente per le parole recitate da vari attori.
Dopo aver sentito la nostra sonorizzazione di “Sciopero”, ormai più di due anni fa, Stefano ci propose di musicare alcuni momenti di “54”. Noi già conoscevamo Luther Blissett e la ricetta artistica precedente alla svolta di Wu Ming. Avevamo letto “Q” e ci interessava l’idea di scrittura collettiva. Ma “54” non l’avevamo ancora letto. Per questo ci furono date delle parti, dopodichè comprammo immediatamente il libro, di cui cominciò una lettura febbrile. È stata una scintilla che ha fatto nascere il progetto: così Wu Ming, questa bottega artigiana di cinque scrittori dai trenta a i quaranta anni, ha incontrato un’altra bottega artigiana, fatta di musicanti dai trenta a i quaranta anni. Due botteghe con passioni molti comuni e la voglia di sperimentare e intrecciare storie, parole, musiche, sensazioni.
A livello compositivo come sono nati i brani?
Dalla bottega artigiana al cantiere sonoro! In realtà, se posso allargarmi un attimo dal punto di vista poetico, posso dirti che sfogliando le pagine del libro abbiamo notato il taglio fortemente cinematografico. L’intenzione di Wu Ming è proprio quella di creare una scrittura estremamente divulgativa, lavorare sulla memoria, sulla storia e sulle fonti per poi inventare vicende e trame intrecciate al reale. “54”, come d’altra parte “Q”, è un perfetto esempio di questa che, almeno io, ho percepito come una delle loro principali intenzioni. Questo taglio cinematografico, in qualche modo, includeva una colonna sonora, un commento che – superficialmente – poteva poggiare sulla musica originale di qui tempi. Poteva essere la filuzzi, un ballo liscio, acrobatico, velocissimo e danzato da soli uomini. E certo in quest’ottica la nostra fisarmonica poteva starci. Ma più che altro abbiamo cercato di annusare l’atmosfera dei momenti, di catturare ora la malinconia, ora la voglia di lotta e speranza. Stati d’animo che sono presenti in questo 1954 di rivolgimenti, questo fatidico dopoguerra di trame internazionali che schiacciano e ancora una volta vessano interi popoli. Con il quotidiano di quelli che già avevano subito la guerra e con chi – da giovane – vuole vivere qualcosa d’altro. Da un parte si percepisce questa voglia di vivere delle persone, o meglio di poter contare sulle proprie vite, dall’altra però c’è la grande malinconia del dopoguerra. Ecco, assaporando tutti questi momenti sono nate le musiche dello spettacolo.
Devi sapere poi che, mentre sfogliavamo una consunta e usatissima copia di “54”, improvvisamente sono usciti tutti i personaggi che popolano i brani del disco. Ci sono venuti a trovare per vedere se il risultato finale fosse qualcosa che assomigliava alla colonna sonora del loro libro.
E loro cosa vi hanno detto?
Eh beh, questo non te lo posso dire. Rimarrà un segreto. Ti rivelerò solo che è successa una cosa molto inquietante. Lucky Luciano e Steve Cemento si sono fatti più vicini e, sotto voce, ci hanno chiesto: «Magghi sono questi Wumming!?».
Chi ascolta il disco senza aver letto il libro ha la sensazione di trovarsi davanti a un puzzle con pezzi mancanti. Perché la scelta di non dare un “fil rouge”?
Posso darti più risposte. Comincio dalla più semplice: il nostro “54” è una serie di spot che si accendono e si spengono, ora su un personaggio, ora su una atmosfera, perché era impossibile raccontare “54” nella sua completezza nell’arco di un’ora di musica. Lo spettacolo e il disco devono far scattare la voglia di andarsi a leggere il libro, perché in fondo è così anche nella tradizione delle colonne sonore: momenti diversi con molti temi si ripetono.
Qui però c’è qualcosa di più: ci sono parole recitate da attori. Facciamo ‘spot’ per catturare l’attenzione, mentre con la recitazione tentiamo di far venir voglia di conoscere tutta la storia. La scelta non è stata fatta a caso, ma lavorando di scalpello e cesello con Tassinari. Alle nostre spalle ci sono filmati realizzati in flash, serie di immagini e foto d’epoca raccolte dal fotografo ferrarese Dario Berveglieri. Immagini che poi sono state rielaborate artisticamente e graficamente da Ivano Antonazzo. Dario purtroppo non è riuscito a vedere la fine del lavoro, un male incurabile se lo è portato via. Ci teniamo a ripetere, a ogni tappa, che lui è sempre con noi. Lo vorremmo ricordare e senza la retorica in cui si cade facilmente in questi casi. Quello che vediamo sul palco è stato realizzato anche grazie al suo lavoro: Dario è stato un amico con cui abbiamo amato lavorare.
Non avete pensato di realizzare un video dello spettacolo?
Hai anticipato qualcosa che effettivamente succederà. “54” come dicevo è difficilmente rappresentabile in teatro, ma oggi c’è l’idea di una trama da drammaturgia. Yo Yo Mundi arretreranno un po’ la loro posizione sul palco, ci sarà un filo conduttore – volutamente assente dal ‘nostro’ “54” –, e si parla anche di una ripresa video realizzata da alcuni giovani registi, anche abbastanza conosciuti, di cui però non ti rivelerò i nomi. Tutto è ancora in fase di progettazione per un DVD o VHS.
Parole e musica, un equilibrio difficile in ogni caso…
L’idea alla base del nostro attuale allestimento è comunque quella di uno spettacolo in cui parola e musica non siano in un rapporto di subordinazione. Si è trattato piuttosto di un incontro-scontro in cui due ballerini dialogano, guardandosi negli occhi e guardando insieme verso uno stesso orizzonte. Con una forza comune che è stata poi la fortuna del disco. Pensa che all’inizio c’era molto diffidenza, appariva strana l’idea di un album con lunghe letture.
La cosa belle è che sono stati gli attori a diventare la voce degli Yo Yo Mundi. Con Pagella c’era già un passato di reading e poesia insieme, con Baliani è sbocciato un amore assoluto – lui era con noi alla prima dello spettacolo –, con Cederna volevamo lavorare e anche lui è rimasto colpito da questo incontro tra parola e musica.
Come riferimento è impossibile non pensare a Mimì dei Massimo Volume, un gruppo che amiamo tantissimo e che seguiamo anche ora con El Muniria. Solo che Emidio Clementi è uno scrittore che sa trattare la musica, mentre nel nostro caso ci siamo confrontati con un testo scritto da altri e abbiamo prodotto musica con cui gli attori poi si sono confrontati.
Tante collaborazioni, contaminazioni tra arti diverse, e uno spettacolo in cui gli attori – di data in data – non sono sempre gli stessi: mi sembra che voi e Wu Ming abbiate tratti comuni su un percorso di “comunità artistica aperta” o, se preferisci, di “band in continua ridefinizione”.
Sì, l’idea di gruppo aperto appartiene anche alla nostra musica. Noi stessi abbiamo collaborato con molti artisti, sia italiani che stranieri. Il problema è che in Italia le collaborazioni vengono costruite sulla domanda «Tu quanti dischi vendi?»: arriva il manager di turno che decide se la cosa si può fare o no, se conviene o no al suo pupillo. È veramente difficile. Ci sono modalità e clichè ben radicati, oltre che il vizio di coltivare solo il proprio orticello. Collaborare è muovere il pensiero, noi cerchiamo di fare musica ma non solo. Siamo in cinque da quindici anni, ma ci piace l’idea del gruppo aperto, della condivisione.
Sonorizzazioni e canzone d’autore sono le due anime di Yo Yo Mundi?
Per quanto riguarda la canzone d’autore, noi non abbiamo mai avuto problemi a raccontare da dove arriviamo. Yo Yo Mundi sono nati da un’idea di fine anni ’80, gli anni del nuovo rock, con questi gruppi italiani che cantavano in italiano – un’etichetta, se vuoi, ingigantita dai giornalisti ¬–¬¬, ma anche questa musica era derivativa nei testi. Si cercava di combattere la verbosità di certi cantautori. Noi veniamo dal Monferrato, a poca distanza dalla Genova di De Andrè, dall’Asti di Paolo Conte, dalle Langhe di Fenoglio, insomma un mondo che si ritrova nella nostra musica. Un genere che è stato definito spesso come “tradizionale”, con influenze francesi. Qualche giornalista ci veniva a dire che avevamo un retroterra irlandese. Certo abbiamo riferimenti noti, ma abbiamo cercato soprattutto un collante tra la musica delle nostre radici, italiane, e altre musiche. A queste atmosfere abbiamo associato un mondo. Ma non vedo un abisso tra “Sciopero”, “54” e le nostre canzoni d’autore più note. Parole diverse per musiche simili.
Luca Muchetti
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| N/A -
Allo |
| Giardini di Mirò - Hits for Broken Hearts and Asses |
Un disco prevalentemente concepito per l'estero allo scopo di rendere reperibile materiale da troppo tempo chiuso in qualche cassetto impolverato.
E' quindi del passato di un progetto che di strada e chilometri ne ha certamente masticati molti.
L'inizio, il 'pre-Rise and fall' tanto per intenderci.
Scarno ed essenziale trova la sua dimensione...
Un disco prevalentemente concepito per l'estero allo scopo di rendere reperibile materiale da troppo tempo chiuso in qualche cassetto impolverato.
E' quindi del passato di un progetto che di strada e chilometri ne ha certamente masticati molti.
L'inizio, il 'pre-Rise and fall' tanto per intenderci.
Scarno ed essenziale trova la sua dimensione per il poi corretto concepimento del lavoro svolto dai simpatici emiliani.
Melodia e sperimentazione si fondono nell'ormai marchiato rock dalle tinte post che i Nostri confezionano già da annate sorridenti.
Sunto essenziale, quindi, per chi ci mette voglia ed interesse nell'approfondimento di uno dei migliori prodotti indipendenti che la nostra cara vecchia penisola pare continuar vantare.
Per la cronaca il disco è pubblicato solo all'estero per la 2nd records e trova reperibilità in Italia solo al banchetto della band o nei negozi distribuito Wide.
Doveroso.
Tracklist:
1. A new Start for Shoegazing Kids
2. Penguin Serenade
3. Juicefuls
4. Dancemania
5. Vintage Lover
6. Pearl Harbor
7. Space 04
8. Tom (ahawk) Cruise
9. Song 4
10. Città di Vetro
11. Angeline
12. Tokyo-ga
Allo
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Allo |
| Johnny 99/Sulutumana - Angeli a Perdere |
Terza pubblicazione per l'interessantissima collana CONTAGI di cidilibri editi No-Reply.
Dopo le alternanti vicende Ragagnin e del suo 'Videre Leviter' la palla passa all'interessantissima scrittura di Johnny 99 (pseudonimo alquanto intrigante).
Giovane e sicuramente fresca pare la capacità del Nostro di immergersi nelle piccole vicende quotidiane tramando al loro interno con...
Terza pubblicazione per l'interessantissima collana CONTAGI di cidilibri editi No-Reply.
Dopo le alternanti vicende Ragagnin e del suo 'Videre Leviter' la palla passa all'interessantissima scrittura di Johnny 99 (pseudonimo alquanto intrigante).
Giovane e sicuramente fresca pare la capacità del Nostro di immergersi nelle piccole vicende quotidiane tramando al loro interno con rimandi e citazioni dal sappore tutt'altro che popolare.
Esordio letterario per un talento certamente destinato a trovar consensi ben più altisonanti.
Il bello è che nei cidilibri la storia non finisce qui.
L'azzeccatissima idea di accostare ad ogni romanzo un cd-allegato ci porta a questo giro le ritmiche folkeggianti dei Sulutumana.
Anch'essi emergenti (premio Tenco) trovano spazio quale discreta cornice alla narrazione di Johnny.
Forse nulla di sorprendente ma certamente i contenuti paiono non mancare (e già questa è di per sè la vittoria più importante).
Buona lettura/ascolto.
Allo
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Allo |
| Ulan Bator - Rodeo massacre |
Un disco certamente complesso, intricato questo nuovo 'Rodeo Massacre' per gli italo-francesi Ulan Bator.
Nuova etichetta, nuove canzoni.
Atmosfere spesso fumose e dilatate trovano ampi spazi propositivi riportando il proposito della band verso lidi melodici suggestivi.
Forse il tutto finisce per apparire a prima vista pretenzioso, vezzo certamente recuperato dalle lunghe annate...
Un disco certamente complesso, intricato questo nuovo 'Rodeo Massacre' per gli italo-francesi Ulan Bator.
Nuova etichetta, nuove canzoni.
Atmosfere spesso fumose e dilatate trovano ampi spazi propositivi riportando il proposito della band verso lidi melodici suggestivi.
Forse il tutto finisce per apparire a prima vista pretenzioso, vezzo certamente recuperato dalle lunghe annate d'esperienza sulle spalle di Amaury & co.
Ecco quindi che con qualche ascolto di quelli profondi il disco pare srotolarsi su se stesso dispegando tutto il suo intrnseco e fasciniso valore.
Come se non bastasse da registrare la ancor più cupeggiante partecipazione di Mimì Clementi in 'La Femme Cannibale'.
Degno seguito del sorprendente 'Nouvel Air'.
Tracklist:
1. FLY, CANDY DRAGON FLY!
2. GOD, DOG
3. PENSEER MASSACRE
4. TOM PASSION
5. TORTURE
6. LA FEMME CANNIBALE
7. 33
8. ISTINCT
9. SOUVENIR
Allo
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Bill Horton |
| Frida X - "Nessuno lo saprà" |
Iserisci il cd nel lettore e quello che le casse ti restituiscono è un'onda dai profili strani e asimetrici. "Nessuno lo saprà" è un promo in cui gli spigoli fanno stranamente rima con le rotondità, in cui reminiscenze anni '80 (ascoltate la title-track) ed echi da Disco convivono con incursioni...
Iserisci il cd nel lettore e quello che le casse ti restituiscono è un'onda dai profili strani e asimetrici. "Nessuno lo saprà" è un promo in cui gli spigoli fanno stranamente rima con le rotondità, in cui reminiscenze anni '80 (ascoltate la title-track) ed echi da Disco convivono con incursioni dall'irruneza punk (come in "Troppi Falafel e poco sonno hanno reso Giovanni un ragazzo nervoso", kubrikiana nel citazionismo ma per nulla cerebrale nella forma). Funkeggiante e rock'n'roll insieme ("Beija Flor"), melodico per il gusto degli impasti vocali e assolato nel calore del sax, Frida X è il nome di un suono che quando vuole profuma di Seventies come pochi altri. Se non ci credete lasciate un orecchio sulla nervosa e minimale incisività di certe tracce di chitarra.
Una nota sui testi: una parte di questi - tra cui ricorderei "Una sera di marzo in viale Zagabria", dal retrogusto inaspettatamente tardo-adolescenziale - sono opera della penna di Enrico Brizzi. Qui calato anche nelle vesti di produttore esecutivo insieme ad Andrea Pallavicino. Padrino del progetto, Enrico è vecchio amico della band, fin dai tempi liceali dei Frida Frenner. Alcuni membri della band apparirono nell'orrida trasposizione cinematografica di "Jack Frusciante è uscito dal gruppo". Prima della chiusura - affidata alle armonie chiare di "Il silenzio e la sue qualità" - fa sorridere la riedizione di "Jack Punk", indimenticato 'anthem' catholic-punk anni '90.
A proposito, alzi la mano chi sapeva che il testo della canzone fosse co-firmato da Wu Ming 2?
Luca Muchetti
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| N/A -
GLove |
| Emidio ‘Mimì’ Clementi presenta: L’ULTIMO DIO |
Data: Mercoledì 26 Gennaio 2005 ore 22
Location: Teatro Monteverdi
Performance: reading musicale live
Ingresso: gratuito
Web: www.fazieditore.it
Un romanzo di formazione, autobiografico, suggestivo e originalissimo, insieme comico e lirico, segnato da un duplice, affascinante destino che intreccia misteriosamente la vita del protagonista e le vicende del poeta Emanuel Carnevali.
Inizio degli anni Ottanta,...
Data: Mercoledì 26 Gennaio 2005 ore 22
Location: Teatro Monteverdi
Performance: reading musicale live
Ingresso: gratuito
Web: www.fazieditore.it
Un romanzo di formazione, autobiografico, suggestivo e originalissimo, insieme comico e lirico, segnato da un duplice, affascinante destino che intreccia misteriosamente la vita del protagonista e le vicende del poeta Emanuel Carnevali.
Inizio degli anni Ottanta, in una cittadina della provincia di Ascoli Piceno. Mimì è un adolescente confuso e insicuro, cresciuto in una famiglia in cui la follia sembra avere fissa dimora e alle prese con seri problemi economici.
La morte improvvisa del padre lo obbliga a una crescita forzata. Ma invece di assumersi, insieme al fratello, la responsabilità della famiglia, Mimì decide di scappare lontano, cercando altrove un destino diverso e migliore.
Iniziano così gli spostamenti randagi e avventurosi senza un soldo in tasca: la Svezia, Londra, di nuovo le Marche, infine Bologna. Qui, nella cucina di un ristorante greco del centro dove lavora come aiuto cuoco, Mimì scopre un libro, regalatogli da un cliente che gli mostra finalmente il modo per appropriarsi della propria vita e di se stesso, insegnandoli a non avere paura di quanto scopre essere davvero suo: la scrittura e la musica.
Il libro è Il primo Dio di Emanuel Carnevali, uno come lui, un diseredato, uno che è scappato dall’Italia in cerca di fortuna, che ha scoperto il sogno di essere un grande poeta, il più grande, e che è diventato uno scrittore apprezzato e rispettato da mostri sacri come Ezra Pound e Carlos Williams, che è stato sul punto di entrare nella storia della letteratura, di incendiare l’America con le sue poesie, ma poi non ce l’ha fatta, perdendo definitivamente se stesso e la propria scrittura.
Per Mimì è il segno di un nuovo inizio, in Carnevali rivede se stesso, da Carnevali ricomincia la propria vita.
Così, se la storia di Emanuel Carnevali è la storia di un uomo che per un attimo accarezza un sogno appena prima che il sogno si dilegui, la storia di Mimì, a tanti anni di distanza, è la storia di un uomo che riprende quel sogno dove l’altro l’aveva interrotto e cerca di renderlo vero, compiuto, pieno.
Emidio Clementi è un nome sempre più noto tra gli appassionati di narrativa e di musica. Autore della raccolta di racconti Gara di resistenza (Gamberetti, 1997), Il tempo di prima (DeriveApprodi, 1999) con il suo ultimo romanzo, La notte del Pratello (Fazi, 2001) ha ottenuto un’ottima accoglienza da parte della critica e dei lettori.
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| N/A -
Allo |
| X-Change - Absinth, Girls and Rubik Cube |
Crescita è la primo sostantivo che sovviene accostandosi a questo nuovo ed intrigante lavoro della band cremasca.
I toni rimangono cupi ed intensi raggiungendo positivamente l'intensità che il genere necessariamente richiede.
Efficace quindi sia il lavoro di composizione ed arrangiamento per una riuscita giustappunto maturata.
Anche a livello sonoro le pecche dei...
Crescita è la primo sostantivo che sovviene accostandosi a questo nuovo ed intrigante lavoro della band cremasca.
I toni rimangono cupi ed intensi raggiungendo positivamente l'intensità che il genere necessariamente richiede.
Efficace quindi sia il lavoro di composizione ed arrangiamento per una riuscita giustappunto maturata.
Anche a livello sonoro le pecche dei precedenti lavori trovano maturazione con il lavoro al mixer da parte di Davide Parucchini (tra le altre cose fonico dei Verdena).
Certo la strada pare ancora lunga per un ascolto fattosi gradevole ma ancora non perfettamente scorrevole, ma questo in fin dei conti è solo questione di tempo.
Cominciando a raccogliere i primi frutti...
...in bocca al lupo!
Tracklist:
Come On
Quality Love
Chrome
In Your Orbit
Mr. Iceman
Therapeutic
Follow A Heaven New
Rubik Cube
Allo
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| N/A -
GLove |
| Gatto Ciliegia contro il grande freddo: L’IRREPARABLE |
Data: Mercoledì 9 Febbraio 2005 ore 22
Location: Teatro Monteverdi
Performance: esibizione interattiva live + proiezioni
Ingresso: gratuito
Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo nasce a Torino nel '99.
E' costituito da tre musicisti: Fabio Perugia, Max Viale e Gianluca Della Torca.
Nel marzo del 2000 pubblica il primo album omonimo per Beware Records...
Data: Mercoledì 9 Febbraio 2005 ore 22
Location: Teatro Monteverdi
Performance: esibizione interattiva live + proiezioni
Ingresso: gratuito
Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo nasce a Torino nel '99.
E' costituito da tre musicisti: Fabio Perugia, Max Viale e Gianluca Della Torca.
Nel marzo del 2000 pubblica il primo album omonimo per Beware Records distribuito da Wide, recensito da tutta la stampa del settore come una tra le più gradite sorprese italiane dell'anno. Tra i concerti che seguono la pubblicazione del cd si segnalano quelli a fianco degli inglesi Laika, pionieri del "post-rock".
Nell'aprile del 2001 esce il secondo album, "#2", ancora per Beware Records / Wide, e le ottime critiche che ottiene confermano Gatto Ciliegia come uno tra i gruppi più apprezzati della nuova scena musicale indipendente italiana.
Dopo un'altra stagione di concerti, all'inizio del 2002 comincia la realizzazione di "Tutto è fuori posto" (Opus RT Servi di Scena / Incroci / Assemblea Teatro), spettacolo teatrale costruito sulle musiche che il Gatto suona dal vivo, proposto in varie situazioni fino a settembre 2002.
Nello stesso anno, tra marzo e giugno, il trio realizza l'intera colonna sonora per il film "Il segreto del successo" (sceneggiatura vincitrice del Premio Solinas 2002) per la regia di Massimo Martelli, produzione Leading Entertainment e distribuzione Eagle Pictures. Tale colonna sonora è attualmente inedita.
A giugno 2002 Gatto Ciliegia approda all'etichetta discografica Santeria (marchio della distribuzione Audioglobe) che pubblica "it is", il terzo album, un mini cd con cinque nuovi brani tra cui tre rivisitazioni di celebri strumentali. Oltre all'apprezzamento della critica questo lavoro ottiene ottimi risultati di vendita nel settore indipendente. La pubblicazione dell'ep è seguita da un'altra stagione di concerti.
Successivamente il gruppo fonda la Mexicat Records, piccola etichetta indipendente con la quale pubblica il secondo cd dei milanesi Cods.
All'inizio del 2003 Gatto Ciliegia compone le musiche per il cortometraggio "Il compleanno di Lorenzo" di Andrea Serafini (regista vincitore del Sacher d'oro di N. Moretti con Block & Tackle - ediz. 1998).
Nel corso del 2003 continuano i concerti dal vivo tra i quali si segnala la partecipazione al Tora Tora Festival.
Un brano del Gatto viene richiesto dal regista Marco Ponti (Santa Maradona, 2001) per il suo nuovo film Andata+Ritorno in uscita ad aprile 2004.
A Febbraio 2004 terminano le registrazioni de "L'irréparable", il 4° album che uscirà il 20 aprile prodotto da Santeria/Audioglobe. Tra gli ospiti, oltre a Tatè Nsongan (Mau Mau, Kinkoba), da tempo presente nella formazione live, si segnalano Max Casacci e Ninja dei Subsonica. Il cd sarà affiancato dall'uscita del video di "Un anno d'amore", celebre brano di Mina reinterpretata con la cantante torinese Robertina Magnetti, per la regia di Andrea Serafini.
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| N/A -
Allo |
| Jennifer Gentle - Valende |
Ah, Italia, Italia sfigata.
Ruota di scorta di un panorama mondiale decisamente inarrivabile.
Ma è proprio così?
Forse la storia dei Jennifer Gentle lascia acceso quel tiepido barlume di speranza.
La favoletta è infatti quella che è riuscita a portare il loro pop sgangherato alla firma ed alla pubblicazione niente-popo-di-meno che con la...
Ah, Italia, Italia sfigata.
Ruota di scorta di un panorama mondiale decisamente inarrivabile.
Ma è proprio così?
Forse la storia dei Jennifer Gentle lascia acceso quel tiepido barlume di speranza.
La favoletta è infatti quella che è riuscita a portare il loro pop sgangherato alla firma ed alla pubblicazione niente-popo-di-meno che con la Sub Pop di Settle (quella dei Nirvana tanto per interderci!).
Da non crederci...
Da Abano Terme il viaggio e lungo ma la freschezza e la genuinità dei Nostri è quasi miracolosamente immacolata.
Un lavoro fresco e sentito che nella sua infantile veste cela una maturità artistica invidiabile (forse è proprio per questo che in Italia quasi nessuno si sia accorto di loro?)
Chi lo sa? fatto sta che un bel sogno ha bisogno di una buona colonna sonora...
...io propongo i Jennifer!
Tracklist:
1. Universal daughter
2. I do dream you
3. Tiny holes
4. Circles of sorrow
5. The garden pt. 1
6. Hessesopoa
7. The garden pt.2
8. Golden drawings
9. Liquid coffee
10. Nothing makes sense
Allo
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Allo |
| The Chemical Brothers - Push the Button |
Ogni volta la sensazione scatenata da un'uscita dei fratelli chimici non può che sollevare l'ormai inevtabile polverone.
Ecco quindi le due scuole di pensiero schierate nelle rispettive trincee: da una parte i fans di vecchia data, dall'altra gli affezzionati più recenti.
I primi accusano, i secondi ballano.
Io non saprei da che...
Ogni volta la sensazione scatenata da un'uscita dei fratelli chimici non può che sollevare l'ormai inevtabile polverone.
Ecco quindi le due scuole di pensiero schierate nelle rispettive trincee: da una parte i fans di vecchia data, dall'altra gli affezzionati più recenti.
I primi accusano, i secondi ballano.
Io non saprei da che parte schierarmi.
Mi limito nel giudicare questo 'Push the Button' come un disco di indiscussa importanza visto il triennale silenzio dei Nostri ma che onestamente fatica a supportare le pretenziose attese.
Tanto hip-hop e una sorta di occhiolino simpaticamente rivolto al passato psichedelico chiudono un lavoro di per sè sotto le aspettative.
Tenendo presente l'immensità che l'attesa per un disco dei Chimici possa provocare ci si rende ben conto di come sia ardua l'impresa di eguagliare i fasti del passato.
Meglio ammettere semplicemente che 'Push the Button' è un disco 'carino', un pò poco per gli standard dei fratellini d'oltremanica.
Punto e a capo.
Tracklist
Galvanize-Feat. Q-Tip
The Boxer-Feat. Tim Burgess
Believe-Feat. Kele Okereke
Hold Tight London-Feat. Anna Lynne
Come Inside
The Big Jump
Left Right-Feat. Anwar Superstar
Close Your Eyes-Feat. The Magic Numbers
Shake Break Bounce
Marvo Ging
Surface To Air
Allo
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| N/A -
Allo |
| Franklin Delano - Like a smoking gun in front of Me |
Il ritorno dei bravi Franklin Delano coincide perfettamente con il ritorno di qualche raggio di sole sulla nostra quantomai secca pianura di provincia.
Ecco quindi l'atmosfera più adatta alle desertiche ascese emotive portate avanti dai Nostri caparbi bolognesi.
Un disco che definire suggestivo risulta riduttivo convincendo il necessario ascolto rivolto a...
Il ritorno dei bravi Franklin Delano coincide perfettamente con il ritorno di qualche raggio di sole sulla nostra quantomai secca pianura di provincia.
Ecco quindi l'atmosfera più adatta alle desertiche ascese emotive portate avanti dai Nostri caparbi bolognesi.
Un disco che definire suggestivo risulta riduttivo convincendo il necessario ascolto rivolto a lande forestiere e forse neanche troppo lontane.
Un lavoro che eguaglia le tradizioni alle quali finisce per ricondursi entrando a pieno titolo nell'alt-folk d'oltreoceano (da sottolineare la presenza in direzione artistica di Brian deck - Califone).
Unico rammarico rimane quello dato dalla consapevolezza di possedere in patria talenti tali da venire esportati nell'assoluta indifferenza mediatica/discografica.
Buon viaggio.
Tracklist:
1. Call It A Day
2. Please Remember Me
3. Sounds Like Rain
4. Bus Stop
5. Matter of Time
6. We Don’t Care
7. Travel in Space
8. Me And My Dreams
9. All Your Body Broken Clues
10. Your Perfect Skin Line
Allo
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Allo |
| N.a.m.b. - N.a.m.b. |
Niente di nuovo sul fronte occidentale.
Nuovo esordio in casa Mescal. A questo giro tocca ai Namb ma onestamente di novità se ne ritorvano ben poche.
L'impasto risulta assolutamente sotto-livello rispetto alle normali produzioni di Nizza di Monferrato.
Idee poco originali e quel retrogusto 'già sentito' non lasciano scampo all'ascolto di questo...
Niente di nuovo sul fronte occidentale.
Nuovo esordio in casa Mescal. A questo giro tocca ai Namb ma onestamente di novità se ne ritorvano ben poche.
L'impasto risulta assolutamente sotto-livello rispetto alle normali produzioni di Nizza di Monferrato.
Idee poco originali e quel retrogusto 'già sentito' non lasciano scampo all'ascolto di questo omonimo lavoro dei comunque dotati Namb.
Infatti la tecnica pare ben sviluppata, è la sostanza che lascia spesso a desierare.
Troppe divagazioni in sonorità electro già sentite e masticate accusano anche l'eccesiva sovraproduzione del lavoro in studio (vedi ritocchi vocali).
Si fatica a raggiungere la sufficenza anche in zona liriche dove la scrittura rischia troppo spesso di cadere in standard simil-poetici a dir poco deludenti.
Davvero un piccolo passo falso che si spera di riuscire a recuperare con le attese uscite di Perturbazione e Afterhous.
Prescindibile.
Tracklist:
Snake Love
Un istante un limite
Fermo
Ogni giorno
Perfect day
Solo un'idea
Un anno fa
Sogni
Black hole sun
Fragile
Innocenza
Chrysalis
Allo
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| N/A -
Allo |
| Lcd Soundsystem - Lcd Soundsystem |
Sulla scia del danzereccio concepimento del rock ecco affiorare uno dei migliori debutti degli ultimi mesi: Lcd Soundsystem.
La firma di produzione non a caso è della padrina di genere Dfa.
Un lavoro perfettamente equilibrato in quel filone lanciato dai Rapture e poi portato avanti da Radio 4, Bloc Party solo...
Sulla scia del danzereccio concepimento del rock ecco affiorare uno dei migliori debutti degli ultimi mesi: Lcd Soundsystem.
La firma di produzione non a caso è della padrina di genere Dfa.
Un lavoro perfettamente equilibrato in quel filone lanciato dai Rapture e poi portato avanti da Radio 4, Bloc Party solo per citarne i più interessanti.
Il lavoro di campionamento è quindi affiancato ad una buona impronta rock producendo un freschissimo lavoro di produzione.
Ma intendiamoci: in sè Lcd è essenzialmente l'ultima invenzione dello stesso James Murphy proprietario della stessa Dfa (forse c'era da aspettarselo...).
Certo non inventa nulla ma convince per tutto il lavoro di rielaborazione contemporanea di sonorità passate e lievemente sconfitte.
La rivincita è in atto e noi non possiamo che godercela attivamente...
...ballando.
Tracklist
Disc 1
1 Daft Punk Is Playing At My House
2 Too Much Love
3 Tribulations
4 Movement
5 Never As Tired As When I'm Waking Up
6 On Repeat
7 Thrills
8 Disco Infiltrator
9 Great Release
Disc 2
1 Losing My Edge
2 Beat Connection
3 Give It Up
4 Tired
5 Yeah (Crass Version)
6 Yeah (Pretentious Version)
7 Yr City's A Sucker
Allo
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GLove |
| jenny's joke |
La nascita del gruppo avviene nel mese di Marzo 2003.
I Jenny`s Joke nascono con l`intento di sperimentare nuove forme di espressione in musica, partendo dal bagaglio culturale – musicale di ciascun musicista, rivoluzionandolo e trasformandolo, scavando a fondo e portando alla luce la parte più intimista di ciascuna personalità....
La nascita del gruppo avviene nel mese di Marzo 2003.
I Jenny`s Joke nascono con l`intento di sperimentare nuove forme di espressione in musica, partendo dal bagaglio culturale – musicale di ciascun musicista, rivoluzionandolo e trasformandolo, scavando a fondo e portando alla luce la parte più intimista di ciascuna personalità. Nascono quindi canzoni anche piuttosto diverse tra loro, a seconda di chi esegue la scrittura, ma rimane pur sempre una linea conduttrice ben delineata e riconoscibile grazie agli arrangiamenti sempre piuttosto originali del gruppo.
La formazione acquisisce rapidamente credibilità, grazie soprattutto al feeling che si instaura da subito tra i componenti, portandoli al lancio, nel Gennaio 2004, del loro primo demo-cd interamente auto-prodotto intitolato semplicemente “JENNY`S JOKE”.
Il lavoro include 6 brani + 1 ghost track esclusivamente composti dai Jenny`s Joke ed arricchiti dalla collaborazione con il fonico dei Verdena, Davide Perucchini.
Per esprimersi al meglio i Jenny`s Joke amano esibirsi in performance live, alternando brani presenti nel primo demo-cd (spesso con arrangiamenti nuovi e diversi) a brani di nuova produzione che il gruppo intende registrare nel corso dell`anno 2005.
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GLove |
| Reparto n° 6 |
Il laboratorio musicale “Reparto n° 6” nasce nel febbraio del 2003. L’esigenza di uno spazio concreto a livello stilistico e musicale ha fatto si che tre giovani Vercellesi dessero vita ad un progetto di spessore artistico e letterario. Dopo un primo periodo di rodaggio la formazione ha assunto una dimensione...
Il laboratorio musicale “Reparto n° 6” nasce nel febbraio del 2003. L’esigenza di uno spazio concreto a livello stilistico e musicale ha fatto si che tre giovani Vercellesi dessero vita ad un progetto di spessore artistico e letterario. Dopo un primo periodo di rodaggio la formazione ha assunto una dimensione completa aggiungendo al proprio organico gli altri quattro elementi mancanti.
La profondità dei testi, i riferimenti singolari, le sonorità calde e ricercate hanno fatto si che questa band Vercellese si facesse conoscere in modo rapido e significativo. Dopo aver vinto le selezioni regionali (Biella, Vercelli, Novara) del concorso nazionale “Arezzo Wave”, il “Reparto” ha deciso di percorrere un tragitto alternativo dettato, forse, dalle esigenze soggettive dei componenti del gruppo. Si è dato il via quindi ad una Tournée europea che ha toccato le coste della Spagna, della Francia, e della riviera ligure. Il risultato ha decisamente trasceso le aspettative della Band: oltre alle vendite inaspettate, ha stupito la risposta del pubblico che si è sempre dimostrato entusiasta e partecipe.
Dopo aver presenziato al “Big Wave” di Vercelli il “Reparto” si è esibito nella maggior parte dei locali della provincia e non. Con un centinaio di date alle spalle la formazione ha deciso di continuare il proprio percorso di studio e composizione portando avanti interessanti discorsi discografici con diverse Etichette indipendenti. Tuttavia risulta assai difficile imporre al sistema delle multinazionali tematiche e sonorità “particolari” reputate dalle grandi Major poco commerciali o, per meglio dire, commerciabili. Persiste, malgrado ciò, la convinzione che il lavoro del reparto debba essere supportato da tutti quelli che credono nella qualità, nell’originalità e nelle iniziative che propongono un qualcosa di innovativo.
Voce e chitarra ritmica: Gianfranco Samuele Dessì
Chitarra solista: Andrea Boscaro
Rumori e colori: Paolo Talarico
Batteria: Roberto Corradino
Pianoforte: Daniele Boschetto
Flauto traverso: Danilo Fiacconi
Basso e 2nda voce: Paolo Pietropoli
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| N/A -
GLove |
| The Mirrors |
Tutto ha avuto origine nel lontano inverno del 2002 a Milano. The Mirrors sono una band cosmopolita, cittadina del mondo che si nutre di cultura ovunque essa provenga senza discriminazioni di sorta. Contaminazioni che portano personalità unica ed originale al quartetto.
The Mirrors sono una rock band di 4 elementi che...
Tutto ha avuto origine nel lontano inverno del 2002 a Milano. The Mirrors sono una band cosmopolita, cittadina del mondo che si nutre di cultura ovunque essa provenga senza discriminazioni di sorta. Contaminazioni che portano personalità unica ed originale al quartetto.
The Mirrors sono una rock band di 4 elementi che introduce costantemente tendenze innovative nella tradizione musicale italiana cimentandosi nel nuovo movimento made in Italy del rock in lingua inglese. L'esperienza che pian piano il quartetto accumula diventa una base solida da cui partire per creare nuove tendenze in cui convergono principalmente il rock anni '60/'70 ed il pop nel senso più nobile del termine.
Prima di salire su un palco di fronte al pubblico la band registra un Ep autoprodotto intitolato 'Nothing at all but stars'. Ep che porterà la band molto più in là di quanto ci si possa aspettare rispetto al metodo di realizzazione del cd e all'affiatamento della band ancora agli albori.
Il disco registrato nell'aprile '03 riceve un ottimo consenso dalla critica italiana, specializzata e non (Tutto Musica, Rockerilla, Rock Sound, Rumore..etc) e suscita grande curiosità ed apprezzamenti fra pubblico ed addetti ai lavori.
Questo primo lavoro permette al gruppo di firmare il primo contratto di edizione della band con 'Do you know how I feel inside?' per la nuovissima etichetta Giorgio Pasotti Musica, di salire sul palco del Roxy Bar con Red Ronnie, entrare nella Saturday Night Club Compilation '04 del Rolling Stone di Milano, raggiungere la Finale di Pagella Rock 2003, aprire ad uno spettacolo Zelig/Scaldasole entrare nel The Best of Demo di RadioRai1 e ad avere presenza costante nella playlist di Radio Gamma Rovereto da novembre'03 a marzo'04 in cui vi sono molti artisti importanti della scena musicale italiana.
L'Ep viene anche presentato in interviste presso radio in parte nazionali e in parte regionali come Rock FM, Radio Rai 1, Radio Lupo Solitario, Radio Torino Popolare e altre minori. Si segnalano apparizioni televisive su Sky, Rete7, Rete VideoNord nel programma Fan Music Television.
L'attività live è prosperosa quanto quella discografica e in un anno la band sale in più di 30 occasioni su palchi importanti di Milano e del Nord Italia a volte a fianco di artisti della scena indipendente come gli Après La Classe.
A solo un anno di distanza dal primo disco la band rientra in 'studio' di registrazione e nasce così durante |